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Congiuntura Lombardia: confronto nazionale e europeo – giugno 2016

29 giugno 2016


Congiuntura Lombardia: confronto nazionale e europeo – giugno 2016

Nel 1° trimestre 2016, per la prima volta, più 54 mila occupati in Lombardia rispetto al pre crisi.

In Lombardia i dati del primo trimestre 2016 indicano per la prima volta un numero di occupati superiore al periodo prima della crisi: +54 mila occupati rispetto al primo trimestre 2008, che diventano +23 mila al netto cassa integrazione guadagni. L’aumento del numero di occupati è il risultato di un saldo ancora negativo dell’occupazione maschile (-27 mila unità) che risulta più che compensato dall’aumento di occupazione femminile (+81 mila). L’incremento è interamente legato all’aumento di lavoratori dipendenti (+144 mila), mentre il numero di indipendenti continua a scendere (-90 mila).

Occupati >15 anni in Lombardia

(variazione cumulata 1° trim. 2008-1° trim. 2016, dati in migliaia)

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Occupati >15 anni per genere e posizione professionale

(variazione cumulata 2008-2016, dati riferiti al 1° trimestre di ogni anno, migliaia)

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Tra gennaio e marzo 2016 il tasso di disoccupazione cala in tutte le regioni benchmark nazionali e in Lombardia passa dall’8,6% del primo trimestre 2015 al 7,8%. In parallelo sale l’occupazione, nella nostra regione dal 64,6% al 65,8%. A questo si somma il continuo riassorbimento della CIG che tra gennaio e maggio diminuisce in Lombardia del -27% rispetto allo stesso periodo del 2015, si tratta comunque di 40 mila lavoratori equivalenti, quattro volte quelli del 2008.

A livello di quadro economico, l’aumento del clima di fiducia del manifatturiero milanese anche ad aprile (quando raggiunge il massimo degli ultimi dodici mesi) delinea una possibile accelerazione della produzione manifatturiera lombarda nel secondo trimestre 2016, dopo un primo trimestre di attività modesta (+0,1%) come anticipato dalla debole fiducia di fine 2015.

Questo aumento di fiducia è spiegato da un vistoso miglioramento delle attese di produzione che raggiungono il valore più alto da metà 2015, accompagnato da un recupero degli ordini sia interni (sul massimo da prima della crisi) sia esteri. Di segno opposto è il contributo delle scorte di prodotti finiti che tornano in contenuto accumulo, pur mantenendosi sui livelli considerati normali.

Clima di fiducia del manifatturiero

(indice mensile destagionalizzato, aprile ultimo dato per Milano*, maggio per i Paesi)

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Dal lato dei consumatori, la fiducia nel Nord-Ovest è sostanzialmente stabile a maggio per il quarto mese consecutivo, mentre in Italia prosegue la discesa da tre mesi. In entrambi i casi l’indice resta ampiamente positivo ma su livelli inferiori ai massimi toccati nell’inverno 2015. In particolare, nel Nord-Ovest la componente sulla situazione economica del Paese, unica in calo a maggio, è su livelli decisamente inferiori ai saldi storicamente elevati raggiunti a fine 2015.

A fronte di un commercio mondiale che nel primo trimestre è sceso (-7,4%), i nuovi dati sull’export regionale evidenziano un debole +0,1% per la Lombardia e risultati negativi per molti dei benchmark: incrementi intorno allo zero per Veneto e Emilia-Romagna, il Piemonte subisce una battuta d’arresto (-7,1%, che diventa -1,0% se si esclude l’automotive), i benchmark europei invertono un lungo trend positivo, ad eccezione del Bayern (+3,1%) dove comunque la crescita rallenta.

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Relativamente all’export lombardo, al traino positivo dei Paesi Ue nel primo trimestre (+2,9%, di cui quasi mezzo punto percentuale attribuibile alla Spagna) si contrappone quello negativo dei Paesi extra Ue (-3,5%). Tra i settori manifatturieri, spicca la performance positiva della farmaceutica (+11,6%) e all’opposto quella dei prodotti in metallo (-7,0%).

Infine, uno spaccato sulla situazione dei giovani. In Lombardia i ragazzi tra i 15 e i 24 anni sono 913 mila e 300, di cui il 19,5% occupati, il 9,3% disoccupati e il 71,2% inattivi. Prendendo come benchmark il Bayern (ma lo stesso vale per il Baden-Württemberg), la composizione è profondamente diversa: i giovani sono 1 milione e 380 mila e di questi, il 52,1% è occupato, il 2,3% disoccupato e il 45,6% inattivo.

 

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