Le imprese

Gli italiani cominciano ad apprezzare la casa connessa

23 aprile 2018


Gli italiani cominciano ad apprezzare la casa connessa

Il mercato della Smart Home cresce del 35% nel 2017 e vale 250 milioni di euro. Il 38% dei consumatori italiani possiede già in casa almeno un oggetto connesso.

Videocamere di sorveglianza, termostati, caldaie e lavatrici: iniziano a diffondersi nelle case le soluzioni Internet of Things per la Smart Home. È un mercato che in Italia ha raggiunto quota 250 milioni di euro nel 2017, registrando una crescita del 35% sul 2016. Anche se per ora facciamo meno rispetto agli altri Paesi europei.

È quanto rileva la ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet Of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

In termini di incidenza sulle vendite, a trainare il mercato italiano sono appunto le applicazioni IoT per la sicurezza, come sensori per porte e finestre in grado di rilevare tentativi di infrazione, videocamere di sorveglianza, serrature e videocitofoni. Seguono i prodotti per la gestione del riscaldamento, cioè caldaie e termostati connessi che si diffondono grazie a brand affermati, una community di installatori fidelizzata e la capacità di comunicare i benefici ottenibili in termini di comfort e risparmio energetico. Poi vengono le soluzioni per la gestione elettrodomestici, in particolari lavatrici connesse, controllabili via app e dotate in alcuni casi di assistente vocale.

Il 38% degli italiani possiede già almeno un oggetto “smart” in casa. Ma ci sono alcuni nodi ancora da risolvere: il 74% ha richiesto l’aiuto di un professionista per l’installazione e il 51% si dice preoccupato per i rischi legati alla privacy e ai cyber attacchi da parte di malintenzionati.

Infatti, come spiega Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, le motivazioni di acquisto dei consumatori sono riconducibili principalmente a pochi bisogni: la possibilità di avere la propria abitazione sotto controllo, la maggiore comodità nello svolgere attività ricorrenti e il risparmio energetico.

Nonostante la forte crescita, sono però ancora numerose le barriere su cui le aziende devono concentrare gli sforzi. In particolare le difficoltà nell’installazione dei prodotti, la carenza di servizi che effettivamente consentano di creare valore e la scarsa riconoscibilità di molti dei brand che oggi presidiano il mercato.

In particolare il 73% delle oltre 370 soluzioni IoT per la casa connessa censite dall’Osservatorio dovrebbe poter essere installato in autonomia, ma alla prova dei fatti spesso l’utente deve rivolgersi a un installatore specializzato, causando costi aggiuntivi. Il principale canale di vendita della Smart Home in Italia resta la filiera tradizionale (ovvero produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico), che vale 175 milioni di euro nel 2017, pari al 70% del mercato (+15% rispetto al 2016). Ma una quota sempre più consistente, pari al 30%, è imputabile a canali di vendita alternativi come retailer online e offline, assicurazioni, telco e utility, che con la loro forte crescita (+125%) rendono la casa connessa accessibile a un pubblico sempre più vasto.

 

 

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