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Il Difensore che tutela le PMI: conosciamolo insieme

10 marzo 2016


Il Difensore che tutela le PMI: conosciamolo insieme

Il servizio di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, dedicato specificatamente alle PMI, è unico e totalmente a misura di imprenditore.

Unico perché Assolombarda è l’unica territoriale che lo prevede, a misura di imprenditore perché è un desk gestito da imprenditori che aiutano altri imprenditori.

Quando c’è un problema con una controparte di “maggior peso” come la PA o grandi aziende e non si sa esattamente a chi rivolgersi, il comitato difensore PMI può essere la soluzione giusta.

Ma come funziona? E chi ne fa parte? Ce lo spiega Paolo Gerardini, presidente del comitato.

Paolo, raccontaci di cosa si occupa il Difensore. Come può aiutare una PMI?

Difensore pmiInnanzitutto contestualizzo il comitato difensore all’interno dei servizi di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza: è un organo previsto dallo statuto di Piccola Industria – vorrei sottolineare che è l’unica territoriale che prevede questo tipo di organo – ed è composto da imprenditori che si avvalgono del supporto esperto della struttura dell’associazione. È un servizio non nuovo in realtà, nasce nel 2002, quindi ha una sua piccola storia ed è pensato, come si può intuire anche dal nome, per la piccola e media impresa. Siamo imprenditori disponibili ad ascoltare altri imprenditori associati che hanno delle controversie in corso con altri imprenditori o con Enti, e che hanno bisogno di un supporto per risolverle.

Da cosa è nata l’esigenza di istituire un comitato?

Spesso l’imprenditore piccolo o medio ha due difficoltà: una di natura organizzativa, che può essere legata alla scarsità di tempo per potersi muovere al di fuori dell’azienda e poter conoscere i servizi di supporto; l’altro aspetto è che proprio per questo motivo il collega non accede spesso all’associazione e non è in grado quindi di crearsi un network di relazioni, che è uno dei vantaggi fondamentali di far parte dell’associazione. Questo comitato viene in aiuto a questa carenza strutturale.

In noi trova un gruppo di imprenditori che parlano la sua stessa lingua, con cui si può trovare a suo agio e con cui può avere un approccio da collega, non quello tra consulente e richiedente.

Il nostro compito, raccolta la sua esigenza, a volte è semplicemente fare informazione per migliorare lo svolgimento delle sue attività, altre è indirizzarlo verso gli sportelli dell’associazione che possono aiutarlo. Il terzo aspetto, che può essere quello fondamentale, è quando c’è un’effettiva controversia e ha bisogno di supporto per risolverla. E lì scatta l’importanza del networking, perché, attraverso le relazioni che abbiamo con gli altri imprenditori, possiamo qualificare l’istanza del richiedente a un altro imprenditore all’interno dell’associazione per tentare di trovarsi a un tavolo.

Il nostro obiettivo è quello di portare due imprenditori che hanno una difficoltà a parlarsi, non far vincere chi sta chiedendo qualcosa. L’idea è di far parlare chi è in difficoltà con chi può risolvergli il problema. Poi sta a loro lavorare sulla situazione: non ci sostituiamo ad avvocati o periti ma aiutiamo gli imprenditori dell’associazione a confrontarsi tra loro.

Perché chiedere aiuto invece di tentare di risolvere per conto proprio? Non rischio di coinvolgere troppe persone in fatti privati?

Innanzitutto cerchiamo ovviamente di gestire le richieste con molta discrezione, per cui se ci fosse, ad esempio, una richiesta di un mio competitor, sarebbe gestita da un altro collega. Il rispetto della privacy è garantito. Tengo a sottolineare che abbiamo verificato con il tempo che per il piccolo medio imprenditore il fatto di sapere di avere a che fare con un altro imprenditore è rasserenante.

Come funziona il servizio?

C’è una pagina dedicata sul sito dell’associazione, tramite la quale le persone interessate possono contattarci con una telefonata o una mail. Noi valutiamo il caso e, dove c’è necessità, organizziamo un appuntamento telefonico per capire quali sono le istanze e quali i passi da seguire; successivamente cerchiamo di metterci in contatto con la controparte per capire il loro punto di vista e organizzare un tavolo di discussione.

Sappiamo che il Difensore è molto riservato. Puoi fare un piccolo strappo alla regola e raccontarci un caso reale?

Condivido un esempio che indica quanto sia importante fare network: un piccolo imprenditore aveva vinto un bando di gara con un’azienda molto grande e l’azienda appaltante gli aveva quindi chiesto di prepararsi per disporsi ai lavori. Aveva iniziato ad attrezzarsi, a fare magazzino, a procurarsi la manodopera per poter poi rispondere concretamente all’ordine che sarebbe arrivato. Purtroppo, nel frattempo, l’azienda appaltante ha cambiato idea e ha deciso di non procedere al conferimento d’appalto. L’appaltatore ha quindi chiesto che gli venisse restituito l’investimento, fatto su una richiesta loro, ma non riusciva ad arrivare una soluzione perché in questa grande azienda gli uffici si rimbalzavano tra loro la responsabilità.

Abbiamo così abbiamo chiesto di parlare con un rappresentante e gli abbiamo spiegato il problema. Ci sono stati degli scambi di comunicazioni tra appaltatore e appaltante e alla fine la grande azienda ha riconosciuto che effettivamente c’era un torto e il piccolo imprenditore è stato rimborsato. Questo è un esempio molto bello a mio parere, perché da un lato sintetizza tutto quello che voglio spiegare concretamente, e dall’altro è stato percepito che Assolombarda è sì un’associazione di aziende, ma soprattutto di imprenditori, di persone che partecipano.

Quali competenze deve avere una persona per far parte del comitato e come è organizzato?

I tre prerequisiti fondamentali sono:

  • essere un imprenditore di un’impresa iscritta all’associazione
  • essere un piccolo o medio imprenditore
  • aver voglia di donare del tempo

 

Vien da sè che cerchiamo di comporre il comitato con componenti che abbiano formazioni differenti per essere in grado di seguire casi che hanno diverse nature.

Perché hai scelto di dedicare il tuo tempo ad aiutare le altre PMI?

Parlo per me ma posso parlare anche per gli altri imprenditori che fanno parte del comitato. Questa è una questione molto concreta: riesci ad aiutare qualcuno, si o no? Noi crediamo che sia importante una presenza concreta e reale nella nostra associazione. Riguardo a donare del tempo, la ragione principale credo sia quella di restituire quello che si è ricevuto dalla vita e cercare di fare qualcosa per altri. Dedicare tre, quattro ore al mese a una cosa in cui crediamo, ci fa essere forse un poco migliori e rafforza quel senso di responsabilità sociale che dovrebbe fare parte dell’essere imprenditore.

 

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