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Incidenti sul lavoro, spazio alle buone pratiche per ridurli

14 ottobre 2014


Incidenti sul lavoro, spazio alle ...

Diffondere i progetti e i programmi più efficaci, facilitare il dialogo tra gli ‘addetti ai lavori’ e rafforzare le misure di sicurezza partendo dalla condivisione della conoscenza e dell’esperienza.

Gli interventi di Assolombarda e Federchimica.

Più conoscenza, meno incidenti

«L’andamento decrescente del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, soprattutto in termini di perdita di vite umane, non deve far abbassare la guardia su quella che continua a rappresentare una drammatica piaga sociale». Sono le parole che il 12 ottobre, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro celebrata a Firenze, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato all’Anmil.

«La loro significativa riduzione», ha aggiunto il Capo dello Stato riferendosi ai dati degli ultimi quattro anni, «deve essere considerata non un traguardo ma una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori».

Un concetto molto chiaro alle imprese, al punto che la stessa casistica degli incidenti e degli infortuni – oltre rafforzare la convinzione per cui la sicurezza sul lavoro è un fattore strategico per qualunque azienda – diventa a sua volta una fonte di informazioni da cui trarre indicazioni utili per impostare interventi di prevenzione sempre più efficaci.

È proprio l’esperienza a evidenziarlo: incidenti e infortuni, infatti, non capitano solo in ragione della pericolosità dell’attività produttiva o del mancato rispetto delle regole, ma anche e soprattutto quando mancano una perfetta conoscenza delle caratteristiche dei cicli produttivi e il controllo delle procedure del lavoro in sicurezza. Come è accaduto a settembre ad Adria e Cremona, quando comportamenti non corretti, molto probabilmente perché non consapevoli, hanno causato la morte di diversi lavoratori.

Rafforzare le misure di sicurezza partendo dalla conoscenza e dal bagaglio dell’esperienza è un’attività estremamente efficace e produttiva.

Gli esempi dal mondo della chimica e del Sistema confederale

Le imprese chimiche, da questo punto di vista, hanno una marcia in più. Da molti anni, infatti, le aziende del settore hanno acquisito grande sensibilità nei confronti delle procedure di sicurezza, tanto da considerarle ormai parte integrante dei processi gestionali e produttivi.

Alcuni progetti promossi da Federchimica e che le imprese stanno adottando volontariamente vanno proprio in questa direzione. Il programma “Observer”, ad esempio, punta a diffondere la conoscenza sui ‘quasi incidenti’ (near miss), cioè tutti quegli eventi, anche di poco conto, che non hanno portato ad una conseguenza dannosa, ma che comunque rappresentano una falla rispetto alle regole e alle procedure di sicurezza: di fatto, evidenziando aree da tenere sotto controllo e sulle quali intervenire.

Il “Servizio Emergenze Trasporti” (SET), a sua volta, è un programma volontario finalizzato a prevenire e gestire eventuali incidenti derivanti dal trasporto dei prodotti chimici: un processo che, se è non presidiato correttamente, spesso risulta critico.

Per Assolombarda “La Sicurezza è al Centro”

Quando si parla di prevenzione e sicurezza il riferimento alla “cultura della sicurezza” è imprescindibile: consapevolezza, competenza, atteggiamenti e comportamenti corretti da parte dei diversi soggetti aziendali assumono una valenza fondamentale (almeno tanto quanto gli aspetti tecnici o materiali), non solo per la sicurezza, ma spesso anche in termini di efficienza e produttività.

È questo il senso del progetto “Sicurezza al Centro” del Piano strategico Far volare Milano di Assolombarda. Con “Sicurezza al Centro”, l’associazione vuole fare cultura della sicurezza a 360 gradi, coinvolgendo insieme alle imprese gli enti pubblici e gli altri stakeholder, a livello territoriale ma non solo.

Per passare ai fatti, Assolombarda ha già siglato un accordo e avviato un tavolo di lavoro con Inail finalizzato all’analisi del fenomeno infortunistico e alla promozione della cultura della sicurezza, ha realizzato in collaborazione con Istud un’indagine sui bisogni dei responsabili dei servizi di protezione e prevenzione (RSPP), e coinvolge sistematicamente gli stakeholder del territorio (come le Asl, lo stesso Inail, i Vigili del Fuoco ed altri ancora) nei corsi e negli incontri informativi rivolti alle imprese, oltre ad animare la community online “Salute e sicurezza” e a siglare tre protocolli con Confindustria Genova, Confindustria Firenze e Federchimica per la promozione di forme di aggregazione dei RSPP.

Buona parte di questa attività si fonda sulla diffusione delle buone pratiche che hanno dimostrato risultati positivi nel campo della prevenzione, della salute e della sicurezza sul lavoro. Tra quelle più interessanti, il programma “Responsible Care”, anch’esso promosso da Federchimica, per l’attuazione di principi e comportamenti riguardanti la sicurezza e salute dei lavoratori, oltre che la sostenibilità ambientale di processi produttivi e dei prodotti stessi. Responsible Care, infatti, si pone come obiettivo il miglioramento continuo delle prestazioni d’Impresa a favore dello sviluppo sostenibile.

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