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Emilio Isgrò, in mostra a Milano le sue cancellature

6 luglio 2016


Emilio Isgrò, in mostra a Milano le sue cancellature

Milano celebra il talento di Emilio Isgrò, l’artista siciliano contemporaneo famoso per le sue “cancellature” con una mostra gratuita che si sviluppa in tre sedi museali: Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa Manzoni. Una grande raccolta di 200 opere visitabile fino al 25 settembre.

Emilio IsgròÈ nato in Sicilia nel 1937 e ha scelto Milano nel 1956. Da allora questa è la sua città. Città che adesso lo celebra con una grande esposizione: dal 28 giugno al 25 settembre, infatti, Emilio Isgrò è il protagonista di una mostra allestita in tre sedi, curata da Marco Bazzini.

A Palazzo Reale, alle Gallerie d’Italia e a Casa Manzoni va in scena il tributo a un artista che ha dedicato la propria vita alla ricerca di linguaggi sempre più originali e alla creazione di uno stile che intreccia parole e segno grafico, materia e poesia.

Dichiaro di essere Emilio IsgròLe famose cancellature di Isgrò sono iniziate nel 1964. Con esse l’artista ha fondato un nuovo linguaggio: ha scelto di intervenire sul testo in tutte le lingue e in tutte le forme, dai libri, ai manifesti, telex e giornali, coprendo con un segno le parole per far emergere frasi e piccoli frammenti. Si creano così espressioni monche che mirano a ricostruire le identità umane che rischiano di essere travolte da guerre e da conflitti.

La mostra nelle sale di Palazzo Reale si sviluppa attraverso blocchi tematici intervallati da grandi installazioni, per avvicinare il visitatore alle evoluzioni che la cancellatura di Isgrò ha avuto nel tempo.

Si apre con una riflessione sull’identità e l’autorialità con le opere “Il Cristo cancellatore” (1968) e “Dichiaro di non essere Emilio Isgrò” (1971). Poi affronta l’“arte generale del segno”, ovvero l’evoluzione nel tempo della cancellatura e della poesia visiva. Da “Enciclopedia Treccani” (1970), a “I promessi sposi non erano due” (1967) a “Costituzione cancellata” (2010). Trovano spazio, inoltre, le prime poesie visive, tra cui “Wolkswagen” (1964) e “Jacqueline” (1965).

SemeAltissimo-640x480Il percorso prosegue con il racconto del passaggio che dalle “lettere estratte” (lettere o note musicali estrapolate dal loro contesto) ha portato alla nascita delle macchie e alla cancellatura come gesto incline alla pittura, ma ancora non pittorico: “L’ora italiana” (1985) e “La veglia di Bach” (1985). Fino ad arrivare ai “particolari ingranditi”, utili a comprendere il percorso che ha portato l’artista a ideare le sculture dedicate ai semi d’arancia come il “Seme dell’Altissimo”, che ha accolto i visitatori all’Expo 2015 di Milano.

03.Girolamo+Savonarola+2014+copia_lowInfine la sala della “trilogia dei censurati”, un ciclo di lavori che Isgrò ha dedicato nel 2014 a personaggi la cui sorte fu condizionata da opinioni e poteri consolidati: i ritratti di Galileo Galilei, Girolamo Savonarola, Curzio Malaparte e Giovanni Testori.

La seconda tappa dell’esposizione si trova alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano. Nel caveau, utilizzato per la prima volta come spazio espositivo, è custodito “L’occhio di Alessandro Manzoni”, una inattesa cancellazione del famoso ritratto di Hayez.

Isgrò riconosce infatti nel grande scrittore il simbolo di un’unità nazionale. Non è un caso, infatti, che la mostra si concluda a Casa del Manzoni, dove l’artista ritorna a distanza di cinquant’anni sul capolavoro manzoniano cancellandone venticinque volumi, lo stesso numero di lettori che l’autore prevedeva avrebbero letto la sua opera più importante.

Sede Palazzo Reale – Piazza Duomo 12
lunedì: 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; giovedì e sabato: 9.30-22.30

Gallerie d’Italia – Piazza della Scala 6
sabato e domenica 10.30-12.30 e 16.30-18.30; martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 16.30-18.30

Casa del Manzoni, Milano – Via Gerolamo Morone 1
lunedì e domenica chiusura
martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10.00-18.00; sabato 14.00-18.00

 

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