Le imprese

ITS e alternanza scuola-lavoro per rafforzare la partnership scuola-impresa

4 maggio 2017


ITS e alternanza scuola-lavoro per rafforzare la partnership scuola-impresa

In Assolombarda si è tenuto un incontro organizzato da Confindustria con ospiti la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e il Sottosegretario Gabriele Toccafondi per consolidare gli strumenti di aiuto ai giovani con l’obiettivo di professionalizzarsi.

Una tavola rotonda per discutere insieme alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e al Sottosegretario Gabriele Toccafondi del futuro dell’alternanza scuola-lavoro e degli Istituti Tecnici Superiori (ITS). È questo l’obiettivo dell’incontro organizzato da Confindustria il 2 maggio in Assolombarda sui temi più caldi dell’Education, presieduto da Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano, insieme agli imprenditori delle associazioni del Sistema e ai rappresentanti delle istituzioni.

Sugli ITS il quadro, a nove anni dalla loro nascita, nel 2008, è positivo: in Italia esistono 93 fondazioni per un totale di circa 8.600 iscritti e 2mila soggetti partner coinvolti nelle attività formative. Gli ITS rappresentano un prezioso volano per la crescita del sistema manifatturiero e un validissimo strumento per favorire l’inserimento dei giovani. Sono percorsi agili e alternativi all’università, super professionalizzanti e in grado di formare i nuovi tecnici tanto che garantiscono ai loro diplomati un tasso di occupazione dell’80% a un anno dal diploma, con tassi di abbandono bassissimi, in un Paese dove l’abbandono scolastico è poco sotto il 16% (arriva al 30% nei professionali di alcune zone di Italia) mentre la media europea è vicina al 10%. Dal 2015 al 2017 gli ITS hanno visto il numero degli iscritti aumentare del 36%, una percentuale alta ma con ulteriori spazi di miglioramento. Il confronto in Assolombarda ha consentito di evidenziare i prossimi obiettivi degli ITS, per il loro consolidamento: aumentare il numero di iscritti attraverso una efficace azione di orientamento e un significativo incremento delle risorse.

Ancora oggi gli ITS sono poco noti, raccolgono solo lo 0,5% degli studenti iscritti alla formazione terziaria. Occorre quindi potenziare le attività di orientamento nei confronti di docenti, studenti e famiglie, puntando soprattutto sugli ottimi risultati di placement e sul forte collegamento con le imprese. Ma questo non è sufficiente.

La crescita degli ITS, secondo Confindustria, passa attraverso la semplificazione e la flessibilità gestionale delle fondazioni, oltre a un raddoppio delle attuali disponibilità finanziarie pari a 13milioni di euro, che consenta, così, in 3 anni di incrementare gli studenti degli ITS dagli attuali 8mila a 24mila. L’auspicio è inoltre quello di definire un piano strategico per gli ITS che permetta loro di qualificarsi da un lato come ‘academy’ a servizio della formazione dei giovani e dei lavoratori delle imprese, dall’altro come partner delle PMI nella ricerca applicata.

Da questo punto di vista si è registrato un’importante apertura da parte della Ministra che ha rilanciato il ruolo della cabina di regia, istituita presso il MIUR, come sede in cui definire le linee strategiche per lo sviluppo degli ITS.

Compito della cabina di regia sarà anche quello di chiarire obiettivi e ambiti degli ITS rispetto alle lauree professionalizzanti, introdotte con un decreto dall’allora Ministro Giannini. Si tratta di un tema particolarmente delicato perché la concorrenza tra questi due canali formativi potrebbe comportare una minore attrattività dei giovani verso gli ITS.

Su questo tema la posizione di Assolombarda è chiara. “Senza bisogno di decreti o nuove norme le università, come ha già fatto la Statale di Milano, potrebbero scegliere un certo numero di corsi di laurea triennali che siano più professionalizzanti – ha suggerito Michele Angelo Verna, Direttore Generale di Assolombarda – evitando di creare sovrapposizioni con i corsi ITS che stanno rispondendo in maniera efficace alla domanda di professionalità tecniche delle nostre imprese”.

Oltre agli ITS l’incontro si è focalizzato sull’alternanza scuola-lavoro che, come ha ribadito la Ministra, è un tema di innovazione didattica rispetto al quale il Governo intende investire. Accanto ai 100milioni stanziati per le scuole a regime, il PON Programma Operativo Nazionale Istruzione 2014-2020 mette a disposizione 840 milioni per il 2017, di cui 140 riservati al finanziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un’alternanza scuola-lavoro di qualità per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Si tratta di un pacchetto di risorse significativo ma, secondo Confindustria, il consolidamento dell’alternanza passa attraverso una maggiore valorizzazione delle imprese che collaborano con le scuole. In primo luogo attraverso il finanziamento della ‘Dote Alternanza’ con l’obiettivo di supportare le imprese nella co-progettazione dei percorsi con le scuole, nella valutazione delle competenze acquisite dagli studenti e nella gestione degli oneri burocratici. C’è poi l’idea di un Bollino Blu da assegnare alle imprese particolarmente collaborative su questo tema.

Gli ITS e l’alternanza si confermano, quindi, due strumenti importanti per avvicinare i giovani al mondo del lavoro sui quali il Sistema Confindustria conferma l’attenzione e la disponibilità a collaborare “Il mercato del lavoro cambia e il 70% dei lavori che faranno i nostri figli non sono conosciuti oggi – ha detto il Direttore Verna – puntiamo sulla collaborazione tra scuole e aziende affinché sviluppino modelli di partenariato vincenti”.

 

 

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One thought on “ITS e alternanza scuola-lavoro per rafforzare la partnership scuola-impresa”

  1. gabriele Fiani scrive:

    Il meccatronico dell’its dal 4° anno in poi deve lavorare e sporcarsi le mani, a giorni alterni, nell’industria o nell’artigianato (fare vera pratica ).
    Solo così quando comincerà a lavorare, seriamente, non sarà smarrito a beneficio suo e di chi lo assume.

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