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Fiscalità locale: nel 2013 sale la pressione sulle imprese dell’area milanese

8 maggio 2014


Fiscalità locale: nel 2013 sale la pressione ...

Valori ancora in crescita (+13%) secondo il Rapporto Assolombarda sulla fiscalità locale nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

La pressione fiscale frena lo sviluppo delle imprese

Assolombarda ha presentato ieri i risultati del suo secondo “Rapporto sulla fiscalità locale nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza”. Il rapporto analizza la pressione fiscale esercitata dai principali Comuni delle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza, mettendo a confronto i valori di IMU, Tares/Tarsu, addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione pagati dalle imprese con riferimento a due tipologie di immobili: uffici e capannoni industriali.

«La pressione fiscale, sia a livello nazionale sia a livello locale, ha raggiunto livelli che frenano lo sviluppo delle imprese e spesso ne compromettono la stessa sopravvivenza», ha affermato Michele Verna, direttore generale Assolombarda. «Nel 2013, infatti, il livello di pressione fiscale è complessivamente aumentato del 13% rispetto al 2012, secondo una stima risultata dall’aggregazione dei diversi importi versati dalle imprese».

Uffici più penalizzati

Più nel dettaglio, gli uffici hanno subito gli incrementi di imposta maggiori (in media +24%) passando dagli oltre 7.000 euro pagati dall’ufficio ‘tipo’ nel 2012 ai quasi 9.000 del 2013. La pressione fiscale sui capannoni industriali, invece, è cresciuta meno rispetto agli uffici (in media +7%) anche se gli importi pagati nel 2012 erano già piuttosto elevati: le imposte del capannone ‘tipo’ passano infatti dagli oltre 37.000 euro del 2012 agli oltre 39.000 del 2013.

Il livello della pressione fiscale per gli uffici è diminuito soltanto in due Comuni, mentre sono 21 le Amministrazioni che hanno alleggerito il carico fiscale sui capannoni industriali.

Dimensioni e vicinanza a Milano fanno la differenza

I Comuni con il livello di pressione fiscale più alto sono quelli più grandi e più vicini al capoluogo lombardo: Milano stessa, Cologno Monzese, Rozzano, Baranzate e Pieve Emanuele. E anche a Monza e Lodi la pressione fiscale è alta.

Il fisco locale pesa meno, invece, nelle Amministrazioni più piccole e più distanti da Milano: Cerro Maggiore, Codogno, Liscate, Casalpusterlengo e Rodano. Ma anche qualche Comune di maggiori dimensioni – ad esempio, Magenta, Limbiate, Cornaredo e Paderno Dugnano – ha un’imposizione fiscale contenuta.

«I risultati del rapporto offrono ad Assolombarda gli spunti e gli strumenti per costruire e rafforzare il dialogo con le amministrazioni comunali in vista delle scelte, connesse alle nuove imposte, che dovranno essere prese per il 2014», ha affermato Carlo Bonomi, vicepresidente Assolombarda per Credito, Finanza e Fisco. «Su questo fronte, è auspicabile una collaborazione tra imprese e amministrazioni comunali per progettare soluzioni che portino a una maggiore attrattività del territorio che, a sua volta, produrrà evidenti benefici per coloro che vi abitano e lavorano».

Un augurio che ha generato un dibattito vivace e costruttivo con gli Amministratori locali presenti alla presentazione del rapporto, che a loro volta non hanno nascosto il disagio ad operare e prendere decisioni – anche in merito alla fiscalità locale – in un clima legislativo poco chiaro e di grande incertezza.

A confortarli, almeno in parte, le conclusioni di Bonomi: «Con il nostro progetto “Fisco competitivo del territorio”, che fa parte del piano strategico della presidenza di Assolombarda per ‘far volare Milano’, offriamo tutta la nostra disponibilità alle Amministrazioni comunali interessate a collaborare, affinché la fiscalità territoriale sia veramente una leva per la competitività e non un peso per la crescita delle nostre imprese».

 

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