Le imprese

Digital export: guardare oltre il recinto per sviluppare il business

10 dicembre 2014


Digital export: guardare oltre ...

Viaggio alla scoperta delle potenzialità dell’e-commerce che, grazie alla presenza sui canali digitali, si sta imponendo come nuova frontiera del business. Trasformando anche il modo di esportare.

E-commerce, un mondo di vantaggi

Il commercio elettronico, o e-commerce, si è sviluppato al punto da diventare una delle leve strategiche per l’economia mondiale. Nel solo 2013 ha raggiunto un valore di 1.173,5 miliardi di euro.

Quanti sono, oggi, i consumatori online? Nel mondo si contano 1,2 miliardi di persone che fanno acquisti senza metter piede in un negozio, in un grande magazzino o in un centro commerciale. 300 milioni sono in Cina, 360 milioni in Europa; e quasi un terzo di questi ultimi sono consumatori cross-border: si trovano in un paese e acquistano in un altro.

La geografia del digital export

Disegnare la cartina del commercio elettronico è difficile, perché si tratta di una realtà in divenire.

Se la sua rilevanza è evidente nei mercati più maturi come Europa (363 miliardi di euro nel 2013, + 16.3% rispetto al 2012) e Nord America (333 miliardi nel 2013, + 6% rispetto al 2012), infatti, il progresso è evidente anche nei paesi emergenti e in via di sviluppo. E sono proprio queste le aree con il potenziale di sviluppo maggiore (la Cina, ad esempio, fattura già 247 miliardi di euro con il commercio elettronico e ha una potenzialità di crescita vicina al 95%). Dove non esiste una rete fissa, in particolare, si comunica quasi solo via smartphone: potenzialmente, i consumatori sono sempre connessi.

I campioni del vecchio continente

In Europa la parte del leone (70-80% dei volumi) la fanno i venditori inglesi, tedeschi e francesi, mentre Italia e Spagna sono ancora alle battute di partenza.

Inoltre, nel 2013 le transazioni cross-border, quelle in cui chi acquista e chi vende si trovano in paesi diversi, hanno rappresentato il 13% del totale; e le prospettive per i prossimi anni indicano un incremento del 21% annuo.

Prospettive e potenzialità dell’Italia

Oggi, su 100 cittadini europei che fanno shopping in altri paesi dell’Unione, 27 comprano in Germania, 24 in Gran Bretagna, 14 in Francia e solo 4 in Italia. Segno che le aziende italiane hanno ampi margini di recupero, soprattutto se puntano sui mercati giusti.

Per le loro caratteristiche, i canali commerciali digitali più interessanti per noi guardano verso Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna, Russia, Turchia, Giappone e Cina: mercati che in gran parte, tra l’altro, le nostre imprese presidiano già in modo tradizionale.

Tutti pazzi per il Made in Italy

Inoltre, non bisogna sottovalutare il fatto che il commercio online offre ottime prospettive per i cosiddetti BBF, i beni ‘Belli e Ben Fatti': prodotti di consumo di fascia medio-alta dei settori alimentare, arredamento, abbigliamento, calzature, occhialeria e oreficeria.

Il made in Italy – che si caratterizza per il design, la qualità elevata dei materiali e delle lavorazioni e un forte contenuto evocativo di storia, arte, tradizione e cultura – ha infatti un’attrattività fortissima per gli acquisti della nuova classe media che si va formando anche nei paesi emergenti.

A questo proposito il Centro Studi Confindustria (che con Prometeia cura il rapporto annuale “Esportare la dolce vita”) stima che nel 2019, nei paesi emergenti, ci saranno 619 milioni di nuovi ricchi, cioè 173 in più rispetto al 2013: persone con un reddito medio di 30mila dollari a parità di potere d’acquisto 2010, metà delle quali vivranno nei principali centri urbani di Cina, India e Brasile.

Essere di gitali per… ‘vendere digitale’

Il nuovo business? Sempre più oltre frontiera. L’e-commerce è un’opportunità per qualunque azienda, ma per coglierne tutto il potenziale bisogna saper guardare fuori dal mercato domestico e investire sulle competenze digitali.

Per intercettare nuovi clienti, in altri termini, occorre lavorare, fare promozione e interagire in modo nuovo. Essere digitali per ‘vendere digitale’.

Due alleati per il digitale: sportello E-commerce e consorzio Netcomm

Per orientarsi in questo universo, le aziende associate possono far riferimento allo sportello E-commerce, una bussola per ogni imprenditore che vuole avviare, consolidare o sviluppare una presenza sul mercato digitale.

Grazie alla collaborazione tra Assolombarda e il consorzio del commercio elettronico italiano Netcomm, inoltre, le imprese possono contare su un interlocutore unico per tutti gli aspetti legati all’e-commerce, oltre che su occasioni di formazione, come il percorso “Digital commerce” proposto da Assoservizi.

Vuoi qualche informazione in più prima di lanciarti in questa avventura? Scarica la documentazione dell’incontro “Digital Export: dove e come conquistare nuovi clienti con i canali digitali” del 19 novembre. Vedrai che nel commercio elettronico c’è spazio anche per la tua impresa.

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