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Il 45% cresce nel 2015 e il 51% guarda al 2016 con fiducia

7 dicembre 2015


Il 45% cresce nel 2015 e il 51% guarda al 2016 con fiducia

Crisi alle spalle? L’indagine del Centro Studi di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza riporta dati confortanti e il XX Rapporto su economia globale e Italia …

, a cura di Mario Deaglio, è intitolato significativamente “La ripresa, e se toccasse a noi?”

Un panorama economico completamente cambiato, innovazioni che ci stanno cambiando la vita, un’Italia ancora fragile. Ma il 45% delle aziende associate con sede nel territorio Milano Lodi Monza e Brianza prevede fatturati in crescita per il 2015 ed il 51% è ottimista per il 2016.

E allora siamo fuori dalla crisi?

Difficile dare una risposta univoca di fronte a grandi cambiamenti.

Un’interessante lettura di questa realtà è contenuta nel XX Rapporto sull’economia globale e Italia, a cura di Mario Deaglio. Il titolo del Rapporto, significativo e suggestivo, è “La ripresa, e se toccasse a noi?”.

L’analisi osserva che il peso dei Paesi avanzati sul totale del PIL mondiale è in forte diminuzione e i Paesi emergenti hanno effettuato il sorpasso indipendentemente dalla crisi. Non solo: molti altri grandi cambiamenti saranno possibili se consideriamo il potenziale impatto dirompente di Internet che è ancora ignoto ma “nei prossimi anni” può indurre “possibili forti riduzioni della manodopera impiegata nelle lavorazioni industriali”.

E l’Italia? Secondo l’analisi “la ripresa sarà molto lenta, anzi lentissima… L’Italia è come un atleta ricoverato con brutte e gravi fratture… per la prima volta si alza dal letto”.

Con sguardo positivo al futuro

Quanto a Milano e la Lombardia, per il 2016 le prospettive sono positive. Dall’indagine del Centro Studi sui preconsuntivi 2015 e previsioni 2016, che ha coinvolto 396 imprese rappresentative del territorio Milano Lodi Monza e Brianza, sono emersi buoni numeri: il 45% delle imprese associate ascoltate conferma che chiuderà l’anno con un fatturato in crescita rispetto al 2014 e oltre il 51% del campione intervistato prevede risultati positivi anche nel 2016.

Preconsuntivi 2015 totale manifatturiero e servizi – (Fonte: Centro Studi)

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Previsioni 2016 (totale manifatturiero e servizi) – (Fonte: Centro Studi)

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La presentazione dell’indagine è avvenuta in concomitanza con quella del Rapporto Deaglio: il Presidente Rocca ha confermato che “la tendenza è positiva e se consideriamo, inoltre, il saldo tra ottimisti e pessimisti siamo di fronte al miglior risultato dal pre-crisi, a livello sia di consuntivo 2015 sia di previsioni 2016. Un risultato in linea con il recente aggiornamento congiunturale presentato da Banca d’Italia sull’economia della Lombardia”.

Inoltre ha sottolineato che “segnali confortanti arrivano anche dalla produzione manifatturiera che, nel terzo trimestre 2015, e per il quinto trimestre consecutivo, recupera un +0,2% rispetto ad aprile-giugno. Inoltre la distanza lombarda rispetto al pre-crisi (-9,4%) è in linea con Baden-Württemberg (-10,0%) e presenta un risultato migliore sia rispetto alla Cataluña (-24,8%) sia rispetto alla performance nazionale (-23,9%)”.

Allegro con brio

L’ottimismo c’è, seppur cauto. La situazione italiana è aggravata – come emerge chiaramente dal Rapporto a cura di Deaglio – da “ferite strutturali”, tra cui il divario Nord-Sud e un elevato debito pubblico.

La Lombardia è in condizioni migliori rispetto al resto del Paese: in confronto al periodo pre-crisi, il PIL italiano è sotto di 9 punti percentuali, mentre quello lombardo di 3,2. Stesso discorso per i consumi, sotto il livello pre-crisi del 7,5% per le famiglie italiane e del 4,4% per quelle lombarde. Il livello degli investimenti è inferiore al 2007 di circa il 30% sia in Italia sia in Lombardia.

La cartella clinica di Italia e Lombardia


Italia (2007=100)

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Lombardia (2007=100)

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Fonte: Booklet economia Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza

 

Come ripartire?

La strada da percorrere per ripartire passa necessariamente dalla domanda interna: un aumento della domanda interna del 2-2,5% potrebbe portare a un aumento del PIL dell’1,5-2%. E dieci anni di crescita a questi ritmi, nell’ipotesi di un volume di debito invariato, portano a una discesa del rapporto debito pubblico/PIL dal valore attuale a 135 a valori comunque inferiori a 120; il rapporto deficit/PIL potrebbe scendere sotto il 2%.

In queste condizioni si può far conto su un aumento di occupazione “buona” (competitiva a livello internazionale a legata all’aumento della produttività) di 150-200 mila occupati l’anno.

Questo è un futuro possibile. Ma è anche un futuro probabile? Tutto dipende da noi: dipende dalle decisioni di politica economica, di politica familiare delle spese e dei risparmi, delle scelte dei giovani tra lo studio e il non studio, tra il restare in Italia o emigrare.

Come conclude Deaglio “Nessuno insomma, deve abbandonarsi a un facile trionfalismo, tutti dovremmo nutrire un ragionevole, contenuto e sommesso ottimismo”.

 

Vuoi approfondire? Contatta Stefania Saini, Centro Studi Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, tel. 0258370700, e-mail stefania.saini@assolombarda.it.

 

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