Le imprese
Il lavoro che cambia

Lavoro in somministrazione, forte battuta d’arresto: -58%

21 febbraio 2019


Lavoro in somministrazione, forte battuta d’arresto: -58%

È la contrazione più consistente dal 2013. I tecnici, i più penalizzati. Tra Milano e Brescia mancano all’appello oltre 25mila lavoratori.

Sul territorio di Milano crolla del –58% la richiesta di lavoro in somministrazione nell’ultimo trimestre del 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (che segue il -37% del III trimestre 2018). Sono i dati che emergono dall’indagine realizzata dal Centro Studi di Assolombarda sul periodo ottobre-dicembre 2018, a cui partecipano10 tra le principali Agenzie per il Lavoro: Adecco Italia, Etjca, Gi Group, In Job, Lavoropiù, Manpower, Men At Work, Quanta Italia, Synergie e Umana. Quella registrata è la contrazione più importante dal 2013, ovvero da quando è stato costituito l’Osservatorio che monitora con cadenza trimestrale il mercato del lavoro in somministrazione attraverso le richieste delle imprese sul territorio di Milano, Monza e Brianza, Lodi.

La stessa rilevazione condotta sul territorio di Brescia ha dato risultati analoghi: -43% nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo il -26% del III trimestre. Sommando i dati dei due territori, in un anno la richiesta di lavoratori in somministrazione da parte delle imprese milanesi e bresciane si è ridotta di oltre 25mila lavoratori.

Quali le cause di questo fenomeno? Il rallentamento economico, sicuramente. Che ha iniziato a farsi sentire proprio a partire dagli ultimi mesi dello scorso anno. Ma pesano anche i vincoli posti dalla nuova normativa del governo, che rendono difficile il rinnovo dell’incarico in somministrazione e finiscono per penalizzare soprattutto le figure ad alta specializzazione.

A soffrire infatti è proprio il segmento più specializzato della domanda. E così i tecnici, figure centrali nei processi di produzione, registrano un calo del -83% nel quarto trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Su Milano pesa anche la contrazione di una delle figure che da sempre è stata la più richiesta. Ovvero gli addetti al commercio. Addirittura, nell’ultimo periodo del 2018, proprio quando grazie alle festività natalizie registrano la maggiore domanda, hanno segnato invece un -61%. Non se la passano bene nemmeno le figure professionali meno qualificate che, nell’ultimo trimestre del 2018, hanno segnato un -44%: un risultato molto negativo, se si considera che fa parte di questa categoria una figura che – complici le nuove modalità di acquisto online – negli ultimi tempi andava per la maggiore, gli addetti alle consegne. Male anche operai specializzati (-24%), impiegati esecutivi (-21%) e conduttori di impianti (-15%).

Allargando lo sguardo e facendo un bilancio 2013-2018, scopriamo che la domanda di lavoro in somministrazione è quasi raddoppiata (+109%) fino al 2017, un vero boom. Mentre nel 2018 ha subito una decisa frenata, quantificabile in un -10%.

 

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