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I progetti di Assolombarda: Milano al centro

20 dicembre 2013


I progetti di Assolombarda: Milano al centro

I progetti dedicati a Milano nell’ambito del piano strategico di Assolombarda per il triennio 2014-2016 si articolano in tre filoni. Milano hub della conoscenza, Milano faro del capitale umano e Milano attrattiva.


 Milano hub della conoscenza

 

Start-Up Town
Le nuove imprese da nuove idee proliferano in ecosistemi ‘densi’ e specializzati, che hanno il vantaggio di offrire l’abbattimento del costo di tutti i servizi esternalizzabili e del più dei costi di transazione. Per questo quasi sempre il brain drain d’impresa va verso aree del mondo magari a più alto costo, ma sinergizzate su ecosistemi favorevoli all’incrocio naturale tra venture capitalists e start-uppers. Molteplici ricerche hanno dimostrato che, all’aumentare della distanza tra una società e le imprese sue interlocutrici, le probabilità che queste ottengano finanziamenti diminuisce rapidamente.

In più, raramente le nuove idee nascono nel deserto. L’interazione tra lavoratori creativi tende a produrre opportunità d’apprendimento che favoriscono l’innovazione e la produttività. Nella diffusione della conoscenza, contrariamente a quel che si crede, l’aspetto geografico è rilevante: all’aumentare della distanza il sapere viene rapidamente a perdersi. Le menzioni di brevetti raggiungono il massimo livello quando il soggetto che cita si trova tra 0 e 40 km dall’inventore citato. Calano quando chi cita è a una distanza maggiore. Diventano bassissime oltre i 160 km.

Per tutte queste ragioni occorre una strategia esplicitamente volta a incentivare le migliori start-up a collocarsi non solo l’una a fianco all’altra, ma il più possibile vicino anche alle imprese di filiera che sono le più naturalmente interessate ai fenomeni di spillover che le start-up generano.

Per questo Assolombarda vara un suo progetto finalizzato a clusterizzare le start-up per tipologia, identificandone la filiera d’origine universitaria e quella merceologica e finanziaria di possibile afferenza. Il progetto si propone anche di promuovere una assai più generalizzata ‘adozione’ di start-up da parte delle Pmi, con effetti di crescita reciproca. Un diverso progetto, di portata più generale, riguarda il match making dell’innovazione, concordando con università e centri di ricerca i progetti tecnologici ritenuti a più alto potenziale d’impatto, illustrando alle Pmi associate le modalità di coinvolgimento e collaborazione, e monitorando le fasi di prefattibilità, come la successiva ricerca di finanziamenti per la realizzazione.

Open Innovation
In un mondo a conoscenza diffusa, e in una realtà ad altissima percentuale di impresa piccola e micro, innovazioni e brevetti vanno scambiati con contratti di licenza, spin off e joint venture. A questo fine, Assolombarda promuove un progetto volto a coinvolgere da una parte grandi e medie imprese che hanno già sperimentato la cultura dell’open innovation, dall’altra le piccole che devono aprirvisi e la PA, che molto avrebbe da guadagnare adottando un simile approccio.

Green Economy
Negli ultimi anni è già molto aumentato l’impegno di Assolombarda per la crescita, la sinergia e l’innovazione della forte filiera milanese. L’impegno per estenderne la leadership va rafforzato, migliorando ulteriormente i rapporti tra imprese e comunità scientifica, il bridging verso mercati ad alto potenziale, il potenziamento delle start-up nell’efficienza energetica.

Life Sciences
Analogo impegno va intrapreso nella costruzione in questo settore di una filiera competitiva tra imprese, Ircss e università lombarde. Assolombarda tramite AssoBiotech aderirà al Cluster Alisei predisposto dal Miur per ottimizzare l’eccellenza scientifica, di prodotto e di processo nelle scienze della vita, e potenzierà le sue attività di focusing sui bandi previsti in tale settore nel quadro della programmazione comunitaria 2014-2010.


 Milano faro del capitale umano

 

Nella geografia degli hub dello sviluppo vivono molti paradossi del capitale umano. Solo apparentemente, diplomi e lauree aggiungono skills premiati dal mercato del lavoro. Basti considerare la realtà italiana, per averne conferma. In modo invece controintuitivo, in molte aree innovative del mondo il nostro stipendio dipende più da dove abitiamo che dal nostro curriculum, e il grado d’istruzione di chi ci vive accanto condiziona il nostro salario. Mentre esiste una crescente divergenza, nei mercati del lavoro dei paesi avanzati, tra alti redditi da skills riconosciuti e aree di inurbazione ad alto reddito dove sono concentrati, rispetto alla perdita di potere d’acquisto di lavoratori a bassa capacità riconosciuta.

L’abbattimento della storica curva a campana di Bell nella distribuzione dei redditi, e cioè il forte dimagrimento del cosiddetto ceto medio nelle società avanzate, sia pur con una diversa distribuzione statistica del coefficiente di Gini, sono le conseguenze dirette di tali fenomeni. È un fenomeno che va affrontato riportando al centro dell’attenzione la formazione e tutela del capitale umano. Per queste ragioni, Assolombarda dedica a questa area tematica diversi progetti per agire su tre versanti: partnership tra scuola e impresa, università e ricerca, post-diploma.

Una partnership vera tra scuola e impresa
Assolombarda intende incentrare la strategia su un ponte diretto tra imprese e istituti tecnici e professionali dei territori milanesi, identificare reti di imprese e istituti scolastici affiancati per settore, sviluppare piani di studio in alternanza scuola-lavoro, rafforzare l’orientamento diretto al lavoro fin dalle scuole medie in vista di una scelta consapevole dei percorsi formativi.

Università e Ricerca
Assolombarda intende rafforzare la partnership tra imprese e Atenei, allineando corsi di laurea e domanda di mercato, internazionalizzando l’offerta formativa e scientifica milanese verso multinazionali e istituzioni straniere, sostenendo il trasferimento tecnologico attraverso il placement industriale dei ricercatori.

In una città metropolitana, la presenza di università di eccellenza incrementa sia l’offerta di laureati, producendone in loco e attirandone altri da fuori, sia la domanda di laureati, rendendoli più produttivi. L’effetto sulla domanda si genera con la creazione di imprese direttamente riconducibili alla ricerca accademica, producendo spill over che accrescono lo sviluppo di un settore locale dell’innovazione, accrescendo il livello di servizi e ricerca nel campo sanitario e delle scienze umane.

Ma le università da sole non bastano. Per produrre cluster autosufficienti di innovazione occorre un più ampio ecosistema di attività innovative, un mercato del lavoro e dei servizi intermedi entrambi specializzati.

Post-Diploma a misura d’impresa
Assolombarda intende realizzare un progetto pilota di formazione terziaria in alternanza scuola-lavoro, individuando percorsi di istruzione tecnica superiore coerenti alle richieste delle aziende, individuando e risolvendo gli aspetti problematici giuslavoristici oggi aperti per l’inserimento in azienda nel corso dell’alternanza scuola-lavoro.

Assolombarda proseguirà in questo senso l’esperienza già avviata con la Regione di formazione post-diploma tecnico-superiore, guidando un progetto sulla meccatronica che già vede la cooperazione di 23 diversi soggetti, uno sull’Ict e contribuendo a due iniziative su turismo e chimica.


 Milano attrattiva

 

La Città Metropolitana
Assolombarda intende porsi come protagonista nel dibattito pubblico locale e nazionale in vista della messa a regime della città metropolitana, operando in sinergia con la rete delle associazioni industriali di Confindustria delle altre aree metropolitane di prossima attuazione in Italia. Il fine che Assolombarda si propone non è solo quello di partecipare ai tavoli di lavoro della Conferenza Metropolitana di maggior interesse per le imprese, ma di contribuire ad elaborare un vero e proprio set di indicatori benchmark di efficienza e attrattività rispetto alle aree metropolitane di maggior successo nel mondo.

Quel che deve apparire prioritario sin dall’inizio del processo istituzionale fondativo del nuovo soggetto non è solo l’ottimizzazione formale delle architetture di governo e amministrative, in adesione al modello standard delle nuove normative. Occorre il più possibile volgere da subito i processi verso obiettivi e risultati comparabili nella loro graduale attuazione con le performance di Monaco di Baviera e Barcellona, che seguono consolidati modelli di misurazione del risultato.

Milano vive oggi una vera e profonda emergenza finanziaria e organizzativa. Non è la crisi gravissima che colpisce Roma e Napoli. Ma credere che si risolverà solo estendendo l’area delle sue competenze amministrative, con l’orizzonte obbligatoriamente limitato di finanza pubblica nazionale che avremo di fronte a noi per anni, e mentre già tutte le aliquote e addizionali di prelievo locale sono stressate ai massimi livelli consentiti dall’ordinamento, significa commettere un grave errore.

L’architettura nazionale dell’Area metropolitana offrirà dunque solo la falsariga amministrativa da seguire. Ma risorse e modelli organizzativi, obiettivi e modalità operative dei servizi, e innanzitutto il perimetro stesso di che cosa possa e debba restare pubblico, ma limitando il ruolo pubblico a quello di regolatore e controllore degli standard di servizio, senza per questo identificare nella Città Metropolitana e nelle sue aziende controllate il gestore obbligato, tutto ciò va discusso e deciso a Milano, sulla base di un’accurata conoscenza delle migliori esperienze internazionali.

La Mobilità
Il concetto di mobilità sostenibile non va misurato solo su un’attenta regolazione dei flussi di trasporto urbano ed extraurbano, in relazione al mix di vettori e veicoli pubblici e ai limiti da porre al traffico privato, in relazione al contenimento delle emissioni nocive e a indici di saturazione a cui commisurare il pay per use e il pay to access reale.

Milano Metropolitana e Regione Lombardia devono insieme compiere alcune scelte di fondo coerenti sui grandi assi nazionali e internazionali della propria mobilità e del proprio sistema di trasporto.

C’è un problema irrisolto che riguarda il sistema aeroportuale, tra Linate-Malpensa-Orio, che guardano verso Milano, mentre Montichiari e Mantova guardano gestionalmente, e come asset proprietari, più verso il Veneto. Non è stato sciolto il nodo tra Linate, che non è un city airport ma resta nodo essenziale di breve e medio raggio internazionale, e il secondo hub mancato del travagliato vettore nazionale.

C’è un processo di troppo lenta ottimizzazione proprietaria, finanziaria ed esecutiva delle grandi opere stradali e autostradali necessarie ai flussi privati e commerciali della Grande Milano, che solo recentemente ha trovato una soluzione privata per Tem, ma che deve ancora accelerare la soluzione del problema Teem, Pedemontana e Serravalle.

A questo proposito, l’Osservatorio Territoriale Infrastrutture Oti Nordovest deve rappresentare in maniera più incisiva un ruolo di interlocutore-stimolatore dei processi decisionali.

Assolombarda si candida a dare più forza a un quadro di scelte e decisioni che abbiano più ascolto e impatto nelle scelte nazionali. Dall’intermodalità delle merci, per intercettare e indirizzare meglio verso il Centro Europa il traffico commerciale dall’Asia in connessione ai porti nordoccidentali italiani piuttosto che da quelli nordeuropei, alle priorità per il riordino degli scali areoportuali per modello p2p e p2h, le scelte decisive del trasporto italiano passano da Milano perché riguardano innanzitutto la proiezione estera del traffico delle merci e del settore business.

Gli investimenti esteri
Quindici anni fa Milano era al nono posto nella classifica di attrazione di imprese multinazionali e Monaco era all’undicesimo posto. In quindici anni le posizioni si sono invertite. Monaco ha sviluppato una chiara strategia metropolitana, estesa a tutta la Baviera, e lanciato il suo piano «Monaco 2020».

È tempo di recuperare in classifica. Occorre creare sinergie tra investitori industriali stranieri e filiere d’imprese qui già presenti, potenziare il ruolo e le iniziative di Invest in Lombardy, accrescere il numero e l’operatività delle Camere di Commercio Miste.

Digital Town
Assolombarda si attiverà per concorrere a progetti di formazione dei drop out ICT, di formazione di operatori e terapisti per l’assistenza digitale a distanza dei disabili, di partnership con associazioni del Terzo Settore per l’utilizzo di Social network nell’assistenza dei non autosufficienti, e per diminuire il numero ancora troppo elevato delle imprese non Web.

Altri progetti insistono sull’obiettivo della rapida transizione al digitale del maggior numero di servizi e funzioni della PA, anticipando gli obiettivi dell’Agenda Digitale Nazionale, misurando e monitorando con benchmark internazionali i passi avanti necessari a Milano metropolitana, e dedicando un’interlocuzione ad hoc allo specifico tema del quadro di riferimento e sviluppo dell’infrastruttura Ict pubblica, rispetto alle scelte che verranno indicate nel prossimo trimestre dalla apposita commissione nazionale incaricata dal governo e guidata da Francesco Caio.

La legalità
La legalità è un moltiplicatore di attrattività, per questo le imprese le riconoscono priorità. Oltre a estendere e garantire la libera concorrenza, al riparo da ogni impropria commistione tra pubblico e privato, la legalità non passa solo per una guardia più alta contro le infiltrazioni della grande e piccola criminalità nelle attività economiche come in quelle del riciclo dei capitali, ma anche attraverso una ferma lotta e denuncia a ogni inquinamento in materia di appalti, e l’applicazione ferma dell’espulsione verso imprese associate coinvolte nel malaffare.

Assolombarda intende promuovere in aggiunta a tali indirizzi una concreta azione di affiancamento per l’ottimizzazione e la misura di efficienza degli uffici giudiziari, a cominciare dalla sezione specializzata in materia d’impresa presso il Tribunale di Milano.


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