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Diplomazia economica, un’intesa per le imprese lombarde nel mondo

14 dicembre 2018


Diplomazia economica, un’intesa per le imprese lombarde nel mondo

Accordo tra Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Assolombarda e Confindustria Lombardia.

Cresce l’impatto di ambasciate e consolati in favore dell’internazionalizzazione delle imprese e il ruolo di Milano come centro nevralgico della diplomazia economica.

Una collaborazione più strutturata tra Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Assolombarda e Confindustria Lombardia con l’obiettivo di supportare l’internazionalizzazione delle imprese lombarde: questo il contenuto dell’accordo firmato da Vincenzo De Luca – Direttore Generale per la Promozione Sistema Paese Ministero Affari Esteri, Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda e Marco Bonometti, Presidente Confindustria Lombardia, in occasione della presentazione del  Rapporto 2018 sull’impatto della diplomazia economica nel mondo. L’analisi “Il sostegno della Farnesina alle imprese italiane: quale impatto sulla crescita del Paese” è stata realizzata dalla direzione generale per la promozione del Sistema Paese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in collaborazione con Prometeia per misurare il valore economico generato in Italia grazie all’attività delle ambasciate e consolati italiani nel mondo a favore delle imprese.

“Come business community milanese avvertiamo che le rappresentanze italiane all’estero giocano un ruolo sempre più rilevante nella diplomazia economica – afferma Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda – Sappiamo anche che molto è ancora da fare e che ci compete un ruolo più proattivo verso la Farnesina e le nostre rappresentanze all’estero. Questo è il senso della dichiarazione di intenti che Assolombarda ha firmato: un impegno reciproco di conoscenza, per far in modo che le nostre rappresentanze diplomatiche diventino interlocutori privilegiati delle imprese italiane che operano all’estero, ma anche per far sì che Ambasciatori e Consoli conoscano le peculiarità dei sistemi produttivi locali, eccellenze spesso senza grandi nomi ma che sono la forza del nostro tessuto produttivo. Come business community siamo a disposizione del nostro Paese. All’estero sono presenti oltre trentacinque mila imprese partecipate da imprese italiane e in Italia sono più di tredicimila le imprese a partecipazione estera. Parliamo quindi di quasi cinquantamila attori economici che fungono da connettori internazionali. Di questi, più del 20% ha sede a Milano, più di 1/3 in Lombardia: imprese che possono dare un contributo concreto all’intesa che abbiamo firmato oggi”.

Lo studio realizzato da Prometeia si concentra sulle gare internazionali aggiudicate ad aziende italiane e su altri contratti conclusi all’estero nel 2017. L’analisi, per il secondo anno consecutivo, ha misurato anche l’impatto dell’attività per la rimozione di barriere non tariffarie. Per quanto riguarda l’impatto dei progetti relativi alle gare d’appalto, l’analisi ha rilevato 785 progetti, del valore complessivo di 51 miliardi di euro, avviati in oltre 80 paesi da 240 aziende italiane per un totale di ricavi a favore delle imprese pari a 23 miliardi di euro. Se si considera l’ultimo quadriennio, le aziende italiane hanno vinto gare e firmato contratti, beneficiando dell’attività di assistenza della rete diplomatico-consolare, per 2.140 progetti che hanno generato ben 114 miliardi di euro di ricavi a favore delle nostre imprese.

Le forme di accompagnamento attuate da ambasciate e consolati nel mondo a beneficio delle aziende italiane sono state principalmente legate a interventi nei confronti delle autorità locali per la risoluzione di controversie (34,1%), sensibilizzazione delle autorità locali in relazione alla partecipazione alle gare d’appalto (32,6%), accompagnamento nello sviluppo di business con le autorità locali (30,1%); e attività di orientamento al mercato (18,9%). Dal punto di vista geografico, invece, l’area sulla quale si sono concentrati il maggior numero di progetti che hanno visto il coinvolgimento della rete diplomatico-consolare è il Nord Africa e Medio Oriente con un totale di 220 operazioni di aziende italiane per un valore di poco inferiore ai 10 miliardi di euro. A seguire l’Europa (con 114 progetti) e l’Asia (con 98 progetti per un valore totale di quasi 19 miliardi di euro). Le aziende assistite appartengono in modo particolare a servizi, meccanica, costruzioni, commercio ed elettronica e nel 49% dei casi sono di dimensioni piccole e medie. Rispetto alla rilevazione dello scorso anno, si evidenzia peraltro una positiva crescita del valore dei progetti aggiudicati alle Pmi (dal 15% al 30%).

È andata avanti con buoni risultati anche per il 2017 l’attività condotta dalle ambasciate in raccordo con i ministeri tecnici (Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute e Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo) per la rimozione di barriere non tariffarie sui mercati esteri. Oltre al complesso lavoro diplomatico che viene svolto sui tavoli negoziali per i grandi accordi commerciali, che consentono alle imprese italiane di allargare i propri orizzonti di mercato, esiste una sfera di attività che concerne la rimozione di singole barriere all’ingresso dei mercati, determinate da standard tecnici o sanitari e fitosanitari.

L’analisi di questa complessa attività ha evidenziato oltre 100 interventi effettuati su un totale di 22 settori in 35 mercati che hanno avuto come esito la rimozione di misure non tariffarie. La stima econometrica prende in considerazione il differenziale tra aumento dell’export effettivo e potenziale (ossia l’aumento di esportazioni che si avrebbe mantenendo la misura in essere) nei 22 settori coinvolti dalla rilevazione, la maggior parte legati all’agroalimentare. L’export incrementale, che così si genera, è stato stimato in 19,8 milioni di euro nel 2017 per le misure su cui ambasciate e amministrazioni tecniche sono intervenute l’anno precedente.

Più in generale, il valore aggiunto generato in Italia dai progetti esteri sostenuti dalla Farnesina nel 2017, considerando anche gli effetti indiretti e indotti, è stato di quasi 16 miliardi di euro, pari all’1% del Pil, 6,1 miliardi di euro di gettito fiscale e 238.000 posti di lavoro. Per ogni euro di valore aggiunto creato nelle imprese coinvolte in progetti supportati dalla Farnesina si generano nell’economia italiana 2 euro in aggiunta a quello creato direttamente, grazie all’effetto su filiera e indotto. Il moltiplicatore del valore aggiunto risulta pari a 3 e superiore a quello rilevato dalle edizioni precedenti, indicativo di un sostegno a progetti con filiere italiane più lunghe.

 

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