Digital Transformation

Digital Transformation – Social media: promozione digitale e differenze

17 marzo 2016


Digital Transformation – Social media: promozione digitale e differenze
Share on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterShare on Facebook

Per qualunque impresa, in particolare per quelle che offrono prodotti o servizi B2C, l’essere presenti in maniera funzionale, efficace e puntuale sui social media è diventato un imperativo.

Andiamo ad approfondire i contesti dei principali social network e le loro specificità.

Nota: essendo un articolo divulgativo, ho semplificato quanto più possibile i concetti ed evitato di utilizzare terminologie complesse: non me ne vogliano i professionisti di questo settore, che potranno sicuramente più e meglio di me integrare quanto sotto con puntuali e specifici riferimenti tecnici.

Le caratteristiche dei social media

Le caratteristiche chiave dei social media sono riassumibili in 5 pilastri fondamentali:

  • semplicità. Si tratta di strumenti alla portata di tutti, una volta apprese le dinamiche di contesto e utilizzo di base;
  • portata innovativa. Si tratta di strumenti che, semplicemente, prima non c’erano, e che permettono nuove modalità d’interazione con gli utenti;
  • economicità. I social media permettono di avere buoni risultati a fronte di cifre spese relativamente contenute;
  • impatto. Ovvero: strumenti che hanno un’ampia portata in termini di audience raggiungibile e mercato totale;
  • efficacia. Si tratta di strumenti con un alto ROI potenziale, ossia un alto ritorno sull’investimento potenziale.

 

Facebook, il network generalista

È il principale social network occidentale. Con più di un miliardo e 350 milioni di utenti, ha la stessa popolazione dell’attuale Cina. Utilizzato quotidianamente da centinaia di migliaia di individui anche in Italia (circa il 50% della popolazione), è considerato a tutti gli effetti la più precisa e potente piattaforma di targeting advertising (pubblicità mirata) esistente. La tipologia di utenti è mista: dai 13 ai 60+ anni, ogni nicchia tematica è servita e la piattaforma si sta ritagliando un ruolo sempre più importante come fonte di informazione generalista.

Twitter, per le notizie in tempo reale

È il secondo principale social network. A differenza di Facebook, è un social asimmetrico: non necessariamente chi seguite seguirà voi e viceversa. È utilizzato principalmente da aziende, giornalisti e celebrità, ma anche dalle persone comuni per reperire informazioni o veicolare pareri in 140 caratteri. La caratteristica principale della piattaforma è data dalla velocità: gli scambi avvengono su una timeline cronologica e non c’è filtraggio dei contenuti visualizzati – sempre a differenza di Facebook – da parte di algoritmi.

LinkedIn, il social network professionale

È il terzo principale social network. Si distingue per il suo utilizzo di natura squisitamente professionale. Pur essendo il meno vivace dei tre in termini di utilizzo quotidiano e di engagement da parte degli utenti, merita un’attenzione particolare perché funziona a tutti gli effetti da canale istituzionale di comunicazione tra l’azienda e la rete di professionisti che la seguono.

Altri social: da Instagram a Pinterest, passando per Snapchat

Alcuni altri social network possono risultare rilevanti per ingaggiare particolari audience. Per esempio, YouTube può essere utile per avvicinare un pubblico più giovane, così come Snapchat, mentre Pinterest è interessante per relazionarsi con quello femminile.

In generale, ricordate che ogni social network ha un costo di mantenimento: meglio scegliere i principali (o solo alcuni) ed assicurarsi di seguirli in maniera efficace e quotidianamente, onde evitare il tipico effetto “cattedrale nel deserto”, che rischia di essere a tutti gli effetti controproducente.

Dove e come investire?

Ora che abbiamo chiarito quali sono i principali social e le loro specifiche audience, così come le caratteristiche, è importante capire quali sono le due tipologie di investimento fondamentali per costruire una brand awareness funzionale all’attività commerciale.

Numero uno: investire su un buon social media manager. Molte aziende commettono l’errore di affidare dei canali di comunicazione disintermediata importanti come i social a stagisti che, essendo appena entrati nel mondo dell’impresa, possono trovarsi non preparati a gestire una crisi o un feedback pubblico negativo.

Numero due: impostare un budget e cominciare ad effettuare degli investimenti pubblicitari mirati. Come scrivevo prima, si possono ottenere grandi risultati creando delle campagne mirate in maniera corretta.

L’esempio. Il social media manager di una startup della moda, che produce un particolare tipo di orologi dedicati al pubblico maschile ed altamente personalizzabili, decide di inaugurare la propria presenza social. Dopo aver aperto le proprie pagine pubbliche su Facebook, LinkedIn e Instagram, le organizza in maniera tale da pubblicare su LinkedIn gli annunci per le posizioni ancora vacanti nell’organico.

Su Instagram e Facebook, invece, imposta un mix di foto “ispirazionali” (che catturano l’attenzione dell’utente e rendono il seguire la pagina del brand più leggero) e vere e proprie promozioni del prodotto. Dopo aver concordato un budget con il CEO, e utilizzando Facebook Advertising, sponsorizza particolari promozioni e aumenta la visibilità della pagina così come dei singoli post, portando a potenziali nuove vendite e margini per la startup.

Ed è tutto! Grazie per la lettura. La prossima settimana parleremo di Digital Transformation nella PA e di come può aiutare le imprese ad operare meglio.

Andrea Latino

25 anni, attualmente è Innovation Manager in Altea Digital, gruppo Altea Federation. Precedentemente ha lavorato per 5 anni in maniera indipendente come digital strategist e consulente politico. Tra i suoi clienti hanno figurato imprese multinazionali, agenzie governative, media company nazionali, personalità politiche apicali e brillanti startup. Scelto per far parte della rete dei giovani ad alto potenziale del World Economic Forum, i Global Shaper, è stato selezionato tra i primi 100 Digital Champion locali dal Campione Italiano. Repubblica, nel maggio 2015, lo ha inserito nella lista dei 20 giovani under 30 in grado di cambiare l’Italia.

Leggi anche:

“Digital Transformation: l’onda perfetta che porta le imprese nel futuro”

“Digital Transformation: strumenti pratici per l’ufficio”

– La Digital Transformation: strumenti di produttività personale

 

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
E tu, quanto sei digital?

16 maggio 2016

Nasce il servizio Digital Checkup di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, che mappa il …
Personal Development Digitale: risorse e utilità

2 maggio 2016

Con l’avvento di Internet l’accesso alla cultura è stato democratizzato. Non è mai esistita un’epoca …
PA e Digital Trasformation: strumenti attuali e sviluppi

6 aprile 2016

Il rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese è una delle chiavi della competitività di …