Made in Italy

Industria alimentare: nel 2015 l’export vola

9 marzo 2016


Industria alimentare: nel 2015 l’export vola
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Secondo l’analisi Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero 2015, le esportazioni alimentari Made in Italy sono cresciute dell’8 per cento nel 2015 e hanno raggiunto il record storico di 36,9 miliardi di euro.

Negli ultimi 10 anni il valore dei cibi e dei vini italiani all’estero è praticamente raddoppiato. Non si sono mai consumati nel mondo tanti prodotti enoalimentari italiani come nel 2015. Le ragioni che hanno determinato questo record storico sono molteplici:

  • la ripresa economica internazionale
  • i tassi di cambio favorevoli su mercati importanti come quello statunitense
  • l’effetto Expo che ha consentito di raccontare al mondo il modello agroalimentare italiano e i suoi valori unici.

 

L’alimentare è il secondo comparto manifatturiero Made in Italy ed ha un effetto traino sull’intera economia per l’impatto positivo di immagine sui mercati esteri in cui il cibo italiano è sinonimo di qualità. Un prodotto su cinque è “Doc”, ma crescono anche le “new entry”: dalla birra (che ha triplicato nel decennio le esportazioni), al caviale, ai funghi freschi o lavorati.

La fame d’Italia all’estero si è fatta sentire in tutti i comparti:

  • il vino (export +6% nel 2015 e +80% nel decennio) ha realizzato il record storico con un preconsuntivo annuale di 5,4 miliardi di fatturato estero
  • l’ortofrutta fresca (+11% nel 2015 con valore stimato in 4,4 miliardi)
  • la pasta (+9%, 2,4 miliardi il valore stimato nel 2015)
  • i formaggi (export stimato a 2,3 miliardi con un balzo del 95% in dieci anni)
  • pomodori trasformati (1,5 miliardi, +88% nel decennio)
  • l’olio di oliva (1,4 miliardi nel 2015 con una crescita del 10%).

 

I 2/3 delle esportazione di prodotti alimentari sono dirette verso i paesi dell’Unione Europea, ma il Made in Italy va forte anche negli Usa che sono il principale mercato di sbocco extracomunitario e dove la crescita stimata per l’alimentare è del 20%.

Tra i fattori di criticità il crollo delle esportazioni in Russia (-39%) a causa dell’embargo che ha colpito alcuni prodotti alimentari.

L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una tutela più efficace nei confronti della “pirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro, quasi il doppio del valore delle nostre esportazioni alimentari, utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

 

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