Le imprese

Il Presidente del Consiglio Gentiloni visita le eccellenze della Brianza

31 luglio 2017


Il Presidente del Consiglio Gentiloni visita le eccellenze della Brianza

“La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica”. Paolo Gentiloni ha citato Adriano Olivetti per chiudere la sua visita nel territorio industriale di Monza e Brianza, dopo aver partecipato a Milano alla presentazione della candidatura a sede dell’Ema.

Una frase omaggio rivolta a un territorio che coniuga aspetti assolutamente unici nel contesto produttivo italiano. Il Primo Ministro ha affermato che nelle aziende che ha visitato coesistono la capacità artigianale e l’innovazione, ma c’è anche la capacità di penetrare nei mercati esteri. E non basta, a colpire Gentiloni è stata anche la dimensione sociale. Infatti, le aziende visitate investono sul welfare aziendale, sulla dimensione sociale e ambientale, sul rapporto col territorio, sulla valorizzazione delle persone. Un insegnamento straordinario per l’intero Paese, spiega il Premier.

Del resto, il modello brianzolo è fatto di famiglia, comunità territoriale e sapere diffuso. Il 90% delle aziende sono familiari, moltissime da generazioni. Nel territorio ci sono quattro distretti importanti (in primis la meccatronica e la chimica, poi l’elettronica e il mobile) che sono come una grande fabbrica aperta, che scambia competenze, forniture, macchinari, collaboratori. La propensione all’export è elevatissima. Una caratteristica forse unica è che la delocalizzazione è minima. Le fabbriche qui restano ancorate al territorio, anche perché tendono a produrre oggetti a elevato valore aggiunto, garantito anche dalla catena di fornitori e clienti ad alto tasso di “saper fare”, tramandato da generazioni. Il manifatturiero dinamico e internazionalizzato delle imprese della Brianza in media esporta 10.600 euro pro capite, contro i 6.900 euro della media italiana, cioè il 53% in più. Una dinamicità che vale 9,2 miliardi di euro di esportazioni e dietro alla quale vi sono una forte propensione ad innovare investendo in ricerca e sviluppo.

GiorgettiIn rappresentanza dei valori e della cultura d’impresa del tessuto produttivo della Brianza, sono state visitate tre aziende che Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda, ha definito “bandiere del made in Italy nel mondo”: la VRV, la Giorgetti e la Caimi Brevetti.

Simboli, riprendendo ancora Bonomi, di una imprenditoria capace “di fare innovazione e sviluppo pur mantenendo attenzione al territorio, alla tradizione e all’impegno in progetti utili alla coesione sociale”.

Il gruppo VRV fa capo alla famiglia Spada dal 1956. Il Gruppo è strutturato in due divisioni, Criogenica e Oil&Gas e dispone di stabilimenti in Italia, Francia e India con circa 800 dipendenti ed esportazioni in oltre 80 Paesi. Nello stabilimento di Ornago, Gentiloni ha appreso anche di welfare aziendale e di un importante progetto di Alternanza scuola-lavoro. Da Ornago a Meda alla Giorgetti, storica azienda attiva dal 1898 nella produzione di mobili d’arredamento dove Gentiloni ha potuto vedere le fasi di lavorazione del legno. La Giorgetti, spegnerà 120 candeline nel 2018. Un’azienda impegnata nel sociale: dona oltre mille pasti alle famiglie in difficoltà e sostiene progetti di valorizzazione dei talenti locali.Caimi Brevetti

La visita è terminata alla Caimi Brevetti di Nova Milanese, dove ad accogliere gli ospiti è stato l’amministratore delegato Gianni Caimi, con i suoi fratelli e il padre, fondatore dell’azienda, che ha voluto ringraziare Gentiloni per avere istituito la Giornata del design italiano. L’azienda in fatto di design è nota in tutto il mondo. Tra i suoi prodotti, Snowsound, i pannelli fonoassorbenti pluripremiati, anche col Compasso d’Oro. Per essi Gentiloni ha espresso lodi concludendo che sarebbe utile inventarne un modello per la politica, che permetta di escludere i rumori di fondo e concentrarsi sulle cose importanti.

Leggi il comunicato stampa

 

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