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La Madonna della Misericordia è il regalo di Palazzo Marino per Natale

14 dicembre 2016


La Madonna della Misericordia è il regalo di Palazzo Marino per Natale

Fino all’8 gennaio la preziosa tavola conservata al museo di Sansepolcro viene ospitata nella Sala Alessi del Comune di Milano

È una delle prime opere rendicontate dal pittore e un capolavoro esemplare dello stile di Piero della Francesca.

Qualche settimana per contemplare nel cuore di Milano uno dei capolavori del Rinascimento italiano. Fino all’8 gennaio 2017, nella sala Alessi di Palazzo Marino, sarà esposta la “Madonna della Misericordia” di Piero della Francesca, cuore di uno dei polittici più memorabili del Quattrocento. Dal Museo di Sansepolcro, città dove l’opera fu commissionata e dove oggi è tornata, insieme agli altri pezzi che compongono l’imponente tavola da altare, “La Madonna della Misericordia” rappresenta la Vergine intenta a proteggere i fedeli sotto le ali del suo mantello.

La tavola, come si legge sul sito del museo della città di Sansepolcro “rappresenta una delle poche opere documentate di Piero della Francesca e anche una delle prime commissioni da lui avute a Sansepolcro”. La commissione arriva nel 1445: paga la Confraternita della Misericordia, che intendeva ornare l’altare maggiore della chiesa adiacente all’Ospedale. Tempo di consegna: tre anni. L’autore non ha mai rispettato la scadenza. Impegnato com’era in commissioni per l’Italia, ha impiegato 15 anni, con l’aiuto della bottega e nello specifico di un miniaturista a portare a compimento il progetto.

Il polittico si compone di cinque grandi pannelli, una predella e undici tavolette distribuite nella cimasa e sui lati. La ricca composizione doveva poi essere racchiusa entro una fastosa cornice dorata tardo-gotica andata però dispersa quando l’opera fu smontata intorno al 1630. Successivamente, con le soppressioni delle Compagnie Religiose, il dipinto, ormai smembrato, fu trasferito prima nella chiesa di San Rocco e poi, divenuto proprietà comunale, nella Pinacoteca cittadina.

La tavola centrale della “Madonna della misericordia” misura 1,68 metri di lunghezza per 91 centimetri di altezza. “Al centro si staglia la maestosa figura della Madonna della Misericordia – spiegano gli esperti – che, secondo uno schema già da tempo codificato e diffuso, apre senza apparente fatica, il poderoso mantello, aperto come l’abside di una chiesa, sotto il quale si rifugiano uomini e donne inginocchiati e in preghiera”.

Il volto della Vergine, come è proprio delle stile asciutto e geometrico di della Francesca, è un ovale perfetto, di un candore senza tempo. Come usavano le donne del tempo, il capo è coperto con uno scialle finemente intrecciato, su cui poggia una corona d’oro. Altrettanto dettagliata è la spilla che ferma il pesante mantello della Vergine. Il tutto appoggiato su un fondo d’oro, utilizzato per conferire sacralità alla scena ma che allo stesso tempo depura la rappresentazione dal soffermarsi sui dettagli paesaggistici e ne accentua l’espressività.

La tavola si compone anche di una crocefissione, ispirata al modello di Masaccio a Pisa, di una teoria di santi, San Sebastiano, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista e San Bernardino da Siena, e da una serie di tavolette con santi, arcangeli ed episodi del nuovo Testamento. Alla Pinacoteca di Brera è conservato un altro capolavoro di Piero della Francesca: la Sacra Conversazione, che accentua alla massima potenza la capacità espressiva del pittore rinascimentale per mezzo di solidi elementari, volumi tangibili e atmosfera rarefatta.

 

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