Le imprese

Ecco perché investire sugli ITS conviene alle imprese

20 novembre 2017


Ecco perché investire sugli ITS conviene alle imprese

Una ricerca nata con l’obiettivo di capire quali sono i costi e i benefici dell’investimento delle aziende sugli ITS e fornire un modello di valutazione alle imprese.

La ricerca “Costi e benefici della partecipazione delle imprese ai progetti ITS” è stata elaborata nell’ambito del progetto “Focus on youth: develop ITS employability” promosso da Assolombarda e realizzato con il supporto di J.P. Morgan Chase Foundation. La ricerca è stata curata dalla Fondazione IRSO e intende – attraverso un’analisi sul campo – illustrare alle aziende i vantaggi derivanti dalla partecipazione a percorsi di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) e fornire un modello di valutazione economica dei potenziali ritorni. L’indagine è stata condotta in una prima fase su un campione di 228 aziende associate ad Assolombarda, mentre una seconda fase più approfondita ha coinvolto 40 imprese partner del sistema ITS.

Emerge subito un dato: solo il 36% delle imprese contattate conosce gli ITS e la loro offerta formativa. Che cosa sono, quindi, gli Istituti Tecnici Superiori? Sono percorsi di specializzazione tecnica di alto livello, progettati e realizzati in collaborazione con imprese, università, sistema scolastico e formativo. Solitamente hanno durata biennale e vi si può accedere con il diploma di istruzione secondaria superiore o con il diploma professionale conseguito al termine di un percorso quadriennale di Istruzione e Formazione Professionale, integrato da una certificazione IFTS.

Gli Istituti Tecnici Superiori sono 93 in tutta Italia, 18 in Lombardia. Nascono con l’obiettivo di garantire una formazione tecnica coerente con le richieste del mercato del lavoro e diventano strategici in un contesto in cui la disoccupazione giovanile raggiunge il 35,5% e si registra uno skill gap di 100.000 posti di lavoro non coperti per mancanza di competenze. Un gap che rischia di crescere a seguito dello sviluppo dei nuovi paradigmi produttivi dell’Industria 4.0, in uno scenario in cui non esistono ancora il 50% dei mestieri e delle professioni che ci saranno tra 5-10 anni.

Il sistema duale di formazione terziaria in Italia, seppur in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, ha sviluppato forme di collaborazione concrete tra sistema educativo e aziende. Le 93 Fondazioni che realizzano i percorsi di Istruzione Tecnica Superiore garantiscono ai propri diplomati un tasso di occupazione di circa l’80% ma contano solo 8.500 iscritti in tutto il Paese. In Germania, per dare un’idea del fenomeno, alle omologhe Fachhochschule sono iscritti 880.000 allievi.

Secondo la ricerca, investire nei percorsi ITS per un’azienda produce benefici su svariati fronti, valutabili non solo sul piano economico. I benefici tangibili partono dalla riduzione dei costi diretti di reclutamento e selezione e dei costi di formazione per sviluppare le competenze dei nuovi assunti. Si osserva poi anche una riduzione dei costi indiretti relativi alla perdita di opportunità di business derivanti dalla mancanza di specifiche competenze tecniche in azienda e di quelli relativi a una integrazione non immediata nel contesto aziendale durante la transizione dallo studio al lavoro.

Ma si parla anche di una migliore acquisizione di talenti e competenze con l’inserimento di giovani adeguatamente selezionati che permettono di ottenere nuove competenze per presidiare nuovi ruoli e mestieri emergenti. L’investimento in percorsi ITS permette anche di accedere al know-how scientifico, tecnico, didattico complessivo degli ITS, oltre all’attivazione di progetti su commessa di interesse aziendale, sviluppati assieme ai giovani e agli esperti della Fondazione ITS.

 

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