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Giovani e spettatori stranieri: ecco come è cambiato il pubblico della Scala

11 gennaio 2017


Giovani e spettatori stranieri: ecco come è cambiato il pubblico della Scala

Il Piermarini ha commissionato una ricerca per scoprire chi frequenta il tempio della lirica in Italia. Generazioni distribuite in modo più omogeneo e grande predilezione per la lirica e il belcanto italiano.

Più giovane e più internazionale. Il pubblico del Teatro alla Scala di Milano cambia faccia, età e passaporto. A decretarlo è una ricerca commissionata dal Piermarini all’istituto di ricerche Makno, per capire meglio chi siano i frequentatori del tempio italiano della lirica.

Rispetto all’ultimo studio, datato 2003, cresce dal 16% al 18% la presenza di spettatori tra i 18 e i 34 anni di età, dal 12% al 16% quella della fascia 35-44, dal 20% al 24% l’intervallo 45-54 anni, mentre cala dal 32% al 20% la fascia 55-64 anni e guadagna un punto percentuali la classe degli over 65, dal 21% al 22%. In sostanza, le classi di età si riallineano. Rispetto a un pubblico polarizzato nella fascia over 55 di tredici anni fa, oggi gli spettatori della Scala appaiono un amalgama più omogeneo, che rappresenta meglio tutte le generazioni. Nel complesso ne guadagnano le classi più giovani, che crescono del 20%.

Teatro più internazionale, perché dal 2003 al 2016 gli spettatori stranieri sono passati dall’1% all’11%, insieme a quelli provenienti da altre parti d’Italia, dal 9% al 16%. Il teatro resta il riferimento per chi abita in città, ma i milanesi, che contavano per oltre la metà nel 2003 (53% degli intervistati), scendono al 42%. Cede terreno anche la componente provinciale e regionale, segno che il bacino della Scala si è allargato ben oltre i confini del capoluogo lombardo.

Altro elemento che evidenzia lo studio è la fedeltà degli spettatori: chi dichiara di frequentare la scala, nel 49% dei casi dice di farlo da oltre dieci anni e in un altro 30%, le risposte sono equamente divise tra 6-10 anni e 3-5 anni. Nella programmazione, vince l’opera, che guadagna il 70% delle presenze della stagione 2015-2016.

Perché si sceglie uno spettacolo del Piermarini? Per la metà degli intervistati tra il pubblico di affezionati, ciò che conta è “la qualità delle sue rappresentazioni”. Per il bacino potenziale, ossia frequentatori di teatri e sale da concerti che però nell’ultimo anno non sono stati alla Scala, e per la cosiddetta “community allargata”, ossia coloro che sono in contatto con il teatro ma, a loro volta, nell’ultimo anno non lo hanno frequentato, il punto di forza principale è “la sua storia”. Terzo elemento, che accomuna le tre classi di intervistati (in totale 3.281 persone, con questionari in italiano e in inglese), è la carica di emozioni che trasmette.

Tanto che la ricerca rileva come il 68% della community allargata della Scala alla domanda “In futuro potrebbe assistere a uno spettacolo al Teatro alla Scala”, risponde “Certamente sì”. Promosse anche le iniziative speciali: il soprintendente, Alexander Pereira, rileva come “alle vendite al 50% della Scala Aperta oggi arrivi un pubblico diverso da quello che frequenta normalmente il teatro”. Ed è stata premiata la scelta di bilanciare il calendario dando più spazio all’opera lirica, con metà del repertorio affidata alla tradizione italiana del belcanto e il resto all’internazionale. Il 72% degli spettatori dichiara che il repertorio nazionale dovrebbe avere “molto” rilievo nel cartellone del Piermarini. “Su 115 recite di lirica, 6-7 le diamo a un’opera contemporanea – prosegue Pereira -. È una posizione importante per la Scala puntare su nuovi sviluppi ogni anno”.

 

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One thought on “Giovani e spettatori stranieri: ecco come è cambiato il pubblico della Scala”

  1. Biagi Margherita scrive:

    Frequento La Scala da più di trent’anni e seguo maggiormente i programmi dei concerti.
    In effetti il pubblico è cambiato, non è più d’elite come una volta, ma generalizzato.
    Giustamente la Scala come tempio della musica dev’essere aperta a tutti e sopratutto ai giovani. L’unica cosa vorrei che venisse rispettata per quello che è, con un comportamento adeguato ed un modo di vestire sobrio, che ad oggi non sempre accade.

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