Le imprese

Dubai accende i motori verso l’Expo 2020. Ecco le opportunità per le imprese

9 febbraio 2017


Dubai accende i motori verso l’Expo 2020. Ecco le opportunità per le imprese

In costruzione decine di infrastrutture milionarie, oltre al sito espositivo che aprirà il 20 ottobre 2020: metropolitane, treni iperveloci, grattacieli, aeroporti e città. 

Le imprese italiane possono prendere casa nelle zone franche per sviluppare i propri affari.

 Il volto di Dubai è destinato a cambiare nei prossimi anni. L’Esposizione universale del 2020, che sarà organizzata proprio dall’Emirato, è lo stimolo per un colossale piano di infrastrutture, costruzioni e servizi, che hanno l’obiettivo di fare di Dubai e, più in generale, degli Emirati arabi uniti una delle regioni più avveniristiche del mondo.Hyperloop Un esempio su tutti, la prima rete del treno Hyperloop, ossia il treno iperveloce. In un futuro Dubai e Abu Dhabi, che oggi distano un’ora e mezza di strada nel deserto, saranno raggiungibili in dodici minuti. Più canonica è la metropolitana che sarà scavata a Dubai per raggiungere il sito dell’Esposizione universale e che pure cambierà la vita e il modo di viaggiare di 240mila persone.

L’Expo di Dubai aprirà il 20 ottobre 2020 e chiuderà i battenti il 10 aprile 2021. Il tema scelto dagli emiri è “Connecting minds, creating the future”, connettere le menti, creare il futuro. Un tema fortemente legato al mondo 4.0, dove le connessioni, siano reti internet, infrastrutturali, neurali, sono alla base dello sviluppo. E d’altronde connessione era anche il nome antico della stessa Dubai: Al Wazl.

Ice ha spiegato che l’Expo di Dubai genererà 17 miliardi di dollari di incassi, a fronte di 8 miliardi di investimenti per la costruzione, e stimolerà tra 100 miliardi e 150 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri. Il Fondo monetario internazionale ha calcolato che l’Expo farà aumentare il Pil degli Emirati arabi nell’ordine del 2-3% annuo. Sono attesi 25 milioni di visitatori, di cui il 70% dall’estero, perciò i cantieri interesseranno anche la costruzione di residenze, alberghi, residence e strutture per ospitare i viaggiatori che gli emiri contano di accogliere nel 2020. Città della saluteI primi 47 contratti per la costruzione saranno assegnati quest’anno, hanno annunciato nei giorni scorsi gli organizzatori, e altri 98 appalti coinvolgeranno servizi e lavori che non hanno direttamente a che fare con il mattone. Expo darà lavoro a 270mila-300mila persone, di cui il 40% nella filiera del turismo. Gli emiri contano di chiudere i lavori più pesanti già nell’ottobre del 2019, ossia con un anno di anticipo rispetto all’inaugurazione dell’evento, e di tenere a disposizione 12 mesi per le finiture e la messa in funzione della macchina espositiva.

Assolombarda ha organizzato un seminario per prendere le misure con l’immenso giro d’affari che sarà stimolato dall’Esposizione universale emiratina e per affiancare le aziende nei loro interscambi con l’estero. Oltre ai padiglioni, infatti, il programma infrastrutturale degli Emirati offre molte opportunità. Vicino al sito, ad esempio, sarà ampliato l’attuale aeroporto di Al Maktoum, per farne uno scalo capace di gestire, nella prima fase di intervento, fino a 120 milioni di passeggeri in un anno. Al di fuori dello scalo si sta costruendo una nuova città, Dubai South, che gli emiri vogliono trasformare nella metropoli della felicità. Ossia un luogo in cui tutto ciò che rende più agevole la vita, confortevole la città e piacevole il tempo libero, non possa mancare per il milione di abitanti che i costruttori si attendono.Torre di Calatrava

Davanti al fronte del porto stanno sorgendo la nuova torre di Calatrava, che sarà il futuro grattacielo più alto del mondo, la Aladdin City, un complesso residenziale ispirato alla favolistica mediorientale. E ancora: musei, il centro commerciale più grande del mondo, un’intera città della salute. Ice stima che nel settore segmento alberghiero Dubai investirà nei prossimi sei anni 7 miliardi di euro per aggiungere 81mila stanze e 45mila case. L’energia verde passerà dal 7% sul fabbisogno totale del 2020 al 75% del 2050, con 200 miliardi di dollari di investimenti, di cui 155 miliardi nel solare. Arriveranno anche 16 centri commerciali per un controvalore di 4 miliardi di dollari. E secondo la banca di investimenti Alpen Capital l’industria sanitaria crescerà del 12,7% entro il 2020, grazie a quasi 20 miliardi di investimenti. Gli Emirati vogliono diventare anche la Mecca del turismo sanitario, con un’offerta che toccherà 13.800 letti. Ma anche sicurezza, educazione, arredo e moda possono essere sbocchi per l’imprenditoria italiana. Aladdin City

I consigli sono di non fare missioni mordi e fuggi, ma di radicarsi nel territorio, avere un approccio culturale adeguato agli usi e alle tradizioni locali, rispettare i tempi emiratini, ossia essere veloci nel corrispondere alle loro richieste ma avere pazienza per un feedback, dotarsi di una documentazione in inglese, tradotta correttamente.

Le leggi federali degli Emirati non consentono alle società straniere di agire individualmente nell’area. Chi vuole fare affari deve aprire una società di diritto locale e la maggioranza deve essere in mano a un azionista emiratino. Per lasciare spazio alle imprese stranieri gli Emirati si sono dotati di zone franche. Una free trade zone è stata aperta al Dubai Airport: Dafza. All’interno di questo complesso di quindici palazzi, che già offre uffici a 1.600 aziende, la società resta al 100% del titolare estero, con la possibilità di rimpatriare i profitti e l’esenzione dalle tasse societarie e da quelle sui guadagni. Inoltre non ci sono limiti al possesso di valuta e alla provenienza della forza lavoro, anzi Dafza si impegna a fornire i permessi di soggiorno nello stesso pacchetto per gli uffici.

 

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