Le imprese

Gli industriali meccatronici protagonisti del rinnovamento

18 settembre 2017


Gli industriali meccatronici protagonisti del rinnovamento

Gli industriali del territorio si sono ritrovati proprio in fabbrica, all’interno della DISA di Magenta, per l’incontro sul rinnovamento metalmeccanico, a pochi mesi dalla firma del contratto nazionale di lavoro: un momento per acquisire consapevolezza e responsabilità nell’attuazione del contratto stesso.

Industriali a confronto a pochi mesi dall’introduzione del nuovo contratto di lavoro dei metalmeccanici, che ha portato elementi di profonda novità. Durante l’incontro dal titolo “Il rinnovamento metalmeccanico” c’è stato un dibattito aperto nel luogo più adatto per parlare di industria: la fabbrica. Gli industriali infatti si sono incontrati all’interno della DISA di Magenta, azienda nata nel 1941 che produce apparati di iniezione per motori diesel. “È stato un grande momento di confronto e di crescita tra industriali, veri protagonisti del rinnovamento attraverso l’attuazione concreta del Contratto”, spiega Nicolò Codini, Presidente DISA e Vicepresidente del Gruppo Meccatronici di Assolombarda, che rappresenta più di 1.600 aziende e circa 85.000 dipendenti.

Maggiore collegamento tra salari e produttività, welfare integrativo e formazione sono i tre pilastri del nuovo contratto nazionale di lavoro, per il quale l’intesa è stata raggiunta a novembre 2016. Il nuovo contratto asseconda e favorisce anche un vero e proprio cambiamento culturale necessario per il passaggio alla meccatronica. “Il contratto collettivo nazionale di lavoro metalmeccanico costituisce una scelta coraggiosa delle parti per recuperare produttività, posti di lavoro e competitività – afferma il Presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi – Infatti il CCNL risponde sul piano salariale in relazione all’andamento dell’inflazione dell’anno precedente. Nel contempo demanda alla contrattazione aziendale la ridistribuzione ai lavoratori di quote della ricchezza prodotta in azienda. Inoltre il contratto svolge un’importante azione sul piano del welfare con le novità in materia di welfare aziendale, assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare”.

Adesso una delle principali sfide degli industriali è quella di favorire la contrattazione aziendale perché per ora solo il 35 per cento del settore prevede un premio di risultato legato alla produttività. “Ora è necessario pensare alla tenuta di questo accordo sviluppando la contrattazione aziendale e la diffusione dei premi risultato, che devono superare la soglia dell’attuale 35% di aziende interessate – continua il Presidente Bonomi –. Si tratta di innescare un circolo virtuoso che porti alla crescita dei risultati, dei salari, dei consumi e complessivamente alla ripresa del Paese. Occorre poi intervenire sul Jobs Act, con particolare riferimento alle politiche attive ed alla disoccupazione giovanile. Per incentivare l’assunzione dei giovani servirebbe una decontribuzione del 100%: una al 50% rischia di non esser sufficiente – aggiunge Bonomi –. Il tema del lavoro e quello del credito sono questioni estremamente rilevanti per le nostre imprese, che vanno affrontate in un’ottica di sistema. In questa direzione abbiamo avviato, con la collaborazione di Adapt, il lavoro per la realizzazione di un libro bianco in cui affrontare i riflessi e le esigenze date dall’evoluzione del lavoro nei prossimi anni”.

Tra gli obiettivi del nuovo contratto di lavoro c’è anche quello di favorire una sempre maggiore personalizzazione del welfare aziendale cercando di andare incontro ai reali bisogni dei dipendenti: “Il collegamento salario-produttività – afferma Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica – potrà rivelarsi un’arma vincente. Perché i premi di risultato vengono detassati. Come anche i flexible benefits che abbattono di fatto il cuneo fiscale non essendo assoggettati neppure a contribuzione. Questi nuovi strumenti hanno anche un extra valore che va oltre quello intrinseco di bel benefits in se. Si vince tutti, il lavoratore che ha maggiori benefit che potranno essere declinati secondo i propri bisogni e l’azienda che potrà avere benefici in termini di sviluppo e crescita motivazionale dei propri collaboratori. L’altro filone – aggiunge Franchi – è quello della formazione, che non va fatta solo perché ce lo impone una norma, ma perché può diventare realmente un volano per la produttività”.

Sul ruolo cardine della formazione è intervenuta Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana, che proprio con Federmeccanica ha avviato un progetto formativo gratuito con l’obiettivo di comprendere appieno e in tempi brevi le nuove esigenze in termini di professionalità da parte delle imprese metalmeccaniche, anche con riferimento alle specificità dei diversi territori. In quest’ottica il progetto mira all’inserimento di nuove risorse in azienda che, grazie ad una formazione su misura, possano rispondere alle nuove e specifiche competenze richieste dal mercato in questo momento di rinnovamento.

Il cambiamento culturale richiamato dal nuovo contratto e dalla meccatronica deve comunque partire proprio dai luoghi della produzione. “Ci lasciamo alle spalle una crisi pesante – spiega Umberto Cereghini, Presidente di Assolombarda per la zona del Magentino Abbiatense– abbiamo necessità di nuove competenze che possono derivarci proprio dal nuovo contratto. Ma questo è un territorio che in passato ha dato grosse soddisfazioni. Ripartire dalle zone significa ripartire dall’ossatura portante del manifatturiero nel nostro Paese”.

Un confronto a pochi mesi di distanza da una novità ricca di sfide come il contratto di lavoro, non poteva che essere organizzato nella fabbrica, punto di unione per eccellenza tra passato e futuro. Alla fine dell’incontro un imprenditore ha confidato al padrone di casa, il Presidente DISA Nicolò Codini, di aver ritrovato l’atmosfera di momenti felici legati alla sua infanzia, quando trascorreva del tempo “al lavoro con papà”. Insomma, passato, presente e futuro si incontrano in fabbrica per accompagnare le industrie verso la rivoluzione meccatronica.

Per dirla come Primo Levi “Il futuro ha un cuore antico”.

 

Lettera del Direttore Generale di Federmeccanica ai partecipanti

Guarda la gallery “Gli industriali meccatronici si confrontano in Disa”

 

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