Le imprese

La mafia al nord: puoi tutelare la tua impresa?

7 luglio 2015


Infiltrazioni mafiose nelle imprese del Nord

Una nuova ricerca mette in allerta le imprese del Nord sui rischi di infiltrazione delle organizzazioni mafiose nelle loro attività. 

Chi rischia di più

La crisi economica, la concorrenza e l’ambizione all’incremento del business hanno generato un effetto moltiplicatore delle penetrazioni mafiose nelle imprese del settentrione. Forse prevedibili i risultati della ricerca “Rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle imprese del Nord. Strategie, meccanismi e segnali di allarme: la realtà del fenomeno e la percezione delle aziende” promossa da Assolombarda, Fondirigenti e Aldai, in collaborazione con la Fondazione ISTUD e il Centro Federico Stella dell’Università Cattolica di Milano.

Lo studio, presentato il 30 giugno, avverte che sono le aree aziendali strategiche quelle maggiormente esposte al rischio di infiltrazioni criminali.

Dalla lettura di un panel selezionato di inchieste giudiziarie emerge, infatti, che struttura societaria e governance, finanza e sviluppo del business vengono più facilmente “contaminati” nelle figure di imprenditori e amministratori. Quando invece le infiltrazioni riguardano le aree più operative – acquisti, produzione, logistica, vendite, gestione del personale – i soggetti più a rischio, soprattutto nelle aziende di dimensioni maggiori, sono le figure direttive e il personale interno.

Campanelli d’allarme da non sottovalutare

Per combattere il nemico è necessario conoscerlo e riconoscerlo. Spesso non è facile e quando si ha a che fare con organizzazioni criminali che non agiscono alla luce del sole, le possibilità si riducono ulteriormente.
Dove e come si infiltra maggiormente la mafia?

L’accesso mafioso in azienda è poi ulteriormente agevolato se i soggetti che operano nell’area economica, legale e politica diventano gli intermediari privilegiati dei rapporti tra mafia e imprese.

Proviamo a difenderci

Altro che destrutturato: l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia di un’azienda è un processo dinamico che parte dall’avvicinamento dell’imprenditore, prosegue con la corruzione espressa sotto forma di intimidazione e termina con l’assoggettamento del soggetto colluso e, di riflesso, con la sua estromissione dall’attività aziendale e l’impossessamento della stessa da parte della mafia.
Ad oggi la consapevolezza della presenza mafiosa nel territorio lombardo da parte di manager e imprenditori è alta, ma la sua conoscenza non è sufficiente. A seguito di quasi 500 questionari somministrati e 30 interviste realizzate, più della metà dei soggetti imprenditoriali coinvolti nell’analisi crede di non saperne abbastanza.

Come tutelarsi quindi? Il D.lgs. 231/2001, come strumento di prevenzione dei rischi d’infiltrazione mafiosa, non è ancora avvertito come efficace da parte delle vittime del fenomeno. In particolare è ritenuto poco adatto alle PMI.
Le aspettative verso le istituzioni sono quindi alte: un maggior controllo e una maggior difesa sociale da parte delle forze dell’ordine, più educazione sul tema, la predisposizione di un sistema di sanzioni per le imprese che non operano in legalità e di premialità per quelle che invece lo fanno.

In quest’ottica di avanzamento vanno anche le parole del Consigliere incaricato di Assolombarda con delega alla Legalità e Responsabilità sociale d’impresa, Antonio Calabrò: «La sempre più allarmante presenza, anche in Lombardia, dei clan di ‘ndrangheta, mafia e camorra e gli intrecci tra criminalità organizzata e corruzione diffusa nella pubblica amministrazione rischiano di frenare la crescita economica e inquinare le relazioni sociali. Necessaria dunque una risposta sempre più efficace. Da parte di Assolombarda, ci si muove su un doppio piano. Innanzitutto, si continua a lavorare per sensibilizzare gli imprenditori sul senso del rischio dell’inquinamento mafioso e sulla necessità di un ruolo attivo per individuarlo e ostacolarlo, a tutela delle imprese sane. Poi, si collabora con le istituzioni, a cominciare dal Palazzo di Giustizia e dalla Prefettura, per una giustizia più efficace e per una pubblica amministrazione trasparente ed efficiente. La legalità, insomma, è cardine della competitività di Milano. E l’antimafia è chiave per l’economia giusta».

Leggi anche il comunicato stampa.

 

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