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Cultura? Questione di Lettura

15 dicembre 2015


Cultura? Questione di Lettura

‘La Lettura’, supplemento culturale del Corriere della Sera, è una best practice aziendale nell’editoria.

La redazione di Assolombarda News intervista Luisa Sacchi, responsabile Collaterali sistema Corriere della Sera.

‘la Lettura’: che cos’è e come nasce?

La Lettura, supplemento domenicale del Corriere della Sera, è nata nel novembre del 2011, all’insegna di una sfida: far vivere una grande tradizione, ma guardare bene in faccia il presente. La grande tradizione è quella del Corriere, da sempre attento al mondo della cultura, con le sue celebri terze pagine e con le grandi firme, gli scrittori, i premi Nobel. Attenzione al presente significa parlare di cultura attraverso tanti linguaggi diversi, adottando uno sguardo non convenzionale che va oltre il mondo dei libri, si apre a quello dell’arte, della graphic novel, delle visual data di nuova generazione, della fotografia.

‘la Lettura’: perché questo nome per un inserto culturale?

È un nome-tributo. La Lettura nel 1901 fu fondata da Luigi Albertini come regalo per gli abbonati al Corriere della Sera: una rivista carica di storia e di gloria, straordinariamente moderna per l’epoca, già attenta ai diversi linguaggi, con l’arte in copertina.

Lo stretto rapporto della Lettura con la testata storica si rivela anche nel gioco delle copertine, che vede ogni settimana la pubblicazione di un’opera inedita di un artista italiano o straniero, una ricerca aperta ed eclettica che include: pittura, fotografia, illustrazione, design.

Il primo numero è stato firmato dall’artista dissidente cinese Ai Weiwei, e sono ormai oltre duecento gli autori di questa galleria d’arte virtuale: tra i molti, Anselm Kiefer, William Kentridge, Christian Boltanski, Arnaldo Pomodoro, Anish Kapoor, Georg Baselitz, Miquel Barceló, Mimmo Paladino, David Salle, Luigi Serafini, Kiki Smith, Mimmo Jodice, Christo, Emilio Isgrò, Jean-Jacques Sempé, Yoko Ono…

L’inserto è un vero successo d’impresa. Come avete fatto?

Quest’anno l’offerta si è arricchita, con il raddoppio della foliazione – quindi più contenuti – e con una carta di qualità superiore, che consente di apprezzare maggiormente i materiali visuali pubblicati, così importanti in questo giornale.

Arrivati al quarto anno di vita, abbiamo capito che era il momento di affrontare un’altra sfida, quella del passaggio a pagamento con scelta volontaria del lettore. Una scelta coraggiosa per un supplemento, quasi inedita per il mercato italiano: da quel momento, la Lettura si è rimessa totalmente al giudizio dei lettori.

Possiamo affermare che il rapporto testata-lettori è stato correttamente valutato, lo dimostrano le centomila copie vendute ogni settimana, oltre a quelle dell’edizione digitale.

La chiave del successo è stato il rapporto di fiducia che la Lettura ha stabilito con i suoi lettori.

L’appuntamento di ogni domenica mattina in edicola è un banco di prova, dove numero dopo numero viene valutata la nostra capacità di generare contenuti di qualità, selezionare elementi nuovi e straordinari, essere vetrina internazionale di idee e novità. Il patto di fiducia viene rinnovato ogni settimana.

Qual è la chiave per avvicinare il pubblico alla cultura?

Noi non pensiamo che in Italia la scelta di puntare sulla cultura sia perdente. Oltre al successo della Lettura, riscontriamo che nella vasta produzione di libri e collane proposte dal Corriere della Sera, abbiamo ottenuto ottimi riscontri con le serie di storia e filosofia, e con le rivisitazioni di cataloghi di autori della portata di Pasolini e Rodari.

Farvi leggere dal grande pubblico: quanto conta intercettare fermenti culturali e nuovi trend?

In Italia un pubblico di persone attente alla cultura c’è, ed è un pubblico vitale e curioso, che ama sentirsi appartenente a una comunità. Anche per questo la Lettura è già uscita dai suoi confini cartacei: è diventata un canale di Corriere.it, ha allestito mostre alla Triennale di Milano e, il prossimo anno, organizzerà eventi con partecipazione del pubblico diffusi sul territorio nazionale.


Cultura d’impresa: qual è la vostra chiave di Lettura?

Sono sempre di più le aziende attive nel mondo della cultura con mostre, eventi, gestione di archivi: generano cultura, e ci piace sul nostro giornale dare spazio al racconto delle loro iniziative, creare una sorta di rete tra editore e aziende di altri settori uniti da una comunanza di linguaggio.

Un altro grande impegno per la Lettura è proprio quella di offrire un mezzo di comunicazione per imprese che come noi credono che la cultura sia un aspetto fondamentale della vita civile del Paese.

Il patrimonio storico e culturale delle imprese è uno straordinario bacino a cui attingere per raccontare la storia, i valori, le identità. Le iniziative d’impresa volte a valorizzarlo sono spesso per noi spunto per articoli e recensioni. Ma non solo: attraverso interviste e approfondimenti ci interessa indagare i nuovi stimoli culturali che nascono dal mondo dell’impresa.


Cultura è?

Per esempio, smentire i luoghi comuni. La Lettura cerca di dimostrarlo ogni settimana con i suoi contenuti.

 

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