Le persone

Dall’informatica al musical: le vite parallele del papà di Bing

21 ottobre 2016


Dall’informatica al musical: le vite parallele del papà di Bing

La storia di Lorenzo Thione, ingegnere informatico comasco che negli Stati Uniti brevetta il motore di ricerca Bing, venduto per 100 milioni di dollari a Microsoft.

Un successo che non lo ferma, anzi, lo lancia negli investimenti in cultura con un musical.

Chi usa i servizi di ricerca di Libero e Virgilio si sarà accorto che nei giorni scorsi i due portali hanno adottato come motore di ricerca Bing. Circa 4,3 milioni di internauti ogni giorno approdano ai due siti che hanno rinnovato il loro sistema per fornire i risultati delle richieste degli utenti. Bing, appunto, proprietà di Microsoft. Un motore di ricerca che però ha alle spalle una storia tutta italiana. Perché il papà di questo motore di ricerca è un ingegnere informatico comasco di 37 anni, che dopo essere cresciuto a Milano ha fatto le valigie per gli Stati Uniti: Lorenzo Thione.

Lorenzo ThioneUn cervello che non si è fermato davanti al primo successo.

Come altrimenti si potrebbe definire, se non successo, la creazione di un motore di ricerca che già nel 2006 era in grado di interpretare il linguaggio delle richieste degli utenti e rielaborarlo per fornire le risposte? È stato questo l’asso nella manica di Thione, la novità che ha rivoluzionato il mercato dei motori di ricerca e che nel 2008 ha convinto Microsoft ad acquistare la società dell’inventore comasco, la Powerset con il suo brevetto, per 100 milioni di dollari. L’accordo a cinque zeri, tuttavia, non ferma la voglia di innovare e di creare di Thione. Anzi, quel maxi-assegno, che per altri sarebbe bastato per tirare il freno e uscire dalle scene, non lo frena.

E l’ingegnere che ha realizzato un’interfaccia con cui decine di milioni di persone di relazionano ogni giorno, riscopre una vena letteraria. Dalla Silicon Valley a Broadway, dall’informatica al teatro, dalla tecnologia alle sette note.

L’ispirazione arriva per caso. Thione è a teatro e si scopre seduto vicino a George Takei, attore statunitense di origini giapponesi, uno dei volti iconici di Star Trek. E quando i due si reincontrano, sempre dalle parti di Broadway, l’informatico si incuriosisce per la commozione che Takei mostra di fronte a una scena dello spettacolo. Perché? L’attore di fantascienza non nasconde la ragione: quella scena gli ricorda la sua infanzia, quando a quattro anni era stato deportato con altri giapponesi dopo l’attacco dell’impero del Sol Levante alla base statunitense di Pearl Harbour, durante la Seconda guerra mondiale. Una pagina nera della storia americana: 120mila cittadini statunitensi di origine giapponese, reclusi da un momento all’altro.

AllegianceDa questo capitolo del Novecento a stelle e strisce e dalla vicenda personale della famiglia di Takei, Thione estrapola la trama di quello che diventerà un musical: “Allegiance”, fedeltà. A San Diego il primo successo, poi il trasloco a Broadway dove Thione raccoglie altrettanti consensi. Di fatto, anche scrivere di storia per l’informatico che aveva creato un software da fantascienza ha qualche collegamento con il futuro avanzato, attraverso la figura di Takei, che si imbarca con lui nel progetto.

Oltre ad aver scritto un musical, Thione ha contribuito all’investimento in cultura anche lanciando Artify, che oggi offre un servizio di autenticazione delle opere d’arte digitali, e The Social Edge, un social media dedicato all’intrattenimento e alla cultura.

 

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