Le imprese

E-commerce, il made in Italy corre sempre di più su Internet

4 maggio 2017


E-commerce, il made in Italy corre sempre di più su Internet

Crescono le vendite via web di prodotti italiani, moda in testa. È stata raggiunta la quota di 7,5 miliardi di euro. Tuttavia il peso sul totale delle esportazioni è ancora basso e poche sono le imprese che vi si approcciano. Buone prospettive dai mercati esteri, Cina in testa.

Il made in Italy viaggia sempre più in rete: 7,5 miliardi di euro di vendite tramite e-commerce nel 2016, con un balzo in avanti del 24% in due mesi. Tuttavia vendere i beni italiani via Internet è una pratica ancora di nicchia, tanto che la voce e-commerce pesa il 6% del totale delle vendite italiane all’estero. E inoltre non è semplice arrivare a destinazione, perché i mercati più redditizi, come la sconfinata Cina con il suo numero sempre più alto di internauti, e gli Stati Uniti, richiedono investimenti e il superamento di una serie di ostacoli burocratici.

Le imprese italiane vendono ancora poco online e per lo più lo fanno attraverso grandi piattaforme straniere.

“In uno scenario internazionale altamente competitivo, con consumatori sempre più inclini all’uso delle tecnologie digitali, l’adozione dell’e-commerce come canale di vendita all’estero può risultare una scelta vincente, utile a sostenere la crescita dell’export italiano – afferma Riccardo Mangiaracina, direttore Osservatorio Export della School of Management del Politecnico di Milano -. In Italia l’utilizzo dei canali e-commerce per esportare è un fenomeno recente: sono in crescita i volumi ed aumenta la consapevolezza delle opportunità. Ma sfruttare le occasioni fornite dall’export digitale non è semplice: occorrono preparazione, competenze, propensione al cambiamento e adeguati investimenti”.

Il Politecnico di Milano ha interrogato un campione di cento aziende italiane per capire come affrontano la vendita online dei propri prodotti. Emerge che solamente il 5% si affida al solo canale di e-commerce, mentre un 30% sceglie se andare esclusivamente in Internet o soltanto in negozio in base al mercato di destinazione e il 15% mescola i due canali. L’adesione ai canali di e-commerce è recente: circa la metà vende online da non più di due anni e un quarto lo fa da un anno soltanto. Mentre il 64% delle imprese che ancora non pratica e-commerce intende farlo in futuro e almeno la metà si muoverà nei prossimi tre anni.

Non è il solo canale online a rallentare la propensione delle imprese italiane all’export. In generale, il 45,5% delle 210mila aziende esportatrici del Belpaese vende fuori dai confini nazionali meno del 10% del fatturato, mentre il 10,3% esporta il 75%.

Come spiega Lucia Tajoli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Export, “l’export italiano è ancora molto concentrato nei mercati maturi, verso una maggiore diversificazione geografica. Se Germania e Stati Uniti restano i Paesi più attrattivi, Emirati Arabi, Cina, Corea del Sud e Paesi Asean possono rappresentare partner commerciali particolarmente importanti e dinamici, seppure con la dovuta attenzione ai fattori di rischio presenti in questi mercati”.

I 688 milioni di internauti fanno della Cina il Paese con il più alto numero di utenti web al mondo. Un cinese ogni tre effettua acquisti attraverso computer o telefonini, tanto che il Dragone pesa per oltre il 45% del mercato mondiale dell’e-commerce. “La Cina è un Paese con un alto potenziale di crescita per l’export digitale italiano, ma la scarsità di indicazioni pratiche su come accedere efficacemente a questo mercato e l’incertezza sui ritorni dall’investimento possono costituire un limite alla vendita – rileva Lucio Lamberti, Senior Advisor dell’Osservatorio Export -. Esistono almeno sei alternative per esportare online in Cina: identificare il modello più idoneo alle proprie caratteristiche è determinante per il successo dell’iniziativa. Indipendentemente dal settore di appartenenza e dalla piattaforma utilizzata, però, l’investimento in export digitale verso la Cina risulta profittevole nel medio periodo, ma un ruolo chiave è giocato dallo sforzo di marketing profuso e dall’impatto sulle vendite”.

 

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
Le imprese
La sfida dell’e-commerce

9 novembre 2016

È uno dei fenomeni economici globali più rilevanti dell'ultimo decennio e sempre più aziende lo …
Le imprese
Industria alimentare: nel 2015 l’export vola

9 marzo 2016

Secondo l’analisi Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero 2015, le esportazioni alimentari Made …
Le imprese
Come Internet può aiutare a ridurre l’inquinamento

14 settembre 2015

Si parla sempre più spesso di green economy e sostenibilità ambientale, ma sai che Internet …