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Fisco, lavoriamo per semplificare il sistema

20 gennaio 2016


Fisco, lavoriamo per semplificare il sistema

È necessaria una stretta collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e lavorare insieme per ridurre la complessità del sistema.

Obiettivo: avere regole di immediata attuazione per la crescita, la competitività delle imprese e il rilancio del nostro sistema imprenditoriale.

Il ‘fisco di inizio anno’

È ormai tradizione iniziare l’anno parlando di fisco e l’occasione è stata il convegno durante il quale Assonime, Associazione fra le Società Italiane per Azioni e Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza hanno valutato insieme l’impatto delle recenti misure fiscali sulle imprese.

Un momento di confronto per condividere idee e proposte in materia tributaria. E far nascere riflessioni: il messaggio d’allarme emerso è che la fiscalità costituisce purtroppo ancora una zavorra per il nostro Paese, che ne ostacola la crescita e il rilancio del sistema imprenditoriale.

Un ordinamento attrattivo per la competitività

I numeri, recentemente pubblicati dal Centro Studi di Confindustria, parlano chiaro: la pressione fiscale effettiva in Italia è stimata, nel 2015, al 49,4% del PIL ed è destinata a non diminuire finché non verrà tagliata la spesa corrente, in crescita nonostante le politiche di spending review. Il total tax rate (o aliquota fiscale totale) medio sulle imprese italiane è al 64,8% del loro reddito lordo – rispetto al 48,8% della Germania e al 32,0% del Regno Unito – e le ore annue dedicate agli adempimenti fiscali sono 269, rispetto a 218 della Germania e 110 del Regno Unito.

Queste statistiche dimostrano come il peso e il livello di complessità del nostro ordinamento non sia conciliabile con il desiderio di crescita e di rilancio economico. Renderlo equo e attrattivo è un presupposto indispensabile per le decisioni di investimento delle imprese, oltre ad essere tra i fattori più importanti nella competizione tra gli Stati.

In evoluzione: novità positive ma c’è ancora da fare

La riforma del sistema fiscale italiano non deve passare solo per la revisione dei carichi fiscali complessivi (tax rate), ma anche attraverso un cambiamento del rapporto tra il fisco e i contribuenti, che garantisca il giusto equilibrio tra la richiesta del pagamento di tributi (pretesa erariale) e le esigenze delle imprese.

È necessario che queste ultime possano contare su regole certe nel tempo e di facile e immediata applicazione. Le novità fiscali recentemente introdotte vanno, infatti, in questa direzione: sostegno alle imprese e, in prospettiva, rilancio dell’economia del Paese.

Gli interventi introdotti dalla legge di stabilità (con particolare riferimento al reddito d’impresa, welfare aziendale e in materia di fiscalità locale) e dai decreti di attuazione della delega fiscale sono positivi sotto due punti di vista: perché rafforzano l’azione a sostegno delle imprese che investono in ricerca e innovazione e perché si tratta di misure utilizzabili immediatamente, visto che non hanno bisogno di ulteriori disposizioni attuative.

Non sempre è stato così, anzi. L’esperienza, anche recente, è costellata da norme che nascono con la volontà di agevolare ma che in realtà necessitano di ulteriori norme, che spesso arrivano dopo molto tempo, altre volte addirittura non arrivano.

Ora occorre che queste nuove agevolazioni sprigionino tutto il loro potenziale. Per farlo, è richiesto uno sforzo importante dell’Agenzia delle entrate, che deve applicare le regole, ma con un’attenzione particolare al contesto nel quale quotidianamente operano le imprese, fatto di regole incerte, adempimenti complicati e soluzioni imprevedibili.

Un nuovo rapporto tra il Fisco e le imprese

L’efficacia di questa nuova prospettiva dipende dalla collaborazione di entrambe le parti del rapporto tributario. In altre parole: è fondamentale una stretta collaborazione tra imprese e Agenzia per semplificare la vita delle imprese. Lavorare insieme per ridurre la complessità del sistema.

Basti pensare che il Centro Studi di Confindustria, nel suo rapporto di fine anno, ha evidenziato che il 98% dei grandi contribuenti è stato interessato nel 2014 da un accertamento che ha portato nel 97% dei casi a rilevare irregolarità e che le stesse percentuali si rilevano anche per tutte le altre categorie (medie imprese, piccole imprese e professionisti, enti non commerciali). La domanda è: se tutti (o quasi) i controllati “passano con il rosso”, non è che è il semaforo ad essere “sbagliato”?

Un nuovo e rinnovato impianto normativo per assolvere gli obblighi fiscali non è sufficiente da solo a restituire certezza e attrattività al nostro ordinamento. Occorre prima di tutto un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti, improntato alla semplicità e alla collaborazione.

Solo così sarà possibile tradurre la ricca e positiva produzione normativa degli ultimi mesi in una risorsa per la crescita del Paese.

In sostanza, abbiamo fatto passi in avanti ma il percorso è ancora lungo ed è necessario l’impegno di tutte le parti coinvolte.

Leggi il comunicato stampa Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza

Vuoi approfondire il tema? Contatta Domenico Miscioscia, Settore Fisco e Diritto d’Impresa, tel. 0258370494, e-mail domenico.miscioscia@assolombarda.it

 

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