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Ecosostenibilità e innovazione: l’industria chimica al di là dei luoghi comuni

24 settembre 2014


Ecosostenibilità e innovazione...

Il 2 ottobre, in Assolombarda, si terrà il terzo appuntamento de “La chiMIca MI piace”, campagna di sensibilizzazione volta a valorizzare l’industria chimica italiana. Tra i testimonial aziendali anche Orange Fiber, impresa innovativa coinvolta nel progetto StartUp Town dell’associazione.

Sei domande ad Enrica Arena, fondatrice, insieme ad Adriana Santanocito, di Orange Fiber, una delle migliori startup italiane e un esempio di chimica innovativa. Orange Fiber sarà tra i protagonisti del convegno “Perché la chimica”, volto a promuovere la qualità delle imprese chimiche del nostro Paese. Il loro progetto è, infatti, una prova di come la ricerca sui nuovi materiali, sulle biotecnologie e sui principi di trasformazione dei materiali nell’industria chimica, ma con un occhio alla sostenibilità, può essere la chiave di volta per il rilancio tecnologico del settore nel comparto industriale italiano. Orange Fiber dimostra che oggi avvicinarsi all’industria chimica significa anche creare nuovi prodotti di eccellenza utilizzando materiali che altrimenti sarebbero smaltiti e valorizzando, in questo modo, sostenibilità ambientale e benessere personale. L’incontro “Perché la chimica?” del 2 ottobre nasce proprio con questo intento: mettere in evidenza i risultati di eccellenza che la chimica italiana è in grado di raggiungere e raccontare esempi virtuosi realizzati dal settore.

D: Estrarre cellulosa da scarti di agrumi, elemento principe della cultura siciliana, per produrre tessuti fortemente innovativi. Come è nata questa idea?

R: La nostra avventura è iniziata più o meno due anni fa a Milano, quando stavamo ultimando i nostri studi e condividevamo un appartamento. Adriana voleva diventare una fashion designer specializzata in tessile e sostenibilità e io volevo un lavoro che avesse a che fare con l’imprenditoria sociale e la sostenibilità. Tra un’ipotesi e l’altra, l’idea: e se potessimo utilizzare gli agrumi per creare un tessuto sostenibile e vitaminico? All’inizio, l’idea è nata dal surplus di produzione che non viene raccolto (25% della produzione totale), ma studiando e approfondendo abbiamo scoperto che in Italia, ogni anno, vengono prodotti più di 700.000 tonnellate di scarti industriali da lavorazione di agrumi.

E così Adriana ha iniziato a studiare i processi di trasformazione delle biomasse in tessuti per la sua tesi e ha sviluppato un’ipotesi di fattibilità che ha poi verificato e brevettato ad agosto insieme al Politecnico di Milano.
Sicuramente gli snodi più importanti degli ultimi mesi riguardano la vincita di diversi premi e il relativo ingresso a percorsi di incubazione ed accelerazione di startup che ci hanno molto aiutate a definire l’idea e a strutturarla in modo imprenditoriale. Mi riferisco a Changemakers for EXPO, il programma di accelerazione riservato alle 10 idee imprenditoriali sostenibili da sviluppare in vista di Expo 2015, al percorso Alimenta2Talent sostenuto dal Parco Tecnologico Padano e dal Comune di Milano e a Working Capital di Telecom Italia, presso l’acceleratore di Catania.

D: L’obiettivo finale è produrre tessuti vitaminici. In cosa consistono effettivamente?

R: Abbiamo sviluppato un processo per arricchire il tessuto con oli essenziali naturali che rilasciano vitamina C sulla pelle di chi lo indossa con finalità cosmetica, come indossare una crema. In generale, il nostro tessuto si inserisce nella categoria dei cosmetotessili, ovvero quei tessuti che grazie ad arricchimenti tecnologici, sono in grado di contenere e rilasciare principi attivi una volta che entrano in contatto con la pelle. Ad oggi, questo mercato è sviluppato soprattutto per produzioni di intimo.

D: Le idee imprenditoriali sono molte, ogni giorno nascono tante startup e non tutte riescono a emergere. Qual è l’elemento distintivo che vi ha permesso di farvi notare?

R: Credo che non esista una formula magica; quello che per noi ha funzionato è stato decidere di voler realizzare l’idea e non avere paura di farlo, “bussando a qualunque porta” come direbbe Adriana. Ma anche ascoltare i consigli di chi fa impresa da anni o conosce il mercato, senza lasciarsi demoralizzare ma trovando soluzioni nuove alle nuove sfide.

Sicuramente i valori che ci ispirano hanno molto contribuito all’appeal che ha avuto l’idea, mi riferisco alla sostenibilità e al riuso per soddisfare la domanda di tessuto a livello mondiale; in secondo luogo il voler portare valore nel luogo dove si è nati facendo leva su un’eccellenza regionale – gli agrumi – e nazionale – la tessitura, il benessere e la cosmetica naturale. Ultimo, ma non per importanza, l’essere un team composto da donne legate al proprio territorio ma con una visione globale e l’aver portato l’idea avanti autofinanziandoci e grazie al supporto di altre persone che hanno creduto come noi nel progetto.

D: Tra i tanti riconoscimenti ricevuti avete ottenuto anche il bollino di AdottUp entrando nella “Vetrina delle migliori idee” di Confindustria. Una visibilità che vi ha permesso di stringere un’importante partnership industriale, operativa e finanziaria. Qual è il valore aggiunto di questa collaborazione?

R: L’essere selezionate tra le startup presenti nella “Vetrina delle migliori idee” di AdottUp di Confindustria ci ha dato una serie di importanti possibilità di crescita e di sviluppo del prodotto. In una prima fase siamo state coinvolte in una serie di eventi e presentazioni del progetto che ci hanno messo in contatto con importanti realtà industriali ed imprenditoriali italiane. Successivamente, attraverso questo strumento, siamo entrate in contatto con i nostri primi due investitori privati. Entrambi imprenditori siciliani associati a Confindustria, contribuiscono al progetto – oltre che con l’apporto finanziario –  con un’iniezione continua di entusiasmo, professionalità e dedizione allo sviluppo delle attività strategiche e operative.

D: E i prossimi traguardi? Come vedete la vostra azienda tra qualche anno?

R: Ora che siamo arrivate al prototipo definitivo di tessuto il nostro primo obiettivo è andare in produzione creando un primo impianto in Sicilia. Per questo motivo ci stiamo concentrando sulla creazione di partnership industriali e sul consolidamento di quelle esistenti, sulla progettazione di una linea produttiva e accordi di filiera. Parallelamente, stiamo lavorando ai primi accordi commerciali per lanciare la prima collezione di tessuti con un brand di moda che condivida con noi i valori alla base del nostro progetto: sostenibilità, Made in Italy e benessere. Tra qualche anno ci auguriamo di aver consolidato la nostra presenza nel mercato dei tessuti innovativi e di iniziare una fase di internazionalizzazione del progetto.

Guarda la presentazione di Orange Fiber

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