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Fiscalità locale 2015: aumenta la pressione per le imprese

21 aprile 2016


Fiscalità locale 2015: aumenta la pressione per le imprese

Nei territori di Milano, Lodi e Monza e Brianza, nel 2015 la pressione fiscale locale sulle imprese è aumentata dell’1%.

Da qualche anno la progressiva riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato spinge molte amministrazioni locali, incapaci e/o impossibilitate a contenere le spese, a utilizzare la leva fiscale per far fronte alle minori entrate. Ma il carico impositivo a livello locale ha un impatto diretto sulle attività produttive e sull’attrattività del territorio.

Le imposte locali – insieme ai collegamenti infrastrutturali, ai servizi pubblici, ai prezzi e alla qualità degli immobili e al contesto produttivo circostante – sono un fattore che l’impresa prende in considerazione prima di effettuare un investimento localizzativo. In questo modo, concorrono anche a definire la competitività di un territorio e delle imprese che vi sono insediate.

L’associazione da quattro anni analizza la pressione fiscale di 100 comuni in cui operano il 90% delle imprese esistenti – mettendo a confronto i valori con riferimento alle principali imposte sugli immobili d’impresa quali IMU, TASI, TARI ed oneri di urbanizzazione.

Un lavoro che nasce per confrontare negli anni le scelte delle amministrazioni comunali evidenziando le situazioni più critiche in termini di impatto sulle attività produttive e sull’attrattività del territorio e avviare una collaborazione e un dialogo stabili con le amministrazioni comunali.

Sintesi dei risultati

Il livello della pressione fiscale per gli uffici (500 mq.) e per i capannoni industriali (5.000 mq.) è aumentato in 45 comuni e diminuito in 38 comuni.

Il Rapporto mette in luce che, tra i comuni con il livello di pressione fiscale più alto (escludendo gli oneri di urbanizzazione), Milano è al primo posto seguito da Sesto San Giovanni, Rozzano, Bollate e Cologno Monzese. Monza si colloca al 6° posto della classifica generale, ma al primo in quella dei comuni della Brianza.

Le amministrazioni più piccole si confermano invece le più virtuose: Cornate d’Adda, Liscate, Bellusco (comune più virtuoso della Brianza), Tribiano e Trezzo sull’Adda.

Carlo Bonomi – vicepresidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza per Credito, Finanza e Fisco – commenta così i dati: “Se non si cambia rotta, mettiamo seriamente a rischio la vita delle nostre imprese e l’attrattività del territorio. La fiscalità locale ha ormai superato il ‘livello di guardia’ sia in termini di carico sia di complessità”.

Uffici

Uffici

 

 

 

 

 

 

 

 

Capannoni

Capannoni

 

 

 

 

 

 

 

 

Assolombarda non si limita a denunciare con fermezza questa situazione e ha:

  • avviato rapporti di collaborazione con le Amministrazioni locali
  • stipulato protocolli d’intesa in materia di tributi locali
  • sempre sostenuto l’attuazione di misure agevolate per i nuovi insediamenti e le startup.

 

Best practices

  • Rho – protocollo sui tributi locali e misure agevolative per nuovi insediamenti e start-up
  • Lainate – protocollo sui tributi locali e rimodulazione del carico IMU/TASI a favore delle imprese
  • Sesto San Giovanni – misure agevolative per nuovi insediamenti e start-up
  • Melzo – protocollo sui tributi locali
  • Baranzate – protocollo sui tributi locali (verrà siglato nei prossimi giorni)
  • Cinisello Balsamo – contenzioso conguaglio TIA –sentenza definitiva favorevole alle imprese, rimborsi per oltre 120 mila euro

 

Il dialogo e la cooperazione con le Amministrazioni Comunali può far ripartire le imprese e aumentare conseguentemente l’attrattività del territorio. Per il bene di tutti: delle imprese, di Milano e di tutta la Lombardia.

 

 

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