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Efficienza energetica: cosa cambia per le imprese

30 luglio 2014


Efficienza energetica: cosa cambia ...

L’Italia recepisce la direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica.

Più opportunità di sviluppo per il settore, meno costi per imprese, PA e cittadini.

Obiettivo 2020: migliorare la sicurezza di approvvigionamento e ridurre i costi energetici

Presentando il pacchetto delle misure che derivano dal recepimento della direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica, il ministro per lo Sviluppo economico Francesca Guidi ha fatto presente che “si tratta di un pacchetto che, insieme alle altre misure approvate finora, consente di affrontare le importanti sfide dirette a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e alla riduzione dei costi energetici”.

L’auspicio, sempre secondo Guidi, è che “possano presto diventare tangibili i benefici a favore dei consumatori, delle imprese e dell’ambiente”.

Le risorse: oltre 800 milioni per la ristrutturazione e riqualificazione energetica

L’obiettivo, coerente con quanto stabilito nella Strategia Energetica Nazionale, è di ridurre di 20 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (tep) l’energia finale entro il 2020.

Ragion per cui il Governo ha stanziato più di 800 milioni di euro per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica per migliorare l’efficienza energetica nel settore pubblico, nella produzione industriale e nei consumi domestici.

Efficienza energetica: che cosa fa Assolombarda per le imprese

In tema di efficienza, Assolombarda – che ha una task force qualificata a presidio dei temi dell’energia – sta realizzando un progetto finalizzato alla promozione dell’uso razionale dell’energia e al risparmio, convinta che puntare su questi fattori faccia bene a tutti: le imprese del settore, naturalmente, che hanno l’opportunità di far crescere il business, e le imprese consumatrici di energia, perché possono ridurre anche significativamente i costi di un fattore – l’energia, appunto – che pagano decisamente di più delle aziende dei paesi concorrenti.

Per la stessa ragione, l’associazione ha attivato anche un altro progetto, Energia meno cara, che permette alle imprese associate di ridurre i costi operativi per l’energia attraverso la partecipazione ai gruppi di acquisto promossi dall’associazione o mediante gare di fornitura organizzate ad hoc. Le opportunità, insomma, non mancano, tanto per le Pmi quanto per le grandi imprese e per quelle energivore in particolare: basta contattare lo Sportello Energia per cogliere quella più adatta a ciascuna dimensione aziendale.

Audit energetico: investire in risparmio

Tornando alla direttiva europea, quali sono gli adempimenti (che una volta tanto possono tradursi in vantaggi) previsti dal recepimento da parte dell’Italia?

Prima di tutto, dal 5 dicembre 2015 le grandi imprese e quelle energivore, indipendentemente dalla loro dimensione, dovranno ripetere l’audit energetico ogni quattro anni: un’occasione per identificare aree di efficientamento e quindi di risparmio.

Anche le piccole e medie imprese saranno coinvolte in un programma di diagnosi energetica, e per farlo potranno contare su bandi di cofinanziamento (saranno messi a disposizione 15 milioni euro all’anno per il periodo che va dal 2014 al 2020) affidati alle Regioni.

Ancora, le imprese che vogliono realizzare nuovi impianti di produzione di energia elettrica o di energia termica con potenza superiore a 20 MW termici e nuove reti di teleriscaldamento dovranno presentare un’analisi costi-benefici. E, contestualmente, il Ministero dello Sviluppo Economico avvierà, insieme ad altri enti, un’analisi sul territorio nazionale per identificare le aree con maggiore potenziale di sviluppo del teleriscaldamento, per indirizzare gli investimenti e semplificare i procedimenti autorizzativi.

Pubbliche amministrazioni e cittadini: sviluppare la cultura dell’efficienza energetica

Il decreto di recepimento prevede interventi anche per promuovere l’efficienza energetica negli edifici pubblici e privati, rafforzare il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica e diffondere sistemi di misura individuali e fatturazioni più precise e fondate sul consumo reale per i consumatori finali di energia: tutte disposizioni che mirano a far crescere la consapevolezza dei consumi energetici tra i cittadini.

A corollario, il provvedimento mette in campo anche altri due interventi ‘rafforzativi’.

Da un lato, prevede il lancio di un programma per la diffusione delle informazioni e per la formazione di imprese, pubbliche amministrazioni, cittadini e studenti, con la collaborazione delle associazioni di categoria, delle associazioni dei consumatori e delle Regioni,

Dall’altro, punta a rafforzare gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici della PA e a ridurre i consumi di energia nei settori dell’industria e dei servizi, istituendo il “Fondo nazionale per l’efficienza energetica”. Una specifica sezione del Fondo sarà dedicata a sostenere gli investimenti in reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

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