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Fine 2015 positivo in Lombardia per economia e sicurezza

17 dicembre 2015


Fine 2015 positivo in Lombardia per economia e sicurezza

L’economia lombarda a confronto con la realtà italiana, con gli altri motori d’Europa e le grandi regioni del Nord Italia che insieme alla Lombardia creano quasi la metà del PIL nazionale.

La sicurezza del lavoro in Lombardia

Nei primi dieci mesi del 2015 gli infortuni nelle fabbriche lombarde sono scesi del 5,4%, confermando il trend di costante riduzione degli ultimi anni, che hanno visto un calo del 29,0% tra il 2014 e il 2010.

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Le scorte danno fiducia al manifatturiero

La fiducia delle imprese manifatturiere cala ovunque ma le cause cambiano molto tra territori. Nel milanese (ultimo dato ottobre 2015) la discesa è causata da un forte accumulo di scorte di prodotti finiti ma le aspettative restano favorevoli, sia in termini di produzione sia di ordini. Il forte accumulo di scorte potrebbe quindi essere un segnale positivo, riflesso di imprese che si preparano a una ripartenza dell’attività. In Italia, Francia e Spagna la discesa dell’indice (ultimo dato novembre 2015) dipende, invece, da una prospettiva di diminuzione della produzione nel breve termine, mentre in Germania da un calo degli ordini esteri.

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I consumatori guardano con fiducia al futuro

La fiducia dei consumatori continua a salire nel Nord-Ovest e conferma il trend di forte rialzo cominciato a luglio 2015. Migliorano tutte le opinioni sia sul clima personale che su quello economico generale, ad oggi ma anche in prospettiva. Insomma, si guarda con fiducia al futuro.

Riassumendo, possiamo affermare che, a fine 2015, l’andamento economico della Lombardia è positivo grazie a scorte e consumatori.

3Un 2015 in crescita per la produzione manifatturiera

Gli andamenti della fiducia delle imprese e dei consumatori sembrano quindi annunciare, anche per il trimestre in corso, un andamento positivo per l’attività manifatturiera in Lombardia.

4Ricordiamo infatti che la produzione lombarda ha segnato un +0,2% nel terzo trimestre 2015, crescendo per il quinto periodo consecutivo. Il divario rispetto agli anni pre crisi è del -9,4% nel complesso del manifatturiero, con le grandi imprese sopra i livelli della seconda metà del 2007, e le medie (-9%) e le piccole (-18%) di molto sotto.

PIL, una revisione all’ingiù per la Lombardia

L’Istat ha aggiornato le serie annuali dei dati di contabilità regionale. I nuovi numeri si allontanano significativamente da quelli finora disponibili, soprattutto per Lombardia e Piemonte. In particolare, in Lombardia, il PIL nel 2014 mostra un segno meno: -0,9% contro un -0,4% a livello italiano. Di conseguenza, la distanza lombarda dal PIL pre crisi è maggiore di quella finora prospettata e pari a -6,0% (-3,7% la precedente stima), in linea con l’Emilia-Romagna (-6,1%) ma minore che in Piemonte (-11,3%), in Veneto (-7,5%) e nel complesso italiano (-8,1%).

Cassa integrazione e lavoro. Uno sguardo d’insieme

5Sul fronte del lavoro continua a riassorbirsi la cassa integrazione in Lombardia più che nelle regioni benchmark nazionali, con un -37,9% complessivo tra gennaio e ottobre.

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Infine, altri segnali di rafforzamento del mercato del lavoro negli ultimi mesi si intercettano dall’aumento di quasi il 14% degli avviamenti nei primi nove mesi del 2015 rispetto al 2014.

Vuoi approfondire? Leggi “La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo”, il Booklet Economia n. 2/dicembre 2015 a cura del Centro Studi di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza.

Per saperne di più contatta Stefania Saini del Centro Studi di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, tel. 0258370700, e-mail stud@assolombarda.it.

 

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