Le imprese

Furcht, la musica che viene da lontano

31 ottobre 2014


Furcht, la musica...

È una storia fatta di viaggi, colpi di fulmine e accoglienza quella della Furcht, azienda di successo che suona sulle note del passato, pensando a melodie future.

La storia della Furcht parte da lontano, da un piccolo paesino della Boemia Moravia nei primi anni dell’800. È la storia di un grande amore, anzi di un vero e proprio colpo di fulmine. A raccontarla ad Assolombarda News è Roberto Furcht, attuale presidente della Furcht Pianoforti.

D: Il primo esponente della famiglia Furcht arriva in Italia nel 1915 con l’esercito austroungarico. Ci racconta questa storia?

R: Il primo Furcht venuto in Italia è stato mio padre Karl. Era un ufficiale dell’esercito austriaco che durante la prima grande guerra mondiale è stato fatto prigioniero e destinato a lavorare in un’azienda agricola toscana. Anche se è difficile da credere è lì che è scattato il famoso colpo di fulmine per l’Italia. Pochi anni dopo mio padre ha deciso di trasferirsi a Bolzano, dove ha sposato una donna italiana. Il suo entusiasmo per l’Italia era tale da convincere anche il fratello minore Rudolf, che al tempo faceva l’attore in Austria, a raggiungerlo. È stato proprio Rudolf che, dopo alcune esperienze di lavoro occasionale, è entrato in contatto con il mondo del pianoforte e ha deciso di costituire, con un gruppo di altri soci, a Bolzano una fabbrica di pianoforti chiamata Schulze & Pollmann. Era il 1928. Io sono nato un anno dopo e mio zio per me è sempre stato un vero maestro di vita.

D: Poi è arrivata la guerra…

R: La nostra famiglia era di origine ebraica; con le leggi razziali del 1938 e l’occupazione tedesca del centro-nord, mio zio Rudolf è stato costretto ad abbandonare l’attività e a rifugiarsi in Svizzera. È tornato a Milano solo a guerra finita, di fronte ad un paese devastato, ma con una grande voglia di ripartire. Sulla scia della ricostruzione anche Rudolf ha deciso di ricominciare: il 14 maggio 1949 ha fondato a Milano la Furcht & C., quella che oggi si chiamerebbe una “start up”. La nostra è sempre stata ed è ancora – cosa che sottolineo con molto orgoglio – un’azienda di impronta prettamente familiare che, nata come esercizio al dettaglio, è cresciuta riuscendo ad ottenere in poco tempo l’importazione in esclusiva di gloriosi marchi nella storia dei pianoforti.

D: Il marchio Furcht è legato indissolubilmente alla città. Ci può raccontare in che modo la sua azienda vive il rapporto con Milano?

R: Una cosa che mi ha subito colpito di Milano è stata la grande accoglienza che abbiamo trovato al nostro arrivo. Sarò sempre grato a questa città che ha accolto me e la mia famiglia, che ci ha permesso di avviare la nostra attività e di trasformare una passione nel nostro lavoro. A questo proposito mi fa molto piacere ricordare che 10 giorni fa abbiamo festeggiato 30 anni di collaborazione con l’Università Bocconi, con la quale organizziamo le stagioni concertistiche Bocconi/Kawai in concerto. Il fatto che la nostra azienda, nella mia persona, si sia occupata dell’attività musicale di un’università economica arrivando a 30 anni di impegno comune è veramente una soddisfazione: un modo per restituire a questa città almeno in parte quello che mi ha donato. Sono inoltre direttore artistico e organizzatore di altre stagioni musicali di ottimo livello quali Camogli in Musica e Kawai a Ledro, festival ideato dieci anni fa insieme all’amico Angelo Foletto, critico musicale de “La Repubblica”.

D: Oltre al business, la vostra azienda ha scelto di avere un ruolo concreto nella diffusione della cultura musicale. Come si declina questa attività?

R: Credo che la cultura del bello sia un patrimonio molto importante per il paese in cui viviamo, ma in generale per tutti; la musica è sicuramente un linguaggio non solo di grande rilevanza educativa, ma anche di pace, un linguaggio che avvicina le persone. Credo che sia compito di chi ha un’attività economica attinente alla musica (nel nostro caso attraverso gli strumenti musicali) fare il possibile per diffonderne e farne comprendere l’importanza. È per questo che prestiamo grande attenzione alla vita culturale che ruota attorno al pianoforte: la cultura non è un lusso, è il passaporto per il benessere.

D: Può ricordarci i musicisti più celebri che, in passato e oggi, hanno suonato sui vostri pianoforti?

R: Voglio fare tre nomi attuali che sono Michael Pletnev, famoso pianista russo, Aldo Ciccolini e Roberto Cominati. Nel mio passato potrei parlare di Arthur Schnabel, il figlio Karl Ulrich, Wilhelm Backhaus, Sergio Perticaroli e tanti altri. La nostra è una SpA e ci tengo anche a dire che sono sempre stato dell’idea di avere nel mio consiglio di amministrazione un pianista che per anni è stato Mario Delli Ponti, musicista milanese di grande rilievo.

D: Guardare al passato per camminare verso il futuro: cos’è per lei l’innovazione?

R: In chi si occupa di arte c’è una specie di conservatorismo; io ho cercato sempre nella mia vita di anticipare i tempi. Negli ultimi mesi ho deciso di inserire nel mio staff una persona che viene da una multinazionale di strumenti musicali elettronici. Questo è il cambiamento che aspettavo; se oggi non ci fossero i pianoforti digitali, probabilmente il mondo del pianoforte sarebbe rimasto senza un futuro; mentre io sono convinto che un futuro c’è perché il pianoforte è arte e l’arte migliora le persone.

 

 

 

 

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
Le imprese
La sicurezza? FACILE, chiedete a SAET Milano

9 giugno 2016

Kim Kardashian Adidas Yeezy Boost 750 UK Restock and Adidas Yeezy Boost 350 For Sale …
Le imprese
QVC Italia lancia il progetto QVC Next

9 giugno 2016

La piattaforma multimediale di shopping, lancia il progetto QVC Next, un programma a sostegno dell’imprenditoria …
Le imprese
Adecco nel mondo del lavoro che cambia

19 maggio 2016

La multinazionale svizzera, grazie alla visione di lungo periodo e alla capacità di interpretare i …