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Jobs act: un cantiere ancora aperto

9 aprile 2014


Jobs act: un cantiere ancora aperto

Con il decreto “Poletti” i primi passi verso un mercato del lavoro più flessibile, ma restano ancora nodi interpretativi da chiarire. Intanto, il 4 aprile Assolombarda ha fatto il punto insieme alle imprese associate.

Contratti a termine e somministrazione senza più causale, facoltatività della formazione trasversale nel contratto di apprendistato: sono queste le principali novità del decreto legge 34/2014, entrato in vigore il 21 marzo. Nel complesso, si tratta di una forte accelerata del Governo in tema di flessibilità e semplificazione dei contratti di lavoro, di cui si parlava da tempo.

Se da un lato il Jobs act è partito col piede giusto, però, dall’altro restano alcuni dubbi interpretativi, da chiarire in sede di conversione in legge. È questo, in sintesi, quanto emerso dall’incontro che Assolombarda ha organizzato il 4 aprile per le imprese associate, con l’obiettivo di presentare la riforma e di raccogliere suggerimenti utili per proseguire il confronto istituzionale.

Regole più chiare e più accessibili per il contratto a termine

Il contratto a termine è stato liberato definitivamente dal vincolo della cosiddetta causale: un’impresa può scegliere di assumere un lavoratore a tempo determinato, senza doverne esplicitare i motivi.

A questo si aggiunge la previsione di una durata massima di 36 mesi, con la possibilità di otto proroghe: l’unico vincolo è che il datore di lavoro non può superare il tetto del 20% di contratti a termine calcolato su tutto l’organico aziendale.

I vantaggi, per le imprese, sono evidenti: da un lato è più facile accedere al contratto a termine, dall’altro si riducono i rischi di contenzioso che spesso è proprio la necessità della causale a provocare.

Apprendistato, via l’obbligo della formazione di base e trasversale

Sull’apprendistato l’intervento del decreto è stato più marginale, senza stravolgere l’impianto del contratto.

L’obbligo della forma scritta per il Piano Formativo Individuale è stato eleminato, ma il consiglio, su questo punto, è «prudenza»: meglio mettere comunque tutto nero su bianco, soprattutto come elemento di prova in caso di visite ispettive.

Più significativa è la previsione che sembrerebbe rendere facoltativa la formazione di base e trasversale: questo aspetto, insieme alla frammentazione normativa tra le Regioni, ha spesso e inutilmente complicato la vita delle imprese. Se la legge di conversione confermasse la facoltà di scelta da parte del datore di lavoro, allora sì che il passo in avanti verso sulla strada della semplificazione sarebbe deciso.

Piede sull’acceleratore: è ora di inserire la ‘quinta’

Come detto, il decreto prevede misure interessanti che vanno nella direzione che Assolombarda auspica da tempo.

Ma i cantieri sono ancora aperti, non solo per il decreto 34 che dovrebbe diventare legge entro il 20 maggio, ma soprattutto per il disegno di legge delega (il Jobs act vero e proprio) di riforma complessiva del mercato del lavoro.

Sul primo fronte, l’obiettivo è ottenere modifiche che chiariscano i dubbi interpretativi (su contratti a termine e apprendistato) e attribuire un ruolo ai contratti aziendali per la determinazione dei limiti quantitativi nei contratti a termine.

Sulla legge delega, invece, Assolombarda punta – nell’ambito di una maggiore flessibilità del mercato del lavoro – su due proposte che rientrano nel Piano strategico “Far volare Milano”: la prima, “Apprendistato semplice”, intende semplificare l’apprendistato per renderlo meno oneroso per le imprese, sia come procedure, sia come costi; la seconda, “Expo jobs”, mira a definire un quadro di regole che faciliti l’attivazione di contratti di lavoro durante l’esposizione del 2015.

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