Le imprese

Jobs Act, l’occupabilità motore della ripresa

22 gennaio 2015


Jobs Act, l’occupabilità motore della ripresa

Il 16 gennaio Assolombarda ha ospitato il convegno di Federmeccanica “Verso la riforma del mercato del lavoro”. 

Un’occasione per fare il punto sul Jobs Act e sui cambiamenti che interesseranno le imprese.

Assolombarda e Federmeccanica, un gioco di squadra

È una collaborazione che si rinnova quella tra Assolombarda e Federmeccanica e che è del tutto in linea con la visione dell’intero sistema confindustriale. In questo caso è stato il convegno sul Jobs Act del 16 gennaio a fornire l’opportunità per ribadire un posizionamento congiunto sui temi del lavoro. Presente, tra gli altri, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

La collaborazione nasce anche dalla consapevolezza che il settore metalmeccanico è importante per il tessuto produttivo della Lombardia e di tutta l’Italia: esso rappresenta, infatti, l’8% del PIL nazionale, con 1,8 milioni di dipendenti (di cui 500mila in Lombardia) e 190 milioni di export, oltre la metà dell’intero export italiano.

La nuova partita: ricollocare il lavoratore

“Siamo di fronte a un passaggio storico”, ha sottolineato Gianfelice Rocca. “Bisogna dare atto al Governo di aver compreso che un intervento organico sul lavoro andava fatto per recuperare il gap nei confronti degli altri paesi”.

Al di là dei decreti specifici, che comunque vanno fatti al più presto, la riflessione del presidente di Assolombarda si è incentrata su una considerazione di fondo: con il Jobs act si assiste a un vero e proprio cambio di prospettiva. Il posto di lavoro garantito “a vita” dall’impresa, attraverso il sistema della cassa integrazione e dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, è sostituito da un lavoro assicurato dall’occupabilità. Ricollocare il lavoratore: qui si gioca la nuova partita.

L’occupabilità come strumento per vincere la crisi

La questione dell’occupabilità è quindi centrale per il successo del Jobs Act. I pilastri su cui deve concentrarsi il lavoro del Governo sono due: innanzitutto, il tema dell’education. Per superare l’attuale scollamento tra domanda e offerta, infatti, la collaborazione tra scuole e imprese deve essere sempre più forte: solo così si può promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo dei giovani.

L’altro aspetto riguarda le politiche attive del lavoro, dove il rapporto tra pubblico e privato deve essere rilanciato e valorizzato con l’obiettivo di rafforzare la capacità d’incontro tra domanda e offerta.

Mettere le imprese che vogliono assumere in condizione di farlo

Il mercato del lavoro oggi è congelato perché mancano i mezzi per agire. Il Governo – questo il messaggio di Federmeccanica e Assolombarda – deve lavorare in modo che le imprese che vogliono assumere siano messe nella condizione di poterlo fare.

Il primo passo che le imprese si aspettano dal Governo è quindi una rapida traduzione in decreti della legge legata al Jobs Act. “I tempi, di norma, prevedono massimo 30 giorni per il parere delle commissioni parlamentari e, poi, nel primo Cdm si procederà con l’approvazione il più rapidamente possibile”, ha dichiarato il ministro Poletti.

Non resta che aspettare i fatti.

 

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2 thoughts on “Jobs Act, l’occupabilità motore della ripresa”

  1. paolo Gibertini scrive:

    jobs act, Renzi merita un premio.

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