Le imprese

Crowdinvest, finalmente comincia a decollare anche in Italia

7 settembre 2017


Crowdinvest, finalmente comincia a decollare anche in Italia

di Filippo Astone, direttore, Industria Italiana.

Quasi un anno fa scrivevamo (qui http://www.assolombardanews.it/equity- crowdfunding-le-piattaforme-e-i-progetti/ e qui http://www.assolombardanews.it/equity-based-crowdfunding-a-che-punto-siamo-e-quali-sono-le-opportunita/) che le varie forme di crowdinvest in Italia sono ben presenti ma anche che, purtroppo, si tratta di un mercato dai numeri piccolissimi, e che in Italia stenta a decollare.

Un anno dopo, la situazione appare ben diversa, secondo l’Osservatorio crowdinvest della School of Management del Politecnico di Milano, che di recente ha presentato il secondo Report italiano sul fenomeno, aggiornato al 30 giugno 2017.

La notizia è che le varie piattaforme hanno raccolto una cifra record, pari a 138,6 milioni di euro, che ha portato il valore totale del mercato a 189,2 milioni. Il crowdinvesting, che a livello mondiale ormai catalizza ingenti risorse, si va dunque affermando anche da noi come strumento complementare di finanziamento, in particolare per le piccole e medie imprese, coinvolgendo la ‘folla’ di Internet per raccogliere capitale. L’Italia, partita in sordina rispetto ad altri Paesi europei, sta rapidamente recuperando terreno: si moltiplicano i portali attivi, i capitali investiti aumentano, sempre più imprese si avvicinano a questa opportunità.

“Il crowdfunding, ovvero la raccolta di denaro attraverso Internet finalizzata alla realizzazione di progetti no-profit o for-profit, è un tema che catalizza grande attenzione e curiosità”, spiega Giancarlo Giudici, Direttore scientifico dell’Osservatorio, “da alcuni è ritenuto una possibile soluzione al razionamento delle risorse finanziarie, da altri invece è visto con sospetto per i pericoli di truffe. Non c’è comunque dubbio che il crowdfunding sia un fenomeno col quale misurarsi per chi intende studiare le dinamiche della raccolta di capitale per le imprese”.

Il Report non si occupa di tutto il mondo del crowdfunding, che riguarda anche progetti non di natura aziendale, ma si focalizza sul crowdinvesting, cioè l’opportunità per un progetto imprenditoriale di raccogliere risorse da una pluralità di persone attraverso una piattaforma internet in cambio di una remunerazione del capitale stesso a titolo di investimento.
Quasi inesistente fino al 2012, il crowdinvesting nel 2016 si è trasformato in un fenomeno non più trascurabile.

Nell’equity crowdfunding (raccolta di denaro attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale di una società) la Legge di Stabilità 2017 ha introdotto una novità importante, che sarà pienamente operativa nei prossimi mesi, estendendo tale opportunità prima riservata a startup e PMI innovative a tutte le PMI, purché la campagna sia veicolata su piattaforme autorizzate. Un altro elemento rilevante è stato l’aumento al 30% della detrazione fiscale per gli investitori persone fisiche, benché ancora limitato a startup e PMI innovative.

Al 30 giugno 2017 i portali autorizzati in Italia erano 19 come nel giugno 2016 (con alcuni nuovi arrivi e alcuni ritiri) ma le campagne di raccolta all’attivo erano più che raddoppiate, passando da 48 a 109, di cui 36 chiuse con successo, 53 chiuse senza successo e 20 ancora aperte. Il capitale raccolto dal 2012 ammontava a 12,4 milioni di euro, di cui ben 6,85, cioè oltre la metà, soltanto negli ultimi 12 mesi.

Alla stessa data l’Osservatorio aveva censito 1.196 investitori: 1.068 persone fisiche, in netta predominanza uomini sui 43,3 anni di media (ma è aumentata l’incidenza dei giovani), e 128 persone giuridiche, tra cui è ancora troppo poco frequente la presenza di investitori professionali in ambito finanziario, come i fondi di venture capital.

Il target di raccolta medio è pari a 245.158 euro (in calo rispetto al passato), corrispondente ad una quota del capitale azionario offerta pari al 17,7%, anch’essa in sensibile diminuzione rispetto all’anno scorso. Le 106 imprese che hanno presentato campagne di raccolta fino al 30 giugno sono quasi tutte startup innovative attive in gran parte nelle piattaforme social/sharing (28 casi), nell’ICT (25 casi), nei servizi professionali (14 casi). La finalità della raccolta è legata agli investimenti in marketing (56% dei casi), nella ricerca-sviluppo e innovazione (42%) o nello sviluppo di piattaforme web/app (41%).

 

 

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
L'associazione
L’automazione crea più lavoro, migliore e meglio pagato – di Filippo Astone

21 giugno 2017

di Filippo Astone, direttore, Industria Italiana. C'è una frase della relazione di Carlo Bonomi che mi …
L'associazione
Manifattura, il sistema cognitivo che sta al centro dello sviluppo italiano – di Filippo Astone

13 ottobre 2016

di Filippo Astone, direttore di Industria Italiana. Per rendere Milano una città STEAM il presidente Gianfelice …
Le imprese
Equity Crowdfunding: le piattaforme e i progetti

5 ottobre 2016

In un precedente articolo, Assolombarda News ha acceso i riflettori sulle opportunità offerte dall'equity based …