Le imprese
Il lavoro che cambia

Il futuro del lavoro guardando al 2030

18 maggio 2018


Il futuro del lavoro guardando al 2030

Un libro, una visione a 360 gradi sul mondo del lavoro per capire come sta cambiando e fornire proposte concrete, sia a livello nazionale che locale, su un argomento centrale per lo sviluppo del Paese.

Nasce con questo spirito il libro “Il futuro del lavoro” realizzato da Assolombarda in collaborazione con ADAPT e con il confronto con le imprese. È un documento ambizioso con il quale l’Associazione dà la propria visione su un mondo che sta cambiando a ritmi molto sostenuti e vuole fornire alcuni spunti di riflessione e di visione di lungo termine su temi chiave per la crescita delle imprese e del Paese, quale appunto quello del lavoro.

Dall’analisi del contesto sono stati individuati i fattori chiave utili a comprendere come sta cambiando. Il libro analizza le principali trasformazioni in atto: dall’impatto delle nuove tecnologie sull’occupazione e sull’organizzazione, alla formazione continua e alle politiche attive, passando per i fattori demografici, come il prolungamento dell’aspettativa di vita, il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e la sostenibilità del sistema di welfare. Il documento, inoltre, sottolinea la centralità del territorio, grazie all’integrazione di sistemi fisici anche distanti tra loro come conseguenza della globalizzazione digitale, e infine le nuove sfide della rappresentanza.

La digitalizzazione dei processi produttivi, la globalizzazione, le dinamiche demografiche stanno profondamente ridisegnando gli equilibri delle relazioni industriali e della gestione delle risorse all’interno dell’azienda, evidenziando la necessità di rivedere i vecchi paradigmi per adattarli ai ritmi sempre più rapidi del cambiamento economico, sociale e tecnologico – afferma Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda Il documento che presentiamo oggi, “il Futuro del lavoro” punta a esprimere una visione su quello che ci attendiamo possa essere il mondo del lavoro nel 2030 e nel contempo vuole porsi come spunto di discussione e proposta per un percorso che vorremmo sviluppare su due livelli. Da un lato, per quanto concerne gli aspetti di carattere nazionale e dall’altro, per gli aspetti propri del livello locale; entrambi in logica di dialogo e confronto tra mondo delle imprese e le istituzioni, le organizzazioni sindacali, il mondo dell’education e della formazione. Riteniamo che questo sia un modo concreto di rispondere alle esigenze presenti e future delle imprese che rappresentiamo e, come tale, una componente fondamentale del nostro impegno”.

Si evidenziano tre aspetti sui quali porre prioritariamente l’attenzione. Il primo riguarda la sicurezza sul lavoro, impegno fondamentale per le imprese e per Assolombarda, che andrà ripensata per evolvere da una visione di ‘fabbrica chiusa’ alla concezione del luogo di lavoro come spazio esteso, includendo in quest’ottica l’intero ecosistema. Nel documento, poi, emerge il passaggio da una visione incentrata esclusivamente sui contratti di lavoro ad una più ampia che tenga conto maggiormente delle competenze del lavoratore. Il mercato del lavoro sta infatti cambiando, si registra una crescita dei contratti a tempo determinato e il tema delle carriere discontinue sarà sempre più attuale. Risulterà quindi fondamentale investire sulla formazione dei lavoratori e sulla loro occupabilità nonché adeguare a questa nuova realtà il nostro sistema di welfare. Il futuro del lavoro, infatti, sarà guidato dalle competenze, soprattutto digitali, e dalla loro continua evoluzione che deve andare di pari passo con quella delle imprese, impegnate nella sfida della quarta rivoluzione industriale. “Tra tutti gli spunti contenuti nel volume, vorrei soffermarmi su due in particolare: la digitalizzazione e la questione demografica – afferma Mauro Chiassarini, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Politiche del Lavoro, Sicurezza e Welfare – La trasformazione digitale rende evidente che c’è un gap di conoscenze da colmare, affinché la domanda delle aziende e le competenze dei lavoratori possano incontrarsi pienamente. Una proposta in questo senso potrebbe essere quella di alfabetizzare, a livello digitale, tutti i lavoratori e i cittadini del nostro territorio. Un altro importante tema è la questione demografica: l’atteso invecchiamento della popolazione porterà a un conseguente invecchiamento dei lavoratori, mentre la spinta all’innovazione richiede costante un aggiornamento di competenze. Anche in questo caso le imprese possono giocare un ruolo fondamentale insieme con i centri di formazione, le università e le istituzioni. Dai due esempi emerge la centralità del territorio, luogo in cui la collaborazione e integrazione di tutti gli attori diventa il fattore di successo”.

L’Associazione avanza quindi alcune proposte sul fronte professionalità e competenze: dall’implementazione  dell’alternanza scuola-lavoro allo sviluppo ulteriore dell’apprendistato di primo e terzo livello, in particolare attraverso percorsi di laurea duale; alla promozione degli studi STEM per le donne, fino al rafforzamento dell’impegno sugli ITS, che si stanno dimostrando un ottimo strumento per rispondere alle richieste di professionalità tecniche delle imprese e conseguentemente per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Dal documento emerge quindi quanto la formazione sia un elemento strategico, che diventa centrale all’interno del contratto e nelle relazioni tra impresa e lavoratore. Secondo Assolombarda, infatti, anche il rapporto tra azienda e collaboratore si sta evolvendo su nuovi modelli: le mansioni tendono ad essere sempre meno rigide e i sistemi di inquadramento previsti rischiano di diventare una gabbia troppo stretta rispetto all’evoluzione in corso. Di fronte alla crescente automazione, la possibilità di cambiare mansione o di arricchirla, svolgendo più compiti e in modo autonomo, diventa fonte di valore sia per la produttività dell’azienda sia per le competenze del lavoratore.

C’è poi un aspetto che riguarda luoghi e orari di lavoro, alla luce delle nuove possibili modalità di esecuzione della prestazione lavorativa. La diffusione dello smart working come modalità di lavoro, che permette una miglior conciliazione ai lavoratori e accresce la produttività aziendale, determina anche un vero e proprio cambio di paradigma nell’organizzazione del lavoro e nella valutazione della prestazione stessa.

Questo libro ha l’ambizione di tratteggiare, senza esaurirle, le principali sfide che tutti, e soprattutto imprese e lavoratori, saranno chiamati ad affrontare nel prossimo ventennio – spiega Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione AdaptNon crediamo ad uno scenario nel quale il lavoro scomparirà. Ma ad uno nel quale il lavoro cambierà profondamente, con professioni che verranno meno, altre che nasceranno e molte, più della metà, che cambieranno radicalmente a causa della spinta dell’innovazione tecnologica e della nuova fase della globalizzazione. Saranno quindi necessarie nuove competenze, ma soprattutto nuovi modelli organizzativi. La persona e il suo lavoro saranno sempre più al centro con importanti rivoluzioni sui tempi di lavoro, sui luoghi e sulle modalità di retribuzione”.

Tra le necessità individuate da Assolombarda tra quelle di rilievo nazionale c’è la semplificazione e la razionalizzazione del quadro regolatorio, dando al contempo maggior spazio alla contrattazione di secondo livello, per sostenere le imprese nella partita della produttività e della qualità del lavoro. A ciò si aggiunge l’opportunità della semplificazione del quadro normativo in materia di disabilità, la promozione dell’occupabilità dei lavoratori con malattie croniche e la stesura di un Testo Unico del Welfare.

Inoltre, andrebbe anche considerata la possibilità di un contestuale processo di unificazione di parte della regolamentazione sul lavoro a livello europeo, così da ridurre i livelli di adattamento a livello nazionale. Dal documento emerge poi la necessità di un deciso cambio di passo nelle politiche attive volte a prevenire e gestire, possibilmente in anticipo, la disoccupazione, così come un ripensamento dell’attuale concetto sull’orario di lavoro e la previsione di nuovi modelli, più compatibili con l’economia digitale.

Assolombarda pone l’accento, infine, sul tema della rappresentanza, con l’introduzione di una legge dedicata, che si ponga in termini di concreto sostegno a un miglior quadro regolatorio delle relazioni industriali. Alla luce dei dati offerti dallo studio, l’Associazione sente la responsabilità e l’urgenza di non stare ferma in un momento in cui tutto è fermo. E di offrire alcuni spunti di riflessione su temi chiave per la crescita delle imprese e lo sviluppo del Paese.

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2 thoughts on “Il futuro del lavoro guardando al 2030”

  1. roberto Zini scrive:

    e’ possibile acquistare una copia cartacea del libro ? come posso fare ?

  2. Una buona inziativa per preparare la mente hai bisogni dell’industra 4.0. Mi ricorda iniziative simili fatte negli anni 80/90 in supporto ad Assolombarda con Azeta srl pruma che donassi tutto ai miei figli che ora gestiscono Andromedia srl di cui sono partner.
    C’ da procedere anche per evidenziare clecose nuove che vanno garantuìite, anticipare e e retrinìbuioni in evoluzione. Un cordiale saluto

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