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Da Italia ’90 all’Expo: il nuovo skyline di Milano tra torri e sculture

5 ottobre 2016


Da Italia ’90 all’Expo: il nuovo skyline di Milano tra torri e sculture

Non solo i grattacieli di Porta Nuova, ma anche il recupero della Torre Arcobaleno e la scultura Wonderline: ecco come Milano sta cambiando volto, altezza e colori.

Più frizzante, culturalmente attivissima, con nuovi spazi progettati per essere innovativi, esteticamente belli ma soprattutto a misura dei suoi cittadini: Milano dopo Expo 2015 ha scoperto un’altra città nella città.

TorreA un anno di distanza dall’Esposizione Universale, mentre ancora si discute del destino che attende l’area dove prima sorgevano i padiglioni, c’è un’altra zona che ha cambiato volto: quella di Porta Nuova, completamente trasformata e diventata ormai, al pari del Duomo e del Castello Sforzesco, uno dei simboli più amati della città.

Ma se state pensando che tutto si risolva parlando di Piazza Gae Aulenti e dell’altissima UniCredit Tower, siete fuori strada: i cambiamenti in corso sono tanti e molto colorati.

Una città più colorata: la Torre Arcobaleno

Questa storia inizia a Milano nel 1964, quando a ridosso della stazione di Porta Garibaldi viene costruita una torre dell’acqua: non c’è bisogno di essere architetti per capire che quel tubo color grigio cemento è un pugno nell’occhio. Ma occorre attendere fino al 1990 perché qualcosa cambi.

È l’anno di Italia ’90 e la Penisola si prepara a ospitare i Mondiali di Calcio: l’assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano decide che quella torre così degradata non è un buon biglietto da visita per la città e dà il via ai lavori di recupero.
Detto fatto: il restyling viene affidato allo studio meneghino Original Designer 6R5 Network ma sono coinvolte anche la Marazzi Ceramiche per il rivestimento esterno, la Mapei per i materiali di posa e la Tempini per i pavimenti.

È questa la data di nascita ufficiale della Torre Arcobaleno: 35 metri di altezza interamente rivestiti da piastrelle di ceramica di 14 colori diversi, che rappresentano la voglia di vivere il pianeta in modo intelligente. Il risultato? Lo riassunse Francesco Roggero sul Corriere della Sera, usando lo stesso tono che i media hanno dedicato al clima post-Expo: “Una Milano giovane e nuova, vero specchio della capitale mondiale del design e della moda”.

Non è un caso, infatti, che proprio in occasione di Expo 2015 la Torre Arcobaleno sia stata sottoposta a un lavoro di restauro, sempre a cura dello stesso studio che si occupò del restyling negli anni Novanta: 71 giorni di lavoro su 1000 mq di superficie, coinvolgendo 5 aziende partner e 37 addetti ai lavori, che le hanno restituito lo spettacolare impatto visivo visibile anche da Piazza Gae Aulenti. In molti hanno dunque contribuito a questo rinnovo: oltre a Mapei e Marazzi, anche Fila Solutions, Bazzea e Condor col patrocinio del Comune di Milano e del Gruppo Ferrovie dello Stato, proprietario della Torre.

Wonderline: la scultura simbolo di Milano che ancora non c’è

Schizzo-WonderlineIn zona Cimitero Monumentale si trova la sede della Fonderia Battaglia, storica impresa meneghina. Qui, qualche mese prima che Expo aprisse i suoi cancelli, si è iniziato a lavorare a un progetto strettamente collegato al recupero della Torre Arcobaleno: ‘Wonderline sky in the color 2015‘, una scultura di 16 metri ispirata a un concept di Pablo Picasso che sarebbe dovuta diventare il nuovo simbolo di Milano.

Il condizionale però è d’obbligo: il totem, solcato da nove fasce colorate in omaggio alla creatività della moda e una doppia curva che richiama il dinamismo tipico meneghino, nei progetti iniziali doveva essere inaugurato prima di Expo e rimanere come eredità permanente della manifestazione.

Invece ancora oggi non si sa esattamente dove sarà collocata e quando verrà inaugurata. Quel che è certo è che la città non ha ancora smesso di cambiare: Wonderline contribuirà a dare un nuovo tocco a una Milano in movimento.

 

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