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E-Government

Ecco come l’e-government potrà far volare Milano

16 dicembre 2016


Ecco come l’e-government potrà far volare Milano

Interattività e co-produzione. Sono queste le parole d’ordine che l’associazione ha lanciato presentando la ricerca Crescita digitale ed opportunità per l’area Metropolitana di Milano.

La ricerca è la risposta a un imperativo categorico individuato da Assolombarda: Milano deve diventare una città smart e digitale. Per aumentare la produttività del lavoro, generare nuovi business e maggiore redditività, cogliere opportunità di cambiamento, attrarre investimenti internazionali.

Per ottenere questo risultato, sono indispensabili servizi di e-government efficienti e facilmente accessibili. La Milano di oggi, però, è ancora ben lontana da tutto ciò. Infatti i cittadini attribuiscono agli attuali servizi di e-government un valore abbastanza basso. Ma cambiare è possibile. Per questo motivo, l’associazione ha deciso di offrire al Governo della città, attraverso la ricerca, alcune proposte e la radiografia della situazione, a Milano e in due città individuate come best practice: Barcellona e Monaco di Baviera.

La ricerca. Promossa e condotta con Sda Bocconi School of Management, lo studio ha coinvolto da Gennaio a Novembre 2016 gli stakeholder del territorio (cittadini, imprese, società civile) e i referenti della Pubblica Amministrazione attorno ai temi dell’e-government. Lo scopo è di fornire al Governo di Milano strumenti per “leggere” gli input degli attori chiave sul territorio, da utilizzare per definire la propria value proposition.

Tre gli obiettivi della ricerca:

  • cogliere fra cittadini e imprese gli ambiti di smartness più rilevanti su criteri di rilevanza/adeguatezza;
  • analizzare una selezione di servizi di e-governement su criteri di rilevanza/adeguatezza, uso, accessibilità e grado di integrazione;
  • analizzare e comparare i modelli di sviluppo urbano sostenibile e digitale di Milano, Monaco e Barcellona per individuare quali siano le rispettive best practice e suggerire alla Pubblica Amministrazione milanese prassi e metodologia da mutuare dalle “concorrenti” (sul terreno dell’attrattività competitiva) tedesca e spagnola.

 

Lo studio presentato è, quindi, uno strumento operativo che l’associazione offre alla città per dialogare con la PA attorno agli strumenti utili in fatto di e-governement per delineare un business model tagliato sulla Milano del futuro prossimo.

A questo proposito Gianfelice Rocca, Presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, ha sottolineato come la digitalizzazione sia un fattore abilitante essenziale verso una Milano pienamente smart. A questo tema, infatti, l’associazione ha dedicato, nell’ambito del Piano Strategico Far Volare Milano, il progetto ‘e-Government’ di cui la ricerca costituisce un tassello centrale.

L’intento è di sviluppare il dialogo e la collaborazione con la Pubblica Amministrazione per delineare una nuova visione. Se è vero infatti che Milano ha saputo innovare virtuosamente in fatto di sostenibilità ambientale e mobilità grazie all’Ict, così come è vero che essa ha dimostrato di essere città capace di governance partecipata, ancora molto si deve fare. Dalla ricerca è infatti emerso che cittadini e imprese chiedono una città ancor più partecipata, più interattiva.

I punti critici che si evidenziano dalla ricerca. Dalla ricerca emerge che i servizi di e-government attualmente attivi a Milano funzionano come dei “silos” che non comunicano fra loro. Tra le più evidenti criticità c’è quella di una interazione digitale troppo tradizionale. Infatti l’accesso alle piattaforme elettroniche della PA non è solo molto limitato – sul totale del campione solo il 47% delle imprese e il 61% dei cittadini cliccano sul sito del Comune – ma esso viene utilizzato quasi esclusivamente per reperire info: dal 78%, per quanto riguarda le imprese, e l’88% sul versante dei cittadini. Dunque quando si scende sul terreno dell’erogazione, il modello risulta riflettere la struttura organizzativa interna o delegata a terzi.

Emerge inoltre come il valore percepito dai cittadini nell’interazione digitale sia molto basso. L’analisi dei servizi e-Governement (Fascicolo Sanitario Elettronico, Servizio di tesoreria, Servizio di lavoro e previdenza) restituisce un gap elevato tra rilevanza e adeguatezza. I servizi vanno dunque ripensati. Le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie nell’e-Government – come dimostra ad esempio positivamente il caso della fatturazione elettronica destinato al mondo delle imprese – non si dispiegano e non sono colte appieno.

Che fare? Ecco alcune proposte che l’associazione offre al Governo della città sulla base dei risultati della ricerca.

Progettazione strategica dei servizi in collaborazione con altri soggetti pubblici e coinvolgimento di privati, per uscire dalla logica a silos, avere interoperabilità tra i database, adottare le migliori tecnologie sul mercato che garantiscono efficienza dei servizi.

Ascolto costante di tutti i fruitori dei servizi, cittadini e imprese, per garantire allineamento tra l’offerta dei servizi e la domanda.

Allocazione di risorse economiche finalizzate e dedicate alla realizzazione dei servizi.

Creazione di cruscotti con lo stato di avanzamento della progettazione dei servizi digitali. Questi strumenti dovrebbero essere pubblici, messi online a disposizione di cittadini e imprese.

Modelli di lavoro quali la piattaforma e015 (già usata con successo in occasione dell’Expo) per la definizione di standard di interoperabilita a disposizione di tutte le imprese che vogliono partecipare alle gare per la realizzazione di servizi di e-government.

Coinvolgimento delle imprese e associazioni di imprese nella definizione degli standard in una logica precompetitiva.

 

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