Le imprese

Cosa abbiamo imparato visitando Chicago

21 maggio 2018


Cosa abbiamo imparato visitando Chicago

Lo abbiamo chiamato “modello Chicago” perché la città USA è molto simile alla nostra realtà territoriale e per questo può essere un esempio a cui ispirarsi in un’ottica di competitività. Ecco che cosa ci ha insegnato quando ha accolto la nostra delegazione e quali sono i prossimi passi per implementare le nostre potenzialità.

Articolo a firma di Mattia Macellari, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda.

Lo abbiamo vissuto di prima mano e lo possiamo ribadire con forza: il modello Chicago funziona. La città USA è sostenibile, aperta all’innovazione, investe nell’istruzione e nella formazione e ha uno dei migliori rapporti qualità-costo della vita di tutti gli States.

Foto: FTfoto | www.ftfoto.itÈ, appunto, un modello. Per conoscerlo più da vicino, lo scorso marzo una delegazione di Assolombarda e del suo Gruppo Giovani Imprenditori ha organizzato una missione proprio a Chicago. La tappa è stata la naturale evoluzione di un dialogo iniziato dopo che nel 2017 abbiamo incontrato a Milano il sindaco della città a Stelle e strisce, Rahm Emanuel. Un’occasione per fare network e progettare nuove idee di business, costruire joint venture, rapporti distributivi e trasferimento tecnologico tra aziende italiane e americane.

Abbiamo quindi fatto un passo ulteriore per continuare la condivisione sulla visione del futuro. Siamo quindi andati fisicamente negli Stati Uniti per sondare di persona che cosa abbia sviluppato in questi anni la città, come gli investimenti abbiano fruttato per dare vita a una realtà così interessante e per noi replicabile. Ma soprattutto lo abbiamo fatto perché Milano e Chicago sono inserite in contesti simili. Ovvero hanno caratteristiche che le avvicinano, rendendole realtà comparabili. In sintesi: quello che di vincente abbiamo accertato a Chicago potrebbe essere adattabile a Milano. Le condizioni ci sono. Le metropoli sono gemellate da 45 anni non a caso.

La missione, che ha coinvolto 15 aziende principalmente nei settori dell’arredo & design, food e fashion, è stata strutturata su quattro giornate in cui le PMI hanno avuto la possibilità di conoscere le opportunità offerte dal mercato del Midwest. Ad accogliere la delegazione Andrea Zopp, Presidente e CEO del World Business Chicago e Andrew Spinelli, Direttore Strategie Globali, oltre a Francesca Parvizyar, Co-chair della Commissione Milano nella sezione di Chicago delle Sister Cities International. L’incontro è stato anche l’occasione per raccogliere dati e informazioni per consentire al Centro Studi di Assolombarda di realizzare il “case study Chicago”, mettendolo a confronto con la città di Milano.

Cosa è emerso? Che stiamo parlando di due città globali, che rappresentano un hub internazionale per i rispettivi Paesi. Hanno una posizione strategica, con aeroporti efficienti che consentono collegamenti giornalieri con le principali città nazionali e internazionali.

Missione a ChicagoIn particolare, uno dei fattori del successo del modello Chicago è sicuramente la grande competitività in termini di costo del lavoro e della vita rispetto alle altre città americane. KPMG la classifica, infatti, come una delle città più vantaggiose al mondo per fare affari negli USA – prima di New York e Los Angeles – in termini di impatto combinato di 26 componenti di costi aziendali, tra cui manodopera, servizi pubblici, strutture, trasporti, costi di finanziamento e tasse. È all’avanguardia anche dal punto di vista energetico: le principali società di servizi pubblici forniscono energia a basso costo per soddisfare la crescita sostenibile delle aziende.

È qui che la lezione arriva a noi italiani forte e chiara. Spingere l’acceleratore su questi trend, favorirne lo sviluppo, potrebbe aiutare considerevolmente la situazione delle imprese locali. Il sostrato urbano che sosterrebbe le aziende diventerebbe in questo modo un fattore sinergico per il loro sviluppo.

Chicago è un punto di riferimento anche per la formazione, ospita infatti alcune tra le migliori Università e Business School americane. Ciò potrebbe rappresentare una leva interessante da traslare nella nostra realtà. Milano ha grandi potenzialità in questi ambiti. È la sede di importanti e prestigiose università, alcune delle quali focalizzate proprio sul business. Lavorare per renderla ancora più attrattiva nei confronti dei giovani talenti è certamente una strada che la aiuterà a distinguersi.

Per rendervi partecipi dell’opportunità che abbiamo vissuto, vi lascio la testimonianza di Maria Anghileri, General Counsel di Eusider Group – Gruppo costituito da otto società che da quattro generazioni opera nel mondo dell’acciaio – e Membro del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, che ha partecipato in prima persona alla missione:

“È stata un’esperienza estremamente interessante, una vera occasione di crescita. Ho infatti avuto l’opportunità di incontrare le istituzioni di riferimento per chi vuole fare business negli Stati Uniti; attraverso incontri mirati ho potuto avere una panoramica completa del mercato americano, oltre a preziosi spunti e consigli pratici: come si costituisce una società, quali sono gli incentivi per le imprese, cosa evitare e a quali aspetti prestare attenzione. Come Eusider Group al momento non abbiamo un piano di sviluppo nel Paese ma la missione è stata utilissima per iniziare a creare un network e contemporaneamente sono nate occasioni di business. Chicago rappresenta davvero un modello a cui Milano può e deve continuare a ispirarsi. Non bisogna mai smettere di guardare oltrefrontiera e confrontarsi con altri Paesi”.

La missione ha rappresentato solo un passo verso un percorso che, come Associazione, stiamo sviluppando per offrire alle nostre imprese interessate ad entrare in Nord America un ponte sulla città. Nel futuro prossimo attiveremo “Focus Chicago”, che punta a dare supporto mirato per entrare in contatto con questo territorio e con il suo tessuto imprenditoriale e che intende essere un ‘punto di ingresso’ in un mercato dalle enormi potenzialità.

Un mondo di opportunità a portata delle nostre imprese che guardano a nuovi orizzonti.

 

Mattia Macellari

Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda

 

 

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One thought on “Cosa abbiamo imparato visitando Chicago”

  1. Manuela scrive:

    Grazie Mattia, molto interessante. Chicago è una dele città che amo di più, insieme a Milano, in effetti 😉

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