Le imprese
Le nuove 'imprese' in economia e finanza

La rivoluzione Blockchain va oltre il Bitcoin

2 maggio 2018


La rivoluzione Blockchain va oltre il Bitcoin

Tanti gli ambiti di applicazione: dai processi di pagamento, al tracciamento e supply chain, alla gestione di documenti e mercati finanziari.

In Italia lo sviluppo è ancora agli albori ma le potenzialità sono enormi.

Al via ovunque le prime sperimentazioni per sfruttare la blockchain, la tecnologia che sta dietro ai bitcoin, negli ambiti più diversi. Tutti gli attori di business – dalle banche alle assicurazioni, dalle aziende manifatturiere ai media – si stanno interessando alla tecnologia della “catena di blocchi”. Sono 331 i progetti (partiti o solo annunciati) censiti a livello internazionale da gennaio 2016 a oggi, di cui 172 sono in fase di test o operativi.

La blockchain è in piena espansione: le sperimentazioni avviate o in fase di “Proof of concept” nel 2017 sono cresciute del 73%. La maggioranza dei progetti, pari al 59% di quelli censiti ad oggi, è stata sviluppata nel settore finanziario, ma dal 2017 si nota un progressivo ampliamento degli ambiti applicativi che interessano anche l’attività di governo (il 9%), della logistica (7,2%), delle utility (3,9%), fino all’healthcare (2,4%). Viene principalmente utilizzata per processi nei sistemi di pagamento (94 progetti), per il tracciamento e supply chain (67), per la gestione dati e documenti (64) e per il mercato dei capitali (51).

Sono alcuni dei risultati della prima ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano. Anche i governi e le banche centrali, dopo l’iniziale diffidenza, hanno iniziato a studiare il fenomeno per rendere più efficienti monete e sistemi di pagamento: 29 banche centrali di tutto il mondo si sono già attivate sul tema blockchain. Hanno avviato sperimentazioni per applicare alcune caratteristiche delle criptovalute alle valute tradizionali, creando delle “criptovalute vigilate”.

Come spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio, le potenzialità sono enormi e in gran parte ancora da esplorare, non solo in ambito finanziario. In Italia il tema è ancora poco conosciuto e si evidenziano al momento poche sperimentazioni, ma è cruciale mettere a fuoco le opportunità per il business per cogliere i benefici di una tecnologia che potrebbe essere in grado di portare al cosiddetto Internet of Value, una nuova generazione di internet in cui ci si possa scambiare valore allo stesso modo con cui ci si scambiano le informazioni. In Italia, sottolinea Portale, “da una parte c’è una difficoltà ad affrontare una tecnologia molto complessa, dall’altra una carenza culturale delle imprese che tendono a non investire in una tecnologia in una fase preliminare e ancora immatura. La blockchain potrebbe avere un impatto notevole per il made in Italy in termini di tracciabilità e di anticontraffazione”.

 

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