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Imprese e vincoli amministrativi: analisi e possibili soluzioni

24 febbraio 2016


Imprese e vincoli amministrativi: analisi e possibili soluzioni

Michele Verna, Direttore Generale di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, propone una panoramica sui principali aspetti che frenano i processi amministrativi delle imprese e sulle soluzioni proposte dalla Riforma Madia, a valle della Conferenza Aspen dell’11 febbraio.

Al centro del dibattito l’analisi e le proposte emerse da una ricerca condotta da Aspen Institute sui maggiori vincoli amministrativi all’attività d’impresa che, attraverso interviste a cariche direttive di alcuni dei loro maggiori associati, ha individuato 4 principali ostacoli che impattano negativamente sul governo del territorio, sull’ambiente, sui vincoli al lavoro e sul fisco.

Cosa frena, dunque, la corretta e fluida amministrazione delle imprese? Le 4 criticità principali sono rappresentate dall’incertezza e lunghezza dei tempi dei procedimenti, dall’eccessiva stratificazione di competenze, dalla mancanza di coordinamento della legislazione e dalla retroattività delle norme. Questo contesto porta a un clima di generale confusione normativa che, unito alla scarsa sensibilità delle Amministrazioni ai bisogni concreti delle imprese, conduce a un’impasse burocratico che pesa fino al 4% sul totale del fatturato delle piccole imprese e al 2% delle medie imprese (Osservatorio sulla Semplificazione di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza).

Questi dati sono confermati dalla classifica del World Economic Forum sulla competitività, in cui l’Italia è al 138° posto su 140 paesi per pesantezza della regolamentazione (Germania 34°, Francia 115°, Spagna 124°).

Quanto incide tutto questo in termini di tempi e costi per le imprese? Il solo adempimento delle più comuni procedure impiega da 45 giorni lavorativi di un collaboratore di una piccola impresa fino a 190 giorni per uno di una media. In totale, guardando al portafoglio, si parla di oltre 100 mila euro per le prime e oltre 700 mila per le seconde.

Tra queste spese risultano particolarmente allarmanti i ‘costi ombra’ dovuti soprattutto all’inefficienza del back office, che determina lunghi tempi di attesa e incertezza nelle fasi successive del processo amministrativo.

Come possibile e forse parziale soluzione, ripensare e riprogettare i processi in chiave digital potrebbe snellire e velocizzare la gestione delle pratiche e degli adempimenti: un percorso che è già in corso ma che può essere migliorato. Infatti, ad oggi sono ancora troppi gli ambiti in cui questo non accade: non solo la scarsa reperibilità online, ma anche la mancanza di un sistema unico di identità digitale ne sono la causa principale. La piattaforma SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale), infatti, è entrata solo recentemente nella fase sperimentale, dopo essere stata rimandata più volte.

In questa direzione si sta muovendo il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione con la Riforma Madia. Un esempio, attraverso la Riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), che punta ad accelerare il processo di messa in atto delle procedure telematiche e a rafforzare il ruolo di coordinamento dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID). Un ulteriore grande passo è stato fatto, dunque, ma resta necessario:

  • fornire risorse adeguate e definire preventivamente la modalità di coinvolgimento delle imprese nel processo di definizione dell’identità digitale;
  • prevedere la valutazione di impatto sulle imprese, in termini di rischio di nuovi aggravi e oneri nella fase iniziale, soprattutto in termini di tempo.

 

Le imprese non possono che accogliere positivamente l’impianto della Riforma nel suo complesso e l’intervento del Governo. Emerge, infatti, l’intento di applicare principi-guida di rilevante snellimento e modernizzazione della PA; è apprezzabile, inoltre, lo sforzo fatto sia per quanto riguarda la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi di maggiore impatto per le attività economiche, sia in tema di revisione dell’organizzazione interna degli uffici pubblici, per rendere più efficienti ed efficaci le organizzazioni pubbliche nel loro complesso e le procedure che le governano.

Si auspica, quindi, che il corposo pacchetto di decreti attuativi previsti dalla riforma possa essere adottato quanto prima.

 

Michele Verna
Direttore Generale Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza

 

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