Le imprese

Da Stranger Things alla nuova console: l’effetto nostalgia del marketing

4 ottobre 2016


Da Stranger Things alla nuova console: l’effetto nostalgia del marketing

Il vintage marketing è una strategia che fa leva sull’effetto nostalgia che alcuni prodotti riescono a evocare in noi. Perché richiamano al passato facendoci sentire più sicuri: per questo siamo portati a sceglierli.

In principio fu la “madeleine” proustiana, che scatenò i ricordi nel protagonista della “Recherche”. Il dolce fece ripiombare Marcel in un fiume di pensieri su vicende passate e presenti e fu un espediente letterario potentissimo, che ancora oggi noi leghiamo al momento della rievocazione.

San Carlo 1936Fare leva sui ricordi, specialmente quelli cari, sentiti e vicini (non sempre temporalmente) è da tempo diventata una leva del marketing, usata dagli specialisti del settore per muovere e direzionare la clientela nelle scelte. L’obiettivo è quello di suscitare una sensazione di nostalgia “buona”.

L’hanno fatto in tanti: grandi case automobilistiche e di moto – basti pensare alla Fiat con la “nuova” 500 o la Vespa –, ma non è prerogativa di nessun settore. Si trovano esempi nei campi più disparati, dall’alimentazione (San Carlo, ad esempio, ha riproposto le “1936 Antica Ricetta”, le storiche patatine nate nella Rosticceria San Carlo di Milano) alla tecnologia, come la Nintendo, la mitica console che ha tenuto inchiodati milioni di bambini di tutto il mondo davanti alla televisione, che a novembre esce con una “nuova” versione in miniatura del Nes (Nintendo classic mini). O come la macchina fotografica di Nikon, la DF, tecnologicamente avanzata ma nes-classic-edition-in-handcon il design che richiama a modelli d’altri tempi.

“Richiamare”, è proprio una delle parole chiave attorno a cui ruota il “vintage marketing” (o “nostalgia marketing”), questo il suo nome. Una strategia che si può applicare sia a un brand, in modo da rinsaldare il senso di appartenenza dei consumatori, sia a un prodotto che torna in una chiave nuova, rivisitata, ma si ancora in tutto e per tutto a quello “che fu”, per suscitare la voglia di acquistarlo di nuovo, facendo esperire le medesime sensazioni provate “allora”. Latta-Amarelli

Ma che cosa c’è sotto? Sicuramente, soprattutto in tempi di incertezza, ancorarsi alla memoria è rassicurante, o per lo meno è più rassicurante che lanciare un prodotto nuovo. Lo pensano anche gli addetti al settore, che hanno iniziato a riproporre in una nuova veste i prodotti noti. Poi, entrando nel merito, non è detto che in passato il cliente comprasse, utilizzasse, mangiasse proprio quell’oggetto e in quel modo, ma da preservare è la sensazione. Per questo è ininfluente che il prodotto venga proposto anche a generazioni che non erano ancora nate quando è entrato in commercio. Il principio sotteso è lo stesso, e funziona.

Stranger_Things_logoIl nostalgia marketing è ormai esploso da anni, tanto da essere approdato anche sul piccolo schermo: la serie tv “Stranger things” che ha spopolato questa estate è un omaggio nostalgico agli anni Ottanta e a tutta la cinematografia di allora, mossa da nomi del calibro di Steven Spielberg e Stephen King, in un crescendo di citazioni e omaggi a pellicole di riferimento per intere generazioni.

Ma sono anche altri i fattori che concorrono a scegliere questa strategia tra vintage e nostalgia. La qualità è certamente uno dei più importanti, perché il passato spesso richiama a prodotti fatti bene, fatti “come una volta”. Sicuri.

 

 

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