Le imprese
Vivere l'impresa

Industria 4.0, quali competenze mancano?

23 gennaio 2018


Industria 4.0, quali competenze mancano?

Il gap italiano nella corsa all’Industria 4.0 sembrerebbe essere soprattutto culturale. Ecco le conoscenze necessarie per favorire la trasformazione digitale.

Le imprese stanno affrontando la rivoluzione dell’Industria 4.0 con i conseguenti cambiamenti nei paradigmi di produzione, con particolare riferimento alla digitalizzazione delle attività produttive e logistiche connesse alla fabbrica, al magazzino e al trasporto merci. I dati confermano che la corsa tecnologica sta dando i suoi frutti per le aziende italiane, ma il Paese è veramente pronto sotto il piano delle competenze? Quali sono gli aspetti sui quali è necessario intervenire? Una prima risposta arriva dall’Osservatorio sulle competenze digitali 2017, realizzato da Aica, Assinform, Assintel e Assinter in collaborazione con l’Agid e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Secondo l’Osservatorio gli ambiti tecnologici in cui si ha necessità di introdurre nuove competenze sono, in questa fase, soprattutto quelli dell’IoT e dei big data. Altro aspetto importante è e sarà la distribuzione di queste competenze su più aree aziendali: ICT ma anche ricerca e sviluppo, produzione, progettazione e prototipazione, logistica e gestione del magazzino.

Il quadro di partenza delle competenze digitali italiane non è incoraggiante. Secondo l’Istat, rispetto all’insieme dell’Unione Europea, la percentuale della forza lavoro con competenze digitali elevate è considerevolmente inferiore (il 23% contro il 32%). E tra i 5 maggiori Paesi europei l’Italia mostra il più basso livello di diffusione delle competenze digitali. Sempre secondo l’Osservatorio, per la rivoluzione dell’Industria 4.0 saranno comunque utili anche competenze di tipo più strategico. Qualche esempio? La capacità di supportare diversi modelli di business oppure implementare un piano che sfrutti le tecnologie per raggiungere nuovi obiettivi, agevolare il lavoro del personale, accrescere la produttività e rendere la logistica più snella.

L’approccio Industria 4.0 richiederà, dunque, competenze manageriali con una forte propensione all’innovazione e a tutto campo: tecnologie specialistiche, di processo e soft skill. Per dare un’idea pratica del fenomeno, l’Osservatorio competenze digitali 2017 stima che entro il 2018 si potrebbero creare 85.000 nuovi posti di lavoro che richiedono specializzazione in ICT. La notizia positiva è che le immatricolazioni in facoltà dell’area ICT crescono di anno in anno (sono 26.000 nell’attuale anno accademico segnando un +11% rispetto a quello precedente), ma resta alto il tasso di abbandono (60%) soprattutto nelle triennali di informatica e, comunque, la richiesta cresce ad un ritmo maggiore rispetto alle immatricolazioni. Per quanto riguarda le facoltà non dell’area ICT, le competenze digitali sono parzialmente trascurate e c’è scarsa formazione in proposito in circa la metà dei corsi di laurea esistenti.

Ma quali sono le competenze considerate più importanti dalle aziende che stanno vivendo queste trasformazioni? In questo caso risponde lo studio dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano. Per le aziende interpellate la capacità rilevante risulta quella di definire un piano di adozione delle tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi, su cui meno della metà delle aziende rispondenti (solo il 46%) dichiara di sentirsi sufficientemente preparata. Quasi altrettanto importante è ritenuta poi l’abilità di integrare digitalmente i processi di business con clienti e fornitori lungo la supply chain, su cui il 54% delle imprese si sente preparata ma nel 75% dei casi è comunque previsto un potenziamento tramite programmi di formazione, nuove assunzioni o collaborazioni.

E come si stanno attrezzando le imprese per dotarsi delle competenze dell’Industria 4.0? Secondo la ricerca del Politecnico l’8% delle aziende selezionerà nuovo personale o avvierà collaborazioni sulle skill chiave per la trasformazione digitale. In particolare, si ricercano risorse specifiche per la capacità di analisi, modellazione e simulazione dei dati di produzione provenienti da sensori e dispositivi, per la conoscenza di sensoristica e piattaforme IoT, per il monitoraggio dei flussi di materiali e per definire un piano di adozione delle nuove tecnologie.

Sono in corso o pianificate, infine, azioni di formazione che riguardano soprattutto la gestione della produzione come l’analisi, la modellazione, la simulazione dei dati di produzione e la progettazione di un sistema di manutenzione predittiva.

Le competenze sembrano quindi essere la chiave per compiere la trasformazione digitale e permettere alle aziende di compiere lo sprint necessario verso Industria 4.0.

 

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
Le imprese
Magnetoformatura: quando i metalli si plasmano in modo Smart

30 luglio 2018

Una startup innovativa, nata dalla volontà di avvicinare le imprese alla fabbrica 4.0. Una tecnologia …
Le imprese
Industria 4.0, il punto sulla quarta rivoluzione industriale in Italia

22 giugno 2018

La ricerca dell'Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano “Industria 4.0: …
Le imprese
Dall’aula all’azienda: un progetto di formazione “duale” in chimica

31 gennaio 2018

In un contesto in cui la globalizzazione, il progresso tecnologico e le sfide dell’innovazione si …