Le imprese

I Balcani occidentali, un’occasione per le imprese lombarde

24 ottobre 2018


I Balcani occidentali, un’occasione per le imprese lombarde

Una panoramica sul quadro economico e sulle opportunità che l’area dei Balcani può offrire alle aziende che vi intendono investire.

Assolombarda ha un tessuto imprenditoriale molto proiettato verso l’estero e da tempo le imprese hanno compreso quanto l’internazionalizzazione possa generare crescita. In quest’ottica l’Associazione le supporta costantemente con iniziative e servizi per migliorare la loro competitività sui mercati internazionali. Un recente workshop organizzato in collaborazione con ISPI, Banca Europei degli investimenti e Confindustria Est Europa è stato l’occasione per fare il punto sulle opportunità che le aziende italiane posso avere investendo sui Paesi della penisola Balcanica.

La regione dei Balcani rappresenta infatti, soprattutto per le PMI, una piattaforma di grande interesse sia per la vicinanza geografica che per una serie di fattori locali (forza lavoro giovane, incentivi, un trend di crescita costante negli ultimi anni).

Dalla stessa area è partita anche l’internazionalizzazione del nostro Sistema Confindustriale: Confindustria Est Europa è ormai diventata un interlocutore importante per le aziende italiane che operano stabilmente nella regione, per le istituzioni locali, ma anche per le aziende che vogliono valutare una presenza in quei Paesi.

La presenza degli imprenditori e degli investimenti italiani è una realtà stabile da anni e anche gli scambi commerciali con l’Italia sono consistenti. Basti pensare che il nostro export supera i 5 miliardi (di cui il 20% è rappresentato dalla Lombardia), mentre l’import è pari a 4,3 miliardi di euro. Dati buoni anche in ottica pre-crisi: il nostro export è del 28% superiore rispetto al 2008. L’Italia è il secondo partner commerciale europeo, dietro la Germania, e il primo per stock di investimenti esteri.

Da non sottovalutare che i Paesi dell’area balcanica sono beneficiari di un’articolata serie di strumenti finanziari, bilaterali europei e internazionali, a sostegno del processo di modernizzazione e di sviluppo sociale, dai quali discendono interessanti opportunità per le aziende italiane.

Un elemento di forza è la presenza delle PMI: nonostante siano in numero minore rispetto alla media dell’Unione Europea, nei Balcani le piccole e medie imprese hanno un impatto sulla crescita economica ben più alto che nelle economie dell’UE. Ed è per questo che dal 2007 gli strumenti finanziari dell’UE, attraverso le banche centrali e altri intermediari, hanno garantito fondi per un totale di oltre 3 miliardi di euro, a loro destinati.

Tra i settori sui quali si concentrano i maggiori finanziamenti internazionali e i programmi di sviluppo nazionali, di particolare interesse per le nostre aziende, ci sono sicuramente l’ambiente, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e al trattamento delle acque reflue, e l‘energia, settore sul quale la UE ha avviato una forte politica di investimento.

Tra gli strumenti più importanti che sono stati utilizzati in questo campo, c’è il Regional energy efficiency programme, con importanti finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici e per progetti di energia idroelettrica.

Altro settore sul quale scommettere, è senza dubbio quello delle reti infrastrutturali. L’area dei Balcani, infatti, ha bisogno di effettuare ammodernamenti di porti e aeroporti, ampliare l’edilizia residenziale e diventare un corridoio transeuropeo importante.

In questo contesto, le PMI italiane possono diventare un punto di riferimento e rappresentare dei partner con cui le PMI dei Balcani occidentali possono costruire partenariati e altre forme di collaborazione industriale e commerciale.

 

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