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La Cina nel 2014, scenari e prospettive per le imprese

28 aprile 2014


La Cina nel 2014, scenari e prospettive

Presentato il rapporto previsionale della Fondazione Italia Cina, in attesa degli incontri di business con imprese della provincia del Jiangsu programmati da Assolombarda per il 23 maggio.

Come cambia l’economia cinese

Una crescita robusta, anche se lontana dai tassi a due cifre di qualche anno fa, e più focalizzata sul miglioramento qualitativo e sull’aumento del valore aggiunto locale. Grande spazio ai servizi, con il settore terziario che per la prima volta sorpassa l’industria. È così che il rapporto previsionale della Fondazione Italia Cina descrive il paese per il 2014.

La presentazione del quinto rapporto annuale del Centro Studi per l’Impresa della Fondazione (CeSIF) “La Cina nel 2014 – Scenari e prospettive per le imprese” è stata l’occasione per confrontarsi, in Assolombarda, sulla situazione dell’economia cinese e sulle opportunità che la sua crescita, ancora sostenuta seppur in rallentamento, offre al processo di internazionalizzazione delle aziende milanesi e italiane.

Anche perché parlare di Cina vuol dire parlare di un paese di quasi 1,4 miliardi di persone, seconda economia al mondo dopo gli Stati Uniti e destinazione privilegiata per gli investimenti esteri.

In arrivo una nuova stagione di riforme

Certo, si tratta di un paese in profonda trasformazione e non immune dagli effetti della difficile congiuntura mondiale: le imprese straniere si troveranno a fare i conti con un ambiente operativo in continuo cambiamento, l’aumento dei costi, la scarsità di risorse umane e il protezionismo, fattori che porranno una sfida seria alla redditività.

Ma dal rapporto emerge un moderato ottimismo riguardo allo stato di salute complessivo dell’economia cinese nel 2014, confidando che il governo saprà affrontare le sfide provenienti sia da un’economia globale relativamente debole, sia dall’economia domestica che presenta una serie di criticità, tra cui l’eccesso di crediti, la sovraccapacità industriale e un’annosa bolla nel settore immobiliare.

Le nuove politiche economiche annunciate dall’amministrazione lasciano infatti intendere una nuova stagione di riforme nella sfera economica, finalizzate a raggiungere una crescita sostenibile attraverso una revisione del modello di sviluppo del paese, una maggior apertura del sistema economico, un arretramento dello Stato dalla sfera economica e un corrispondente maggiore ruolo del mercato nell’allocazione di risorse e fattori di produzione.

Opportunità per le imprese: appuntamento il 23 maggio

Il rapporto (che analizza la Cina dal punto di vista politico-economico ed esamina l’impatto dei cambiamenti della società cinese sul business e le sue implicazioni per gli investitori esteri) entra nel dettaglio delle opportunità presenti nei diversi settori: in alcuni di questi – dall’alimentare alla sanità, dall’ambiente all’energia e tecnologie pulite, dai macchinari ai prodotti chimici – le competenze delle nostre imprese possono trovare spazi di intervento ampi e interessanti.

Non a caso, Assolombarda ha già programmato per i propri associati una sessione di incontri di business con aziende della provincia del Jiangsu attive in settori ad alto contenuto di ricerca e innovazione (farmaceutico, biomedicale, apparecchiature medicali, nuovi materiali, ambiente ecc.) e interessate a esplorare partnership con controparti italiane.

Chi è interessato all’iniziativa, organizzata in collaborazione con Jiangsu Center of International Technology Transfer, può contattare l’Area Mercato e Internazionalizzazione dell’associazione (mei@assolombarda.it).


LA CINA NEL 2014 – SCENARI E PROSPETTIVE PER LE IMPRESE

I punti salienti del quinto rapporto annuale del Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina (CeSIF).

L’economia cinese continuerà a crescere nel 2014 a un ritmo che si attesterà intorno al 7,5%, come da obiettivi che si è posto il governo.

I costi tenderanno a crescere, mentre la Cina continuerà a sviluppare un modello più sostenibile e una ristrutturazione dell’economia.

La Cina potrà rallentare la corsa nel breve termine, ma le riforme annunciate durante il Terzo Plenum del 18° Congresso del Partito potranno fungere da traino per un’economia sempre più sostenibile nel medio-lungo termine.

Il traino sarà dato dai consumi interni, sia pubblici sia privati, e la Cina continuerà a rappresentare un mercato dove le imprese estere dovranno essere presenti. I settori sanitario, alimentare e delle tecnologie pulite (acqua, rifiuti solidi, energie rinnovabili, ecc.) e le infrastrutture per la mobilità rappresenteranno alcuni dei segmenti che mostreranno i più elevati tassi di crescita.

Registrata la svolta storica del 2013: per la prima volta il settore terziario ha un peso maggiore rispetto all’industria: 46,09% contro 43,89%. L’obiettivo di giungere al 47% entro il 2015 potrebbe addirittura essere anticipato.

Tra le opportunità in entrata, da sottolineare gli acquisti tax free dei turisti cinesi in Italia, secondo i dati elaborati in collaborazione con Global Blue Italia. Il turista cinese, insieme a quello di Hong Kong, rimane leader nell’ammontare di spesa per shopping in Italia con 914 euro di scontrino medio. Gli acquisti dei turisti cinesi sono rivolti prevalentemente al settore della moda (69%) e a quello della gioielleria (24%).


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