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Congiuntura Lombardia: confronto nazionale e europeo – Ottobre 2016

8 novembre 2016


Congiuntura Lombardia: confronto nazionale e europeo – Ottobre 2016

Cala la fiducia. Quanto effetto Brexit e tensioni geopolitiche estive?

Dopo l’accelerazione sopra le attese sperimentata in primavera (+0,8% la produzione manifatturiera lombarda tra aprile e giugno), le ultime indicazioni provenienti dagli indici di fiducia, delle imprese manifatturiere e dei consumatori, registrano flessioni sulla base delle quali si può ipotizzare una crescita più contenuta nei mesi autunnali e invernali per la Lombardia. È pur vero che tali flessioni avvengono proprio nelle rilevazioni successive agli eventi di quest’estate, da Brexit, all’attentato di Nizza, al tentato golpe in Turchia. La domanda chiave è quanta parte della flessione è una reazione temporanea e quanta invece è sintomo di un reale ripiegamento economico.

Infatti, il clima di fiducia del manifatturiero a Milano scende a luglio e ad agosto, portandosi su saldo negativo. Si tratta comunque di due mesi particolari da interpretare, sia per quanto detto sopra sia perché influenzati dalle chiusure aziendali. La discesa della fiducia è spiegata da un peggioramento di tutte le componenti: gli ordini, sia interni sia esteri, flettono rafforzando il calo iniziato in giugno, le scorte si riportano su livelli considerati normali e le aspettative di produzione a breve termine diminuiscono (pur restando positive). In prospettiva, anche le attese sugli ordini per i prossimi tre-quattro mesi sono in discesa, soprattutto la componente interna che si riporta in prossimità dello zero.  A livello di Paesi, a settembre la fiducia del manifatturiero migliora in Germania, Spagna e Francia, mentre è stabile in Italia, a conferma del trend piatto in atto da inizio 2016.

Clima di fiducia del manifatturiero

(indice mensile destagionalizzato, agosto ultimo dato per Milano*, settembre per i Paesi)

1

*Milano, Lodi, Monza e Brianza

Sul fronte consumatori, il clima di fiducia scende nuovamente in Italia a settembre, consolidando la flessione in atto dai primi mesi del 2016 e si attesta sui minimi da un anno. Lo stesso trend caratterizza la fiducia del Nord-Ovest (il cui ultimo dato disponibile è agosto) e, in particolare, si segnala la forte discesa del clima economico corrente e futuro e del clima personale futuro.

Clima di fiducia dei consumatori

(indice mensile destagionalizzato, 2010=100, agosto ultimo dato per il Nord-Ovest, settembre per l’Italia)

2

Ricordiamo comunque che in Lombardia la performance tra imprese continua ad essere fortemente polarizzata: infatti, se nel complesso la produzione manifatturiera regionale mostra un gap rispetto al pre crisi pari al -7,8%, le grandi imprese sono sopra i livelli 2008 (+4%), mentre le medie (-6%) e soprattutto le piccole (-17%) ancora sotto.

Alla crescita sostenuta dell’attività produttiva lombarda nei mesi primaverili era corrisposta anche un’accelerazione dell’export: +1,4% nel secondo trimestre 2016 (dopo un magro +0,1% nel primo trimestre), grazie al +4,3% dei Paesi Ue che azzerava il -2,1% dell’extra Ue. Tra i settori spiccavano le performance dell’altro manifatturiero, della moda, della gomma/plastica e dell’alimentare. Questo dinamismo in Lombardia si era riflesso in un +0,7% nel totale dei primi sei mesi 2016, performance più positiva rispetto a quella di Veneto (+0,3%), Italia (+0,0%), Auvergne-Rhône-Alpes (+0,1%), Baden-Württemberg (-0,9%) e Piemonte (-7,4%), ma inferiore a quella di Bayern (+4,8%), Cataluña (+2,0%) ed Emilia-Romagna (+1,6%).

Nel mercato del lavoro prosegue il recupero. Nel secondo trimestre 2016 si consolida il saldo positivo rispetto al periodo prima della crisi: +65 mila occupati in Lombardia nella fascia d’età 15-64 anni rispetto al secondo trimestre 2008 e +43 mila al netto CIG. Il tasso lombardo di occupazione sale al 66,9% nel secondo trimestre 2016 (tasso in linea con il pre crisi) e in parallelo il tasso di disoccupazione scende al 6,9%.

Nei mesi più recenti continua il riassorbimento della CIG, che tra gennaio e settembre diminuisce del -25% in Lombardia sul 2015 (per confronto: -7% Veneto, -3% Piemonte, invariata in Emilia-Romagna).

Infine, anche per effetto della riduzione degli sgravi contributivi, le assunzioni complessive diminuiscono in tutte le regioni benchmark nazionali: -10% in Lombardia a gennaio-agosto rispetto al corrispondente periodo del 2015, con un -28% per le assunzioni a tempo indeterminato.

 

 

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