Le imprese
Uno sguardo verso nuovi mercati

Esportare la dolce vita: il potenziale del Made in Italy nei mercati emergenti

3 luglio 2018


Esportare la dolce vita: il potenziale del Made in Italy nei mercati emergenti

Eccellenza e creatività, bellezza e “saper fare” sono da sempre i valori che contraddistinguono il Made in Italy nel mondo e le fondamenta sui cui si basa la crescita economica del nostro Paese.

Nel prodotto italiano che viene esportato si trova declinato lo stile di vita della nostra cultura, quel viver circondati dal bello che attraverso la storia, la cura del dettaglio, l’eleganza e molto altro contribuisce in modo decisivo all’immagine dell’Italia nel mondo. Ma quali prospettive di sviluppo ci sono per i prodotti ‘belli e ben fatti’ italiani nei diversi mercati?

Il Centro Studi di Confindustria e Prometeia hanno presentato i risultati della ricerca “Esportare la dolce vita”, quest’anno giunta alla nona edizione e focalizzata sui mercati emergenti. Il rapporto si basa su un’analisi del potenziale nei mercati mondiali per i beni di consumo ad alto valore aggiunto distintivi del Bel Paese. Alimentare, arredamento, abbigliamento, casa, calzature, occhialeria, oreficeria e gioielleria. I prodotti ‘belli e ben fatti’ (BBF) sono costituiti da beni di consumo di fascia medio-alta che si contraddistinguono per il design, la cura, la qualità dei materiali e delle lavorazioni.

Le produzioni di bello e ben fatto si sono aperte nuovi spazi di mercato, grazie a un modello secondo cui non solo si opera un upgrade produttivo, ma si conciliano anche qualità e risparmio. Nel 2017 le importazioni di prodotti BBF provenienti dall’Italia valevano per le sole economie emergenti oltre 10 miliardi di euro e nei prossimi sei anni, l’import dei nuovi mercati potrebbe aumentare fino a circa 15 miliardi di euro: una crescita attesa cumulata vicina al 40% e soprattutto quasi doppia rispetto a quanto stimato con riferimento ai mercati avanzati (circa il 20% nello stesso periodo).

E non è tutto: le previsioni presentate nella ricerca raccontano che in vista ci sarebbe anche uno scenario più ambizioso secondo il quale l’import dei nuovi mercati potrebbe arrivare a superare i 18 miliardi. Si tratta di un ottimismo “ragionevole” soprattutto in virtù delle previsioni legate alla domanda: lo scenario alla base delle stime a sei anni mostra che ci saranno +174 milioni di “nuovi ricchi” nei trenta mercati analizzati (coloro che possono contare su un potere d’acquisto paragonabile a quello nei paesi maturi cresceranno da 486 milioni del 2017 a oltre 660 milioni del 2023), un numero più di tre volte superiore rispetto a quanto atteso per i mercati avanzati.

Quali sono i mercati emergenti top premium e quelli in decollo, ossia i mercati che presentano già, o sono prossimi a raggiungere, dimensioni consistenti in termini di assorbimento di BBF e che sono disposti a pagare prezzi adeguati per avere questi prodotti di qualità? Cina, Russia ed Emirati Arabi costituiscono nel loro insieme un gruppo di top premium per il BBF sia in termini di dimensioni del mercato che di livello elevato dei prezzi. L’Italia mostra una chiara posizione di leadership in Cina, un mercato con ampie prospettive di espansione soprattutto per la Moda e l’Arredo. Nei mercati di Russia ed Emirati Arabi la concorrenza per il BBF è maggiore e le previsioni di espansione riguardano in particolar modo il settore alimentare.

A seguire Arabia Saudita, Messico e Malesia, un gruppo di mercati in decollo, ancora distanti dai top premium ma in crescita per quanto riguarda volumi e prezzi. Brasile, Tailandia e Kazakistan presentano margini di crescita interessanti, in quanto la disponibilità a pagare è elevata, ma la dimensione del mercato BBF è ancora ridotta.

Complessivamente, nei primi cinque principali mercati emergenti (Cina, Russia, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Messico), l’Italia compete con Francia, Germania e Spagna nell’ambito europeo, mentre tra i competitor extra-europei emerge in particolare il Canada con riferimento al mercato messicano, il più promettente tra quelli in decollo.

 

 

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