Le imprese

La bellezza nascosta nel lavoro meccatronico

17 maggio 2018


La bellezza nascosta nel lavoro meccatronico

La realizzazione di un monumento, un’opera d’arte ambientale in memoria dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. La collaborazione tra un’azienda meccatronica e un artista. 

Una storia di riparazione e ricostruzione che coinvolge l’intera comunità per “ricordare la vita con la vita”.

PercorsoÈ la mattina del 12 agosto 1944. Un piccolo paesino in provincia di Lucca, raggiungibile solo attraverso mulattiere disperse nella boscaglia, è vittima di un’incursione crudele quanto inaspettata da parte delle truppe naziste: muoiono 560 civili. La più giovane tra le vittime si chiama Anna Pardini e ha solo venti giorni.

Il 25 aprile 2018 è stato inaugurato “Anna – Monumento all’Attenzione”: un’opera d’arte ambientale, un percorso a ritroso rispetto al cammino dei carnefici, questa volta dal paese verso valle, giù per la strada scoscesa della mulattiera, per simboleggiare l’esistenza di Anna dal giorno della sua morte fino a oggi, e tenere vivo il ricordo. Come? Attraverso l’inserimento nel terreno di un elemento metallico a forma di cardo per ciascuno dei giorni non vissuti.

Gianni Moretti, artista perugino ideatore del progetto, e Massimo Giovanardi, imprenditore meccatronico dell’azienda Giovanardi Spa che ha prodotto gli elementi, hanno realizzato insieme quest’opera in un costante connubio tra arte e industria e ci raccontano un’esperienza di rispetto e arricchimento reciproco

Un’azienda e un artista uniti in un progetto culturale che nasce dalla necessità di mantenere viva la memoria di un fatto storico tragico. Come è nato questo progetto?

 

Imprenditore: è iniziato tutto da una conoscenza comune, la curatrice veneziana Martina Cavallarin, che mi ha contattato per segnalarmi che un artista aveva ricevuto l’incarico dal Ministero dei Beni Culturali e in particolare dalla Soprintendenza di Lucca, attraverso il Piano per l’Arte Contemporanea 2016, di progettare e realizzare un’opera per commemorare l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. DisegniSapeva che come azienda avevamo già lavorato ad alcuni progetti legati al mondo dell’arte contemporanea e così mi ha proposto la collaborazione. Ho accettato immediatamente sia per una passione personale verso questo mondo, sia perché come azienda era un onore prendere parte a un progetto così pregno di significato simbolico.

Sono così entrato in contatto con Gianni Moretti: un artista genuino, intellettualmente onesto. Abbiamo sposato il suo pensiero concettuale, lo abbiamo sentito anche nostro da subito e ne è nata un’esperienza che ha portato a un risultato di squadra straordinario.

Artista: condivido ogni parola. Quando ho visitato l’azienda e ho conosciuto Massimo, il clima che ho respirato mi ha portato in maniera naturale a selezionare l’impresa. Al di là di un know-how tecnico enorme, ho percepito una qualità umana e una capacità di ascolto rare.

Qual è stata la tua idea creativa? Raccontaci il progetto

 

Artista: quando mi è stato commissionato il progetto ho iniziato a pormi delle domande e a pensare al concetto stesso di monumento; quale forma deve assumere perché non diventi retorico e non risulti simile a qualcosa di già fatto e visto? Mani-e-cardiQuesto è un tema particolarmente sensibile in un territorio come quello di Sant’Anna, in cui già molti artisti hanno creato memoriali. Volevo realizzare un’opera che aggiungesse qualcosa al dialogo che era già stato aperto da altri e che prevedesse la partecipazione della comunità. Inoltre, come artista proveniente da un altro territorio, non volevo che il monumento venisse percepito come imposto o calato dall’alto. Per questo devo ringraziare Luigi Ficacci, Soprintendente ai beni culturali di Lucca e curatore del progetto e la mia galleria, Moltrasio Arte, per avermi sostenuto fin dal primo momento e tutti gli abitanti del territorio che si sono aperti e hanno accolto me e il mio progetto.

Cardo-nel-terrenoLa mia attenzione si è così focalizzata su Anna Pardini, la vittima più giovane che aveva solo 20 giorni quando morì e un dettaglio che mi ha colpito è che era nata solo qualche anno prima di mio padre, che ho rischiato di perdere pochi anni fa per un grave problema di salute. Questo dettaglio mi ha permesso di sentire quella tragedia come qualcosa che mi apparteneva perché quella persona avrebbe potuto far parte della mia vita. Da lì ho immaginato tutto quello che l’eccidio aveva bloccato e come sarebbero stati i suoi giorni fino a oggi. Ho concepito quindi questo monumento come la celebrazione della vita di Anna: per ogni giorno non vissuto, ad oggi sono circa 27mila, sarà piantato nel terreno di una delle mulattiere percorse dalle truppe un elemento dorato e ogni anno saranno aggiunti altri 365 punti come a continuare questa esistenza che è stata interrotta sul nascere. In questo senso il monumento diviene un tentativo di vivificare la memoria.

 

Come l’idea è diventata realtà grazie all’apporto creativo e progettuale di entrambe le parti?

 

Imprenditore: ci siamo confrontati fin dal principio in un clima di ascolto e collaborazione totale. Gianni ci ha fatto entrare nel suo mondo creativo e poi abbiamo iniziato a trasferirgli le nostre soluzioni tecniche.

LavorazionePer la realizzazione degli elementi, ad esempio, la prima necessità era quella di renderli resistenti alle intemperie e impedirne la fuoriuscita dal terreno. Le strade sono state tante e abbiamo sperimentato varie soluzioni, valutazioni cromatiche e tecniche: la galvanica, l’elettrocoloritura, la verniciatura poi scartata per un tema di sostenibilità ambientale. Siamo arrivati infine a produrre elementi composti in PVD al titanio, una tecnologia che viene utilizzata nei metalli di arredo per facciate esterne dei palazzi e che quindi possono subire le conseguenze degli agenti atmosferici. Siamo poi passati allo studio della forma, prima con disegni tecnici, poi con la stampa in 3D, tecnologia importante nella manifattura e in particolare nel mondo della meccatronica perché dà modo di creare un oggetto tridimensionale e poterne valutare le proporzioni. Infine abbiamo sviluppato lo stampo definitivo.

IMG_9184In particolare il corpo dell’elemento in origine doveva essere un chiodo ma con la nostra consulenza sono state introdotte due alette che fungono da ancoraggio e che risolvono il problema della possibile estrazione. È così che il chiodo, nella mente dell’artista, si è trasformato in un fiore e più precisamente in un cardo. Una leggenda infatti narra che nel luogo dove è stato commesso un omicidio, ogni giorno a mezzogiorno fiorisce un cardo che ricorda la forma di 12 corpi umani e che appena è completo viene riassorbito dal terreno.

E per quanto riguarda il punto dorato composto dalla testa del cardo?

 

Artista: è l’unico elemento che sarà visibile e si tratta di semisfera dorata di quattro centimetri di diametro. Nella mia mente doveva avere due caratteristiche fondamentali: essere dorata per produrre luce e essere lucida per poterla riflettere. Disegno-cardoVolevo fosse una lama che colpisse gli occhi e riflettesse quello che la circondava, in un doppio movimento di entrata e uscita, come un prolungamento del processo respiratorio. Era quindi fondamentale fosse una semisfera e anche in questo caso la Giovanardi si è rivelata un partner fondamentale: sono riusciti a rispondere ai miei dubbi e alle mie domande restituendomi risposte semplificate. Per un artista trovarne un interlocutore tecnico in grado di capirti nei momenti di difficoltà, di ascoltare e di comprenderti in una sorta di condivisione sensoriale ha un valore inestimabile.

Imprenditore: abbiamo studiato varie soluzioni e la scelta finale è stata appunto una semisfera in PVD al titanio, che è un deposito di particelle d’oro su una superficie di acciaio inox. CapocchiaIl pezzo viene poi sottoposto a una tranciatura, a un’imbottitura e a una chiusura meccanica. Il passaggio che dalla lastra tranciata porta alla lastra convessa prevede che la capocchia riceva un colpo ed è quindi difficile ottenere una semisfera perfetta. In realtà quelli che noi in fase di lavorazione ritenevamo difetti sono stati apprezzati dall’artista proprio per la loro imprecisione e ci ha chiesto quindi di accentuare le piccole grinze nel perimetro della testa. Il risultato sono capocchie una diversa dall’altra in modo impercettibile.

Artista: Sono stato colpito da questo piccolo difetto, ho capito che queste pieghe erano l’elemento mancante. Volevo che l’oggetto registrasse tutte le fasi di lavorazione, come un corpo umano che durante il percorso della vita muta, non è mai perfetto o completamente levigato. Come piccole cicatrici che raccontano la vita vissuta.Lavorazione-industriale

Imprenditore: ha fortemente voluto evidenziare la realizzazione industriale di tutto l’elemento, concepita come valore aggiunto. Ci sono segni che mostrano chiaramente una lavorazione industriale da stampo: i punti di estrazione dell’oggetto, il segno dell’apertura e della chiusura dello stampo. Solitamente è nostra cura trattare e levigare la lega d’alluminio lavorata in pressofusione attraverso un processo di burattatura. Ma lui ha visto oltre e ci ha fatto riscoprire la bellezza nascosta in questo lavoro meccatronico.

La cultura è un valore per l’impresa. Cosa vi ha spinto ad aderire a questo progetto?

 

Imprenditore: la cultura ha un valore intangibile ma inestimabile, in particolare sotto l’aspetto della comunicazione. Cardi-insiemeL’arte infatti rappresenta il percorso più forte ed efficace per veicolare un messaggio.

Per un’azienda meccatronica rappresenta un’esperienza straordinaria; è un’opportunità che ci è stata data e che abbiamo saputo cogliere. Siamo orgogliosi di aver capito immediatamente che questa iniziativa sarà solo il primo passo verso uno sviluppo in questa direzione; magari creeremo una divisione di produzione artistica o di esposizione, perché oggi anche il modo di esporre l’arte fa parte dell’arte stessa.

Avere la capacità di interpretare un progetto di questo genere mi rincuora e mi rasserena perché mi fa guardare al futuro con ottimismo. Un’azienda come la nostra è per definizione fluida ed è pronta al cambiamento: l’anno prossimo celebreremo i 100 anni di storia in cui abbiamo cambiato pelle diverse volte per adattarci e poter rispondere al mercato. Per continuare a vivere dovremo continuare a cambiare e applicare la nostra tecnologia a settori diversiChe meraviglia se uno di quei settori fosse in modo stabile il mondo dell’arte.

L’inaugurazione del 25 aprile è stato il primo passo di un’opera d’arte ambientale che proseguirà nel tempo. Come si alimenterà la memoria e il coinvolgimento del pubblico e del territorio?

 

InaugurazioneArtista: È stato emozionante porgere i primi elementi “cardi” a Adele e Siria Pardini lo scorso 25 aprile. Sono state loro a piantarli a terra seguite da altri sopravvissuti alla strage, i sindaci dei comuni di Stazzema, Camaiore e Pietrasanta che fin da subito hanno sostenuto il progetto, il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani, il professor Francesco Paolo Tronca, già prefetto di Lucca e molte delle persone presenti per le celebrazioni di quel giorno. È stato bellissimo alzare lo sguardo e vedere quella mulattiera vivificata dalla presenza umana, percependone l’incredibile energia.

Ci saranno momenti durante i quali saranno piantati i nuovi elementi dell’installazione. Per sua natura quest’opera non può essere completamente prevedibile e in nessun modo pilotata visto che si tratta di un percorso che sarà fisicamente costruito da persone.

Naturalmente sarò presente a ogni fase di installazione e capirò via via come si svilupperà. Ed è giusto così: si tratta un’opera d’arte condivisa in cui la collettività ha un ruolo fondamentale e fortemente emotivo. Non sarebbe onesto affidarla alle mani di altri pretendendo che la forma definitiva sia come la desideri o l’abbia immaginata io. È un monumento che celebra la vita, che per definizione non è mai prevedibile. E questo è anche il suo fascino.

Anna-monumento-all-Attenzione---percorsoI prossimi incontri per la costruzione del monumento avverranno il 24 e 25 maggio 2018, dalle ore 14.00 alle 18.00, e chiunque potrà salire a Sant’Anna e parteciparvi, anzi questo è un invito a farlo. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito del progetto: anna-monumentoallattenzione.net.

 

“Anna-Monumento all’Attenzione” sarà quindi una nebulosa dorata fatta di punti, che prenderà forma poco alla volta e si muoverà lenta e viva come una danza. Ricorderà ciò che è stato e ciò che sarebbe potuto essere. Sarà linfa vitale per rivestire di luce un passato oscuro e portare speranza per un futuro migliore.

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”

(N.d.r. Citazione – Dante Alighieri, ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia)

 

 

 

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