Le imprese
Il design e la città

Il design su due ruote

23 aprile 2018


Il design su due ruote

Un viaggio alla scoperta di curiosità e aneddoti sul mondo della bicicletta, in compagnia delle imprese protagoniste dell’esposizione temporanea “Forse non tutti sanno che…”, organizzata nell’ambito della Design Week.

Il principe Umberto di Savoia, quando saliva in sella a una bici, pedalava una Taurus. Una storica bicicletta che ora come allora è usata per muoversi con stile in città.

L’8 novembre 1894 cinquantasette velocipedisti milanesi si radunarono al pianterreno dell’Albergo degli Angioli, a due passi da Duomo, per promuovere lo sviluppo del turismo o, come si diceva allora, del Touring. Quella sera a Milano nacque il Touring Club Ciclistico Italiano.

Per scoprire questi e altri aneddoti del passato e molte altre curiosità sulle biciclette, Assolombarda ha deciso di dedicare alle due ruote un’esposizione temporanea, legata al progetto “Forse non tutti sanno che…”, che prevede la valorizzazione all’interno del Palazzo dell’Associazione di un oggetto iconico dell’industria e della cultura italiana che ha contribuito a rendere il made in Italy celebre nel mondo.
Il primo oggetto esposto è stata la schiscetta. Ora invece è il turno del primo numero della Gazzetta dello Sport (1896), che agli albori dedicava molte pagine al mondo del ciclismo. Da qui l’idea di dare spazio a oggetti legati al mondo delle due ruote.

La retrospettiva – visitabile durante la Design Week appena conclusa – prevede oltre alle bici stesse, l’esposizione di alcuni caschi, fotografie d’epoca, trofei storici. Tutti esposti grazie alla collaborazione delle aziende associate che hanno voluto contribuire con i propri oggetti legati a questo mondo a due ruote. Sono Atala; Cinelli; Collezione Branca; Fondazione Isec; Galleria Campari; Pirelli e Fondazione Pirelli; Rh+ di Zero IndustryStarel – Star Bianchi; Taurus; Touring Club Italiano.

La bicicletta è vissuta come oggetto di design in ogni suo elemento: forma, particolari, componenti, senza dimenticare l’aspetto comunicativo, ovvero come è stata raccontata e vissuta negli anni.

Ripercorriamo quindi insieme le principali tappe delle imprese protagoniste di questa giornata speciale, anche attraverso gli oggetti che le raccontano:

Atala

L’azienda nacque nel 1907 e ricorda con grande onore come il vincitore del Primo Giro d’Italia del 1909, Luigi Ganna, indossasse una sua maglia. Dal 1921 Cesare Rizzato, artigiano costruttore di telai a Padova, cominciò a produrre con il marchio Ceriz, cui si sarebbe aggiunto il marchio Atala e, in seguito, i prestigiosi Maino ed Umberto Dei, che negli anni ’60 animarono da leader le scene agonistiche internazionali. Nel 2002 l’azienda ha preso il nome di Atala S.p.A. e dal 2011 fa parte di Accell Group, leader europeo nel mercato della bicicletta ed accessori.

Durante la giornata Atala si è raccontata attraverso diversi modelli ed elementi:

Atala-Umberto-Dei-Imperiale-close-upUmberto Dei – Nell’anno in cui i fratelli Lumiére inventavano la cinematografia e Guglielmo Marconi creava il telefono senza fili, un piccolo artigiano con la passione della bicicletta coniava la sua prima serie di biciclette. Correva l’anno 1896, il suo nome era Umberto Dei.

Il modello esposto è stato la Umberto Dei Imperiale. È stata realizzata nel 1938 per permettere di utilizzare la bici anche a coloro che avevano perso un arto in guerra; ha infatti la frenata integrale che permette, attraverso la sola leva di destra, di azionare sia il freno anteriore sia quello posteriore.

Atala-Space-bicycleSpace Bicycle – L’artista e designer italiana Anna Gili, docente del Politecnico di Milano (Facoltà del Design) e all’Accademia di Belle Arti di Brera, realizza per Atala la Space Bicycle nel 2012 in occasione della 20esima edizione del Gran Design Etico International Award. Nella Space Bicycle si riflette la filosofia personale dell’artista secondo la quale gli oggetti che ci circondano non sono neutri e impersonali, ma partecipano alla vita, sono interattivi.

Atala-B-lynxB-Lynx SRSpecial Edition – è utilizzata da Gianluca Bonanomi per il campionato Italiano di e-enduro, circuito completamente dedicato alle eBike.

Atala-scarpa-atalasport-depocaCalzatura Gino Bartali – ATALASPORT – la calzatura da ciclismo su strada “modello Gino Bartali” dei primi anni ’60 è in pelle con fondo in cuoio ed è interamente realizzata in Italia.

È stato esposto anche il nuovo modello che ripropone, in chiave moderna, la scarpa storica d’archivio rendendola tecnicamente e stilisticamente attuale.

Cinelli

L’azienda fu fondata nel 1947 da Cino Cinelli, ex corridore professionista, vincitore della Milano-Sanremo del 1943. In soli 20 anni divenne leader nella produzione di manubri e attacchi da corsa.
Nel 1979 Cino Cinelli cedette la sua attività al giovane industriale Antonio Colombo (già presidente del produttore di tubazioni per biciclette Columbus). Nei successivi 30 anni Colombo rese i prodotti Cinelli contemporanei, coraggiosi e giocosi. L’oggetto che l’ha rappresentata è: Cinelli-Nemo-TIG

Cinelli Nemo TIG – I risultati della nuova sinergia tra Cinelli e l’azienda produttrice di tubi si rendono immediatamente visibili nello sviluppo del primo telaio Laser, nel 1981, la cui evoluzione vincerà nel 1991 il prestigioso premio ADI Compasso d’Oro.

 

Collezione Branca

Collezione-Branca-Tour-de-France-1960Collezione-Branca-Gazzetta-al-gruppo-sportivo-CarpanoLa Collezione nasce per iniziativa della famiglia Branca che ha voluto raccogliere e conservare oggetti e documentazione da collezione, oltre che dotare l’azienda di un luogo per attività culturali.

Il Museo ha testimoniato il proprio legame con il mondo delle due ruote attraverso l’esposizione di due coppe: “Gazzetta dello Sport 1960 – Trofeo Coppi per il Gruppo Carpano” e “Tour de France 1960”.

Fondazione Isec

 

Fondaz-ISEC-Bartali-BIGFondaz-ISEC-Coppi-BIGLa Fondazione ha raccontato un pezzo di storia del ciclismo attraverso 4 fotografie d’epoca, scelte tra gli oltre 5 chilometri di archivio da cui attingere

Milano, 33a Mostra del Ciclo e Motociclo, 1955: Gino Bartali con la bicicletta più leggera del mondo

Fausto Coppi alle prese con una foratura, 1966

Foto di gruppo: al centro Felice Gimondi, a destra Vittorio Adorni, in basso un giovanissimo Eddy Merckx, fine anni Sessanta

Fondaz-ISEC-MoserBIGFondaz-ISEC-Gruppo_BIGUn giovane Francesco Moser, a sinistra, con Felice Gimondi al Castello Sforzesco di Milano in occasione del Giro d’Italia del 1977

 

Galleria Campari

 

Campari-1-BOZZETTO-MARANGOLO-1922-PREMIO-AL-VINCITORECampari-3-BOZZETTO-MARANGOLO-1535-PER-I-GIOVANI-DI-TUTTE-LE-ETATra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Novecento Campari inseguì ciclisti del calibro di Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, nelle ventuno tappe del Giro d’Italia, nelle tappe del Giro dei Tre Mari e in quelle del Gran Premio di Lugano, rinominato dal 1955 al 1961 Gran Premio Davide Campari. Da sponsor delle manifestazioni l’azienda è diventata compagna delle imprese dei protagonisti.

Anche nelle grafiche pubblicitarie di quegli anni, firmate da artisti quali Franz Marangolo, compare l’immagine della bicicletta. Quattro le pubblicità d’epoca esposte

Campari-4-BOZZETTO-678-GUARDATE-IL-MONDO-DALLALTO-IN-BASSO-ANONIMO

Campari-2-BOZZETTO-2466-BITTER-CAMPARI-ANONIMO-TBCUfficio Pubblicità Campari, Guardate il mondo dall’alto in basso, anni ’30 – anni ’60.

Franz Marangolo, Per i Giovani di Tutte le Età, anni ’60

Franz Marangolo, Premio al Vincitore, anni ’60

Saccone e Speed Agency, Bitter Campari, 1964

 

Pirelli e Fondazione Pirelli

Il legame più antico di Pirelli con lo sport è il ciclismo. La «Grande corsa velocipedistica Milano-Cremona-Brescia-Milano» reclamizza nel 1895 il nuovo modello Pirelli «tipo Milano»; la partecipazione al Tour de France 1907 contribuisce a promuovere l’espansione commerciale sul mercato internazionale e al primo Giro d’Italia, nel 1909, trenta dei quarantove corridori che giungono al traguardo montano gomme Pirelli.

Pubblicità è la parola chiave con cui Pirelli ha offerto un prezioso contributo attraverso grandi firme del design internazionale quali Riccardo Manzi, Massimo Vignelli e Lora Lamm.

Lamm-200Lora Lamm, pubblicità dei pneumatici Pirelli per bicicletta, cartello vetrina, 1959 –  chiamata a collaborare in Pirelli nel 1958 come freelance, la Lamm ha realizzato per l’azienda pubblicità per prodotti molto diversi tra loro

Manzi-200Riccardo Manzi, pubblicità dei pneumatici Pirelli per bicicletta, pagina pubblicitaria, 1962 – il soggetto “Per tutte le biciclette” fu pensato per apparire sulla rivista “Pirelli”, magazine aziendale pubblicato tra il 1948 e il 1972

Vignelli-200Massimo Vignelli, pubblicità dei pneumatici Pirelli per bicicletta, poster, 1964 fotografia di Aldo Ballo – in versione rosa, questa pubblicità Pirelli è esposta anche nella collezione permanente del MoMA di New York. Pirelli-P-Zero_Velo-200Salvatore Gregorietti ha ideato e curato per la Unimark l’attuale versione del marchio Pirelli.

Il sodalizio tra Pirelli e il mondo del ciclismo rivive oggi con la linea di pneumatici P Zero Velo, anch’essa esposta in Associazione:

P Zero Velo – la linea di pneumatici P Zero Velo è il risultato di oltre due anni di ricerca e sviluppo. Oggi offre soluzioni sempre più performanti e innovative.

Rh+ di Zero Industry

Diversi gli oggetti con cui Rh+ di Zero Industry, azienda produttrice di abbigliamento e accessori per lo sport ad alte prestazioni, ha partecipato all’iniziativa

rh-CascoCasco λamβ0 – il nuovo casco λamβ0 di rh+ ha avuto il suo battesimo in gara durante il Tour de France 2017 grazie al team Wanty-Groupe Gobert.rh-occhiali

Occhiale Legend – monta lenti di classe ottica 1 che offrono il miglior comfort per i nostri occhi assorbendo le radiazioni dannose.

rh-jerseyJersey Suprema AirX– maglia sviluppata secondo i principi del collaudato Progetto AirX, leggerissima, traspirante e impreziosita da tagli al laser e tessuti a rete 3D per garantire la miglior dispersione dell’aria durante lo sforzo.

 

Starel – Star Bianchi

Stgarel-Star-Bianchi-FLAPL’azienda, che vanta una lunga esperienza nella realizzazione di tubi flessibili termoplastici ha preso parte alla giornata mostrando FLAP®, un prodotto brevettato che serve per proteggere la camera d’aria delle biciclette. Il materiale è estremamente elastico e resistente e nemmeno un chiodo appuntito lo può forare.

 

 

Taurus

Dal 1908 Taurus produce biciclette artigianali di qualità. Frutto di un’artigianalità tramandata in oltre cento anni di storia, le biciclette Taurus sono personalizzabili in ogni dettaglio come da autentico stile Made in Italy. I telai sono realizzati a mano uno a uno. Dall’introduzione della meccanica dei freni a bacchetta, all’integrazione dei sistemi di pedalata assistita, la storia di Taurus è emblema della capacità di coniugare tradizione e innovazione.

Testimonianza di questo saper fare tutto italiano sono state:

Corinto Chrome UomoCorinto Chrome – è stata allestita con l’innovativo sistema di pedalata assistita ZeHus, che integra nel mozzo posteriore motore, batteria ed elettronica. Una tecnologia leggera e non invasiva, che conferisce alla Corinto Chrome un aspetto pressoché immutato, facendone l’unica bicicletta a pedalata assistita totalmente priva di cavi.

Corinto Chrome Donna – è la bicicletta con freni a bacchetta top di gamma di casa Taurus. Telaio in acciaio prodotto in Italia con congiunzioni saldo brasate, frasca cromata, freni a bacchetta a pistoncino, leve freno marchiate Taurus, pedivella a chiavella, testa della forcella cromata, parafanghi corazzati con costa cromata e faro anteriore cromato.

Touring Club Italiano

Touring-Esposta_1910Il Touring Club Italiano, che alla costituzione si chiamava Touring Club Ciclistico Italiano, ha la bicicletta nel suo DNA: l’Associazione fu fondata infatti nel 1894 grazie a un gruppo di velocipedisti desiderosi di far scoprire l’Italia agli italiani. Da allora, il Touring Club Italiano continua a viaggiare e a far viaggiare, in Italia e all’estero, grazie a itinerari, guide, libri, app, iniziative sul territorio e sul web, proponendo un turismo consapevole, slow, sostenibile. Con le sue copertine storiche ha raccontato la storia del ciclismo italiano.

 

 

 

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