Le imprese

I simboli del Made in Italy

14 dicembre 2016


I simboli del Made in Italy

“Icone d’impresa – Gli oggetti che hanno fatto grande l’industria italiana” è il libro di Museimpresa che racconta la storia degli Oggetti d’Impresa italiani diventati icone mondiali del design.

MartiniEsistono oggetti che sono diventati negli anni delle icone. Hanno fatto ingresso di diritto nel nostro immaginario collettivo e non c’è bisogno di lunghe spiegazioni per descriverli o spiegare che cosa rappresentino o come funzionino. Li utilizziamo tutti i giorni, spesso non ci soffermiamo nemmeno a notarli, fanno parte del nostro quotidiano. Sono gli oggetti creati dall’industria italiana che hanno reso famoso il nostro Paese per il mondo. E, non tutti lo sanno, in giro per l’Italia ci sono musei, archivi e fondazioni che li ospitano e li raccontano.

FerragamoSono stati voluti dalle aziende che li producono e sono inseriti nel circuito di Museimpresa, l’associazione italiana dei musei e degli archivi d’impresa, voluta da Assolombarda e da Confindustria, che si propone di promuovere la politica culturale d’impresa. I musei d’impresa sono spazi che permettono di poter fare esperienza di quegli oggetti, di conoscerne la storia e le vicissitudini che li hanno accompagnati e resi tanto celebri.

Intanto, narrano un’altra storia: quella dell’azienda che li ha realizzati e fatti conoscere, delle sue maestranze e dei suoi imprenditori, che hanno contribuito a cambiare il costume, l’economia e lo stile di vita della società italiana.

Lancia-AsturaL’elenco di questi oggetti sarebbe lungo da stilare, ma è recentemente uscito un libro che li racconta in modo puntuale. Si intitola “Icone d’impresa – Gli oggetti che hanno fatto grande l’industria italiana” e lo ha scritto Francesca Molteni per Carocci editore. Racchiude gli avvenimenti che stanno dietro ai prodotti in questione, simboli del Made in Italy. Si tratta di un progetto nato a seguito di diverse esperienze: prima gli incontri pubblici “Parola all’oggetto”, poi una rubrica sull’inserto della “Domenica” del “Sole 24 ore” nel 2012, passando dalla mostra “50+1. Il grande gioco dell’industria”, organizzata da Museimpresa in occasione di Expo 2015.

AlessiSono oggetti, questi, che servono la modernità, ci sono utili ma spesso non conosciamo il percorso che ce li ha consegnati. Scrive Francesca Molteni nell’introduzione al suo testo che “hanno fatto la storia di un Paese, plasmato l’immaginario di una nazione, segnato un progresso tecnologico o accompagnato una storia d’amore”. Antesignano fu il “flying shuttle”, la “spoletta volante” che John Key vide “volare” tra le mani dei tessitori e da cui è partita la Rivoluzione industriale. PiaggioE infatti occupa il primo posto nel libro: viene spiegata nel capitolo numero uno, quello che apre alle altre storie del volume, proposte in ordine cronologico, così da illustrare ordinatamente come si sono succeduti prodotti legati a momenti che hanno avuto anche una stretta correlazione tra di loro. Come dice Molteni, “spesso ben disegnati, da un architetto, un ingegnere o un artigiano sconosciuto. Sono per tutti, perché sono nati per arrivare dovunque. Grandi, piccoli, curiosi, potenti e misteriosi. Ci hanno fatto compiere un passo avanti nella storia”.

 

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