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Gli ammortizzatori sociali nell’era del Jobs Act

20 ottobre 2015


Gli ammortizzatori sociali nell’era del Jobs Act

Cassa integrazione: che cosa cambia? Una panoramica delle principali modifiche apportate dal Jobs Act.

Jobs Act: le attese nei confronti di questa norma per il mondo del lavoro sono alte. L’esigenza delle imprese di chiarimenti e informazioni su “come funziona” lo sono altrettanto, se non di più.

E Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza si è già mossa per rispondere.

In questi anni si è sentito sempre più spesso parlare di Cassa integrazione: una soluzione cui molto spesso le aziende italiane sono dovute ricorrere. La “Cassa integrazione guadagni” è un ammortizzatore sociale, uno strumento di tutela del reddito dei lavoratori che operano in un’impresa in difficoltà a causa della quale il datore di lavoro ha dovuto considerare una riduzione o una sospensione dell’attività lavorativa. Il sistema degli ammortizzatori è definito da specifiche norme di legge e prevede una copertura economica a carico dell’INPS per i lavoratori posti in cassa integrazione dall’impresa.

Nuove regole per la cassa integrazione

La riforma prevede l’utilizzo di due ammortizzatori sociali:

  • Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) in caso di una crisi temporanea dell’impresa;
  • Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per le crisi più strutturali. La Cigs si può attivare per crisi, per riorganizzazione aziendale e per contratto di solidarietà (una riduzione dell’orario di lavoro per evitare licenziamenti). Non può invece essere più usata la Cigs per la cessazione di impresa.

 

Il Jobs Act prevede che la Cassa integrazione possa complessivamente essere utilizzata per un massimo di 24 mesi in 5 anni dalla data della sua richiesta impedendo così l’utilizzo di queste misure per lunghi periodi. L’obiettivo è, infatti, quello di non prolungare la durata degli ammortizzatori oltre ogni ragionevole termine e così evitare di rallentare i processi di cambiamento del mercato del lavoro e la ricerca di una nuova occupazione da parte del lavoratore. Inoltre, rispetto al passato, il sistema di ammortizzatori non potrà più essere usato mettendo i lavoratori a “a zero ore”, infatti gli strumenti individuati dalla nuova norma prevedono dei limiti alla sospensione dell’attività lavorativa.

Cassa integrazione per far fronte a un momento difficile

Uno degli obiettivi del Jobs Act è il riordino degli ammortizzatori sociali “in costanza di rapporto di lavoro”. In particolare, il Legislatore ha voluto razionalizzare la normativa così da collocare all’interno di un testo unico le disposizioni relative agli strumenti di tutela del reddito quando il lavoratore non perde il suo posto.

Inoltre, il Legislatore si è mosso anche per raggiungere l’obiettivo di superare il meccanismo degli ammortizzatori sociali in deroga. Quest’ultimo intervento di integrazione salariale, a carico dello Stato, ha sostenuto in questi anni soprattutto le imprese o i lavoratori non destinatari della cassa integrazione guadagni: piccole imprese, aziende artigiane, del terziario o lavoratori con contratti atipici.

Affrontare le criticità per le imprese

L’attenzione e il presidio del sistema Confederale sul Jobs Act, nonostante alcuni importanti risultati siano già stati ottenuti, naturalmente continua anche in questo periodo nel quale le riforme sono da poco in vigore, le interpretazioni si fanno strada e alcuni interventi possono senz’altro essere perfezionati.

L’associazione si è proposta da mesi come un interlocutore preparato per rispondere alle esigenze delle imprese. Con questo obiettivo e con l’intento di informare sempre meglio gli associati, il 12 ottobre scorso si è tenuto l’incontro informativo I nuovi ammortizzatori sociali dopo il Jobs Act insieme al Ministero del Lavoro e all’INPS.

Vuoi saperne di più o hai bisogno di un chiarimento? Contatta Laura Bernini, Area Lavoro e Previdenza, tel. 02/58370274, e-mail laura.bernini@assolombarda.it

 

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