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Eccellenze, vocazioni e sfide: nasce Osservatorio Milano

5 maggio 2017


Eccellenze, vocazioni e sfide: nasce Osservatorio Milano

Uno strumento per misurare l’attrattività e la competitività di Milano sullo scenario europeo. Con questo obiettivo è nato Osservatorio Milano.

Lo studio, nato come idea dell’Advisory Board del Presidente Rocca, è stato realizzato da Assolombarda e dal Comune di Milano in collaborazione con i principali Centri Studi della città. Sono stati presi in considerazione 214 indicatori raccolti in 3 sezioni: Attrattività e reputazione, 8 obiettivi trasversali e abilitanti per le città (dinamiche sociali ed equità, accessibilità, sviluppo urbano e green, città smart, tempo libero, capitale umano qualificato, Pa e cittadini, innovazione e startup) e le 5 vocazioni riconosciute a Milano (scienze della vita, agroalimentare, manifattura 4.0, arte cultura e design e finanza). I dati per oltre 100 dei 214 indicatori sono stati elaborati ad hoc. Lo studio è stato condotto in maniera comparata con i centri urbani di quattro regioni europee a maggiore vocazione economico produttiva, come Barcellona, Lione, Monaco e Stoccarda.

Tutto questo è in linea con il metodo dato dalla presidenza Rocca alla nuova Assolombarda, dove gli obiettivi sono definiti e misurabili all’interno di un piano strategico pluriennale. E dove l’imperativo è trasformare l’informazione in conoscenza, e la conoscenza in conoscenza attivabile.

Ma cosa emerge dai primi dati raccolti dall’Osservatorio? Ne esce l’immagine di un’area metropolitana con una struttura economica robusta e diversificata e che gode di un’elevata reputazione in ambito internazionale. Tra i quattro benchmark presi in considerazione i competitor di Milano sono Monaco e Barcellona: Lione e Stoccarda, pur mettendo in mostra singole eccellenze, nel complesso hanno performance inferiori.

Monaco e Barcellona rappresentano due modelli diversi, verso i quali Milano sembra comunque avvicinarsi allo stesso tempo: da una parte la città tedesca con una forte dimensione tecnico-scientifica rivolta all’attrazione dei talenti e all’innovazione; dall’altra parte la città catalana che presenta una ricchissima offerta turistica e nell’ambito fieristico e dell’entertainment. Milano è attrattiva per le multinazionali, per la fascia altissima del mercato immobiliare commerciale e per i grandi eventi fieristici, ma deve inseguire Monaco sulla capacità di attrarre i talenti e Barcellona su quella di attrarre turisti.

Il capoluogo lombardo esprime punti di forza anche nel campo dell’istruzione sia in ambito universitario con 8 istituti di assoluto prestigio che per quanto riguarda l’istruzione secondaria con i risultati ottenuti nelle prove del Programma per la valutazione internazionale degli allievi (PISA). Le note dolenti rispetto alle concorrenti arrivano invece con il peggior tasso di occupazione giovanile (18,8 per cento) e con la minore fetta di popolazione laureata nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 34 anni (29,5 per cento).

“Occorre ora allineare le azioni in funzione di una visione strategica e definire traiettorie prioritarie di sviluppo per poter aspirare ad essere una città globale nel mondo – commenta Gianfelice Rocca, Presidente di Assolombarda Confindustria Milano e Monza – noi abbiamo proposto la visione di Milano Città STEAM, (S come Science, T come Technology, E come Engineering&Environment, A come Arts, M come Manufacturing) nella quale il capitale economico si somma a quello scientifico-tecnologico ed estetico. Trasversale a tutti e con effetto moltiplicatore, il capitale sociale ambrosiano”.

“Ai giovani Milano può offrire tanto, a partire dalle università, ma mancano le case – è invece la proposta del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante la presentazione dei lavori di Osservatorio Milano – È ignobile che ci sia tutto questo “nero” e tante case sfitte. La mia idea è di creare un’agenzia che lavori sull’housing universitario”. Dallo studio, infatti, emerge anche un ambito nel quale Milano è, soprattutto in prospettiva, in ombra: quello dell’equità sociale e del capitale giovanile. La città soffre rispetto alle concorrenti nel capitolo dell’inclusione sociale a causa della disoccupazione di lunga durata e di tassi di abbandono scolastico più alti.

 

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One thought on “Eccellenze, vocazioni e sfide: nasce Osservatorio Milano”

  1. Giuseppe scrive:

    L’imperativo è trasformare l’informazione in conoscenza, e la conoscenza in conoscenza attivabile.
    Come è possibile con lavoratori precari e temporanei??????
    Provate a chiedere a Mandrake il mago.

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